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La biografia di Maryam Rajavi |
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domenica 12 giugno 2005 |
Maryam Rajavi è nata nel 1953 in una famiglia di classe media a
Teheran. Madre di una ragazza di 21 anni, Maryam è ingegnere in
metallurgia dell'università di tecnologia di Teheran. Comincia le sue
attività contro lo Scia’ negli anni 1970 dopo la sua entrata
all'università, diventa rapidamente una dirigente del movimento che
studia e raggiunge Mojahedin del popolo, un'organizzazione musulmana,
democratica e nazionalistica che raccomanda l'instaurazione di un
governo democratico, pluralistico e laico in Iran.
Il regime dello Scia’ uccide una delle sue sorelle, Narguesse, e quello
di Khomeini n’assassina un'altra, Massoumeh, che muore sotto la tortura
nel 1982, incinto d’otto mesi, anche suo marito, Mahmoud Izadkhah, è
stato ucciso.
Dopo la caduta della monarchia, Maryam diventa il responsabile della
sezione sociale del Mojahedin, che svolge un ruolo chiave nell'adesione
degli studenti e dei liceali, mentre l’organizzazione dei Mojahedin
emerge come il principale movimento d'opposizione al regime dei mullah.
Nel 1980, si presenta alle elezioni legislative a Teheran e, nonostante
le frodi massicce dei mullah, ottiene più da un quarto di milione di
voti.
La Sig.ra Rajavi svolge un ruolo decisivo nell'organizzazione di due
manifestazioni pacifiche principali a Teheran in aprile ed in giugno
1981 contro la dittatura nascente. Il 20 giugno 1981, gli iraniani
immergono nel terrore khomeinista. Decine di migliaia di persone sono
state arrestate o uccise.
Nel 1982, Maryam parte per Parigi. Risulta rapidamente la donna più
energica e più capace del movimento. finalmente eletta CO-leader dei
Mojahedin in 1985. Quattro anni più tardi, nel 1989, essa è eletta
segretario generale dei Mojahedin dal congresso del movimento.
Una svolta
Nell'agosto 1993, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana, il
Parlamento in esilio, elegge Maryam Rajavi il presidente futuro della
repubblica per il periodo transitorio dopo la caduta dei mullah.
Si dimette allora dalle sue altre funzioni per dedicarsi interamente
alle sue nuove responsabilità. La sig.ra Rajavi fa conoscere la
resistenza sulla scena internazionale, dirigendo una campagna mondiale
per denunciare le violazioni dei diritti dell'uomo in Iran,
l'esportazione del terrorismo e dell'integralismo con i mullah, i loro
sforzi per acquisire armi nucleari, e presentare gli obiettivi della
resistenza all'opinione pubblica internazionale.
Nella sua nuova veste del presidente della repubblica eletta, Maryam
rappresenta una sfida ardua politica, sociale, culturale ed ideologica
ai mullah al potere. Sotto la sua direzione, le donne hanno raggiunto
posizioni chiave nelle file della resistenza. Le donne formano la metà
dei membri del CNRI. Occupano responsabilità nei comandi politici,
internazionali e militari della resistenza. Un terzo dei combattenti
dell'esercito di liberazione nazionale iraniana e numerosi dei suoi
comandanti sono donne.
Maryam dà numerose conferenze sull'argomento che lei tiene maggiore
cura, la versione moderna e democratica dell'islam contro
l’interpretazione reazionaria ed integralista di questa religione. Per
lei, la più gran distinzione tra queste due visioni diametralmente
opposte, è la situazione in cui versano le donne.
L'elezione di Maryam Rajavi dà alla società oppressa d’Iran,
specialmente alle donne, una nuova speranza in un futuro migliore. La
sua elezione ha un impatto molto cosى profondo e dinamico sugli
iraniani che vivono all'estero. Numerose delegazioni della diaspora di
quattro milioni d’iraniani, fra gli strati più istruiti della società,
vengono a trovarla a Parigi.
Maryam Rajavi mira anche all'eredità ricca, ma minacciata, dell'arte e
della cultura in Iran. Numerosi cantanti, intellettuali, artisti,
pittori, scultori, poeti ed autori famosi pubblicano il loro sostegno
al suo programma per un Iran libero e laico. In Maryam Rajavi, i mullah
scoprono un'antitesi in tutti i sensi del termine: una donna che
rappresenta tutto ciٍ che disprezzano. E per questo che gli iraniani di
tutta la gamma politica gli portano il loro sostegno e che diventa un
vero simbolo dell'unità nazionale contro la tirannia religiosa in Iran.
La carta della libertà
In un discorso, dinanzi a 15.000 iraniani, a Dortmund il 16 giugno
1995: la signora Rajavi presenta una "carta delle libertà fondamentali"
in 16 punti per l'Iran dopo la caduta dei mullah. Nel suo discorso, la
signora Rajavi dichiara che l'amore per la libertà è la forza motrice
del movimento della resistenza. Senza di ciٍ, dice lei, "non saremmo
potuti restare fermi contro la dittatura vigente.”. La nostra nazione
ha pagato il prezzo della libertà con 120.000 caduti.”. Maryam Rajavi
presenta anche il principale programma della resistenza per l'Iran di
domani, che rileva l'impegno della resistenza nella libertà
d'espressione, d'opinione, della stampa, di parti e d’associazioni
politiche, come pure nelle elezioni libere. Rileva che le elezioni
saranno l'unica base della legittimità di un governo.
L'integralismo islamico ispirato da Teheran costituisce la più gran
minaccia alla pace ed alla stabilità del mondo. Maryam Rajavi pensa che
non si possa combattere l'integralismo con una cultura anti-islamica.
Il solo modo di fargli faccia, sono con un'interpretazione moderna e
democratica dell'islam. Nella promozione di questa visione dell'islam,
la resistenza iraniana presenta un viso tollerante e contemporaneo
dell'islam e respinge le avventure dei mullah sotto il vestito della
religione.
"che non ci sia nessun dubbio", dice -lei, "i commercianti di religione
che dirigono l'Iran in nome dell'islam, ma spargono il sangue,
reprimono il popolo e raccomandano l'esportazione dell'integralismo e
del terrorismo, sono i nemici peggiori dell'islam e dei musulmani.
Verrà il giorno in cui saranno forzati di abbandonare il nome
dell'islam.”
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