Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana - Commissione degli Affari Esteri
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Iran: Smisurata messinscena dei Mullah per mascherare l'eclatante tracolo alle elezioni PDF Print E-mail
Monday, 17 March 2008

ImageCNRI, 15 Marzo - I rapporti stilati dai Mojahedin del popolo iraniano da 25.000seggi elettorali, le informazioni di giornalisti stranieri e di testimoni oculari hanno rivelato un’eclatante sconfitta del regime dei Mullah alle elezioni di venerdì. La segreteria del centro elettorale dei Mullah invece con una falsa asserzione, ha annunciato alle elezioni di venerdì 14 marzo un tasso di affluenza alle urne del 65%.
 
Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana, ha visto il boicottaggio della messinscena elettorale come un atto totale di ripudio del totalitarismo religioso da parte del popolo iraniano.

A differenza delle passate elezioni la macchina propagandistica del regime non è stata in grado di attirare la massa e di conseguenza ha deciso di produrre una vera e propria farsa alla Goèbbles nel tentativo di coprire il boicottaggio delle elezioni compiuto dal 95% della popolazione iraniana. Nonostante ciò i Mullah hanno rilasciato dichiarazioni contraddittorie.
 
Sin dall’inizio il regime ha diffuso cifre differenti rispetto al numero effettivo degli elettori presenti nel paese. Secondo una ricerca effettuata dall’Ufficio Statistico Nazionale Iraniano, nell’Ottobre 2007 in Iran erano 49.500.000 gli abitanti con più di 18 anni. Ciò nonostante il Generale Alireza Afshar, direttore del Centro elettorale presso il Ministero degli Interni iraniano ha recentemente dichiarato che: “erano 43.800.000 gli abitanti iraniani aventi diritto di voto“. Ciò ha rivelato l’Agenzia di Stampa Ufficiale Fars nel febbraio 2008. Per tentare di diffondere la notizia di un elevato tasso di partecipazione,tenendo conto della grande crescita demografica tra ottobre 2007 e febbraio 2008, il regime ha architettato una crescita negativa pari a circa 6.000.000 anime.
 
“A Teheran 1.400.000 votanti si erano recati alle urne prima ore 19:00“, ha annunciato l’Agenzia Fars venerdì sera. Come di consueto il regime ha confermato alla chiusura dei seggi nella capitale che poco meno di 2.000.000 di elettori si erano recati a votare. Anche se approssimativamente sono 7.000.000 i votanti nella città di Teheran. Così i Mullah hanno riconosciuto che più del 25% degli elettori si è recato alle urne nella capitale.
 
Addirittura il Collegio Elettorale della Provincia dell’Azerbaijan dell’est ha annunciato sabato senza alcun pudore, tramite l’Agenzia di Stampa Ufficiale ISNA, che l’affluenza al voto a Vazarqan aveva raggiunto un tasso di partecipazione del 124% !
Il regime ha dovuto fare i conti con seggi elettorali deserti, malgrado le molteplici strategie di imbroglio elettorale, come la compravendita di voti sui cittadini economicamente svantaggiati e l’improrogabile ordine ai soldati di votare. L’indagine sociale effettuata dai Mujahedin del popolo iraniano ha portato alla luce migliaia di casi di frode elettorale nel Paese.
 
I candidati del partito di Mahmoud Ahmadinejad hanno intascato da 10 a 50 mille tomans per voto( tra i 10 ed i 50 dollari americani) ; dunque di certo avranno ricevuto più di 300.000.000 Tomans per acquistare i voti.
 
La tariffa per voto è la seguente in alcune città iraniane:
 
-Ad Abadan nel sud-ovest del Paese , 25.000 Tomans;
-Nella Provincia de Guilan a nord, 15.000 Tomans;
-Nella Provincia d’Ilam ad ovest, 50.000 Tomans ;
 
I candidati di alcune città come Rasht nel Nord o Ilam ad ovest del Paese hanno inoltre fornito un servizio navetta agli elettori residenti nei villaggi circostanti per permettere loro di votare, promettendogli in cambio soldi e cibo.
 
Segretariato  del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
15 Marzo 2008.

 
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