| Utilizzo di agenti MOIS inviati per affrontare l'ondata di indignazione e di condanna internazionale |
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| Sabato 23 Aprile 2011 08:50 | |||
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Tre giorni dopo il massacro di Ashraf, i mullah del MOIS, ancora una volta hanno ripreso ad inviare loro agenti iraniani in Iraq, sotto le mentite spoglie di “famiglia” o “ex membri”, in modo che aumentando il numero di altoparlanti in giro per Ashraf si possa applaudire e lodare l’uomo della morte (Maliki), e diffondendo bugie nelle TV di Stato, porre la vittima (indifesi abitanti di Ashraf) come colpevole! - Il 17 aprile, una donna di nome Khodabandeh (Singleton), che risiede nel Regno Unito ed è un noto agente MOIS che serve ai mullah nella famigerata prigione di Evin, insieme con un elemento iracheno dei mullah con il nome di Ahlam al-Maliki e una serie di altri agenti MOIS e della terroristica Qods Force, che avevano coperto i loro volti, che gridavano parolacce a tutto volume contro i residenti nei pressi della recinzione perimetrale del campo, e prendendo filmati. L'invio di questi agenti di Ashraf in Iraq arriva in un momento in cui, nonostante tutti gli appelli, neppure a una delle famiglie dei residenti di Ashraf e agli avvocati, in ogni Paese del mondo, è stato concesso il visto per venire in Iraq negli ultimi 28 mesi. - Martedى 19 aprile, in seguito alla rivelazione di un documento top-secret sull’attacco ad Ashraf durante numerose conferenze tenute in diverse capitali quella stessa mattina, Mohammad al-Askari, portavoce di Maliki nel Ministero iracheno della Difesa, in fretta e inopportunamente ha portato alla televisione di stato irachena tre nuovi agenti inviati dall’Iran. Usando tattiche ben note del regime iraniano e etichette contro la PMOI, questi agenti hanno tentato di giustificare il massacro ad Ashraf e letteralmente Maliki se ne è lavato le mani insanguinate. Non è chiaro come il Ministero della Difesa iracheno ed i suoi portavoce siano legati agli "ex membri" e alle "famiglie" della PMOI! Secondo le informazioni ricevute, i tre agenti sono stati consegnati a Muhammad al-Askari da Muhammad Sadeq Kazem, deputato della Commissione per la Repressione di Ashraf in Iraq nell’ufficio del Primo Ministro, in coordinamento con Danaifar, ambasciatore di Teheran in Iraq. Il Generale Muhammad al-Askari, la cui serie di bugie è ben nota a tutti, ha sostenuto in questo spettacolo ridicolo: "Il governo iracheno ha informazioni precise che un gran numero dei residenti di Ashraf ha il desiderio di lasciare questo campo ... Decine sono stati capaci di fuggire e di arrendersi". Le bugie sono un segno di prostrazione nei confronti delle conseguenze dei gravi crimini contro l'umanità ad Ashraf, dell'ondata di orrore nazionale e delle condanne internazionali. ب a causa di tal eccessive bugie che nelle sue proteste a livello nazionale il popolo iracheno ha scandito "Bugiardo, Maliki, bugiardo". Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
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Occupazione militare di Ashraf n. 70