| Il regime iraniano teme l’espansione dell’ondata della rivolta popolare |
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| Venerdì 18 Febbraio 2011 23:00 | |||
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Rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e ad altre istituzioni competenti delle Nazioni Unite, cosi come all'Unione europea ed agli Stati Uniti, la signora Rajavi ha sottolineato che fare dichiarazioni diplomatiche non è sufficiente. E' tempo di adottare una politica ferma e prendere vincolanti ed efficaci decisioni contro i governanti assetati di sangue in Iran. Ella ha invitato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e le altre istituzioni competenti delle Nazioni Unite, cosى come tutte le organizzazioni per i diritti umani a condannare questi crimini ed intraprendere immediatamente una campagna per la liberazione degli arrestati. Mokhtari Mohammad, 22 anni, è stato colpito da uno sparo intenzionale delle forze repressive, il 14 febbraio ed è stato ucciso il giorno successivo. Secondo testimoni oculari, è stato arrestato dagli agenti repressivi del regime, mentre era ferito alla spalla ed è morto di emorragia a causa di un ritardo nel trasferimento in ospedale. Aveva già messo un messaggio su Facebook, "Oh Onnipotente lasciami morire in piedi, odio vivere nella vergogna". Oggi, mercoledi 16 febbraio, le forze repressive del regime hanno selvaggiamente aggredito ed arrestato in gruppi numerosi impedendo loro di tenere la cerimonia in onore di Sane' Jaleh. Contemporaneamente, inviando le sue guardie armate e criminali, che erano venute da altre città , il regime cerca di arrestare su vasta scala i giovani e gli studenti al fine di prevenire le estese proteste del popolo che sono stufo e in particolare quella dei coraggiosi giovani iraniani. Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
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La signora Rajavi: il regime iraniano teme l’espansione dell’ondata della rivolta popolare impedendo la cerimonia per onorare i martiri