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Wiesel e Betancourt si batteranno per lanciare un’inchiesta sull’attacco contro Camp Ashraf

EFE – 27 aprile 2011 – Il Premio Nobel Elie Wiesel e l’ex candidata alle elezioni presidenziali in Colombia, già ostaggio delle FARC, Ingrid Betancourt si sono uniti oggi a quanti chiedono un’inchiesta sull’attacco di aprile contro il campo di rifugiati iraniani di Ashraf da parte di forze irachene.
 

In una conferenza a Parigi, alla quale è intervenuta la Presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI), Maryam Rajavi, Wiesel e Betancourt hanno sostenuto l’appello per un’inchiesta insieme con altri partecipanti, che hanno chiesto che sia stabilito quanto è accaduto in quel campo dove risiedono 3.400 rifugiati.

L’ex candidata presidenziale della Colombia ha ammesso di non essere stata “a conoscenza della tragedia di Ashraf” fino a poche settimane fa e ha evidenziato la disattenzione dei media su quegli avvenimenti.

Wiesel ha chiesto: "Com’è possibile che il mondo non sapesse cosa stava accadendo ad Ashraf?".
"Non possiamo andare avanti con le nostre vite come se non avessimo visto quelle immagini", ha aggiunto, ricordando che l’attacco contro il campo di rifugiati "non è un evento transitorio".

Rajavi ha colto l’opportunità della conferenza, tenuta nei dintorni di Parigi davanti a circa 600 persone, per rivelare che si sta pianificando un altro attacco contro il campo di rifugiati, dopo quello dell’8 aprile che ha causato 34 morti e centinaia di feriti.

Rajavi ha anche rivelato documenti ottenuti dalla resistenza iraniana che provano che "l’assalto ad Ashraf era un piano militare".

Ella ha detto che il Primo Ministro iracheno Nouri Al-Maliki dovrebbe essere processato da una corte penale internazionale "poiché ha dato personalmente l’ordine" per l’attacco.

L’8 aprile all’alba, numerosi veicoli corazzati e più di duemila soldati iracheni hanno assalito Camp Ashraf, dove risiedono oppositori al regime iraniano e membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI). Il CNRI ne è il braccio politico.

L’attacco non è stato il primo. Anche nel luglio 2009 forze irachene fecero incursione ad Ashraf, uccidendo 11 persone e ferendone 500.

Rajavi ha detto che gli attacchi avvengono con la collusione di Tehran, che ha fatto ricorso a una "reazione difensiva" di fronte al "progresso dell’alternativa democratica".

Ha anche chiesto agli Stati Uniti di seguire la posizione dell’Unione Europea e rimuovere l’OMPI dalla loro lista delle organizzazioni terroristiche, aggiungendo che il regime iraniano usa l’inserimento in tale lista per giustificare l’esecuzione di oppositori del regime del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Fra i partecipanti alla conferenza anche l’ex comandante supremo della NATO Wesley Clark, che ha detto che le Nazioni Unite "dovrebbero intervenire per assicurare la protezione dei residenti di Ashraf".

Egli ha anche avanzato una minaccia sottilmente velata ad Ahmadinejad: "Sono un soldato, e so cosa il regime iraniano potrebbe aspettarsi se continua con le sue ambizioni nucleari".