| Iran: Intervista del figlio di Jafar Kazemi, prigioniero politico condannato a morte |
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| Lunedì 24 Maggio 2010 14:29 | |||
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VOCE D' AMERICA VOA, 19 MAGGIO - Il canale in persiano, Voce d'America ha diffuso un'intervista del figlio di Jafar Kazemi, prigioniero condannato a morte: Jafar Kazemi si trova nel braccio della morte, e suo figlio risiede nel campo di Ashraf, in Iraq. I residenti del campo di Ashraf hanno molti problemi di cui abbiamo parlato in passato. Ma oggi il nostro proposito è un altro, intervisteremo Behrouz Kazemi (figlio di Jafar kazemi).
BEHROUZ KAZEMI: Mi è stato estremamente difficile sapere del suo arresto e della sua condanna a morte dopo aver reso visita alla città di Ashraf. VOA: Di che cosa è accusato? Abbiamo sentito dire che uno dei suoi " crimini ", è la visita che le ha fatto. BK: Si.Come sapete il regime ha condannato sei persone a morte e uno di essi è Jafar Kazemi. Mio padre è stato arrestato durante le manifestazioni della Giornata di QODS. Per due settimane siamo stati senza notizie. Poi abbiamo scoperto che mio padre era incarcerato nella prigione di Evine. VOA: Un'altra questione. Che cosa si aspetta dal mondo di fronte alla condanna di suo padre? Voglio dire, dall' Organizzazione delle Nazioni Unite? BK: Per provare a salvare mio padre, ho scritto all' ONU e ad altre organizzazioni. Forse il mondo prenderà coscienza e aprirà gli occhi sui crimini in Iran contro degli innocenti, come mio padre. Forse il mondo aprirà gli occhi e vedrà che ci sono tante persone condannate a morte. VOA: Dunque, suo padre è stato accusato di aver attentato alla sicurezza nazionale? E' ciٍ che il governo della Repubblica islamica d' Iran dice. BK: Esatto. Come ho già detto precedentemente, con questa pena di morte, il regime dimostra che il diritto fondamentale di vedere la propria famiglia è considerato come un'azione contro la sicurezza nazionale. Come una visita alla propria famiglia puٍ minacciare la sicurezza nazionale? VOA: La ringrazio Signor Behrouz Kazemi, residente della città di Asharf in Iraq, che ospita i partigiani dei Moudjahidine del popolo Iraniano. Tante grazie. BK: Vi ringrazio per lo spazio concesso. Grazie a voi
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La ragione principale di questi crimini mira a seminare la paura fra la popolazione fino all'anniversario della rivolta popolare, che giunge a Khordad (il 12 giugno 2010). Il regime teme enormemente queste manifestazioni e aumenta pressioni e esecuzioni contro i prigionieri politici.