Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana - Commissione degli Affari Esteri
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Rajavi alla IAEA: Nessuna scusante nel ritardo sul progetto nucleare dell'Iran. PDF Print E-mail
Saturday, 13 August 2005
ImageFinalmente, dopo due anni di tempo perso, di inganni e di concessioni politiche, economiche e sulla sicurezza da parte dell’Unione Europea, la dittatura terroristica religiosa che governa l'Iran, per una frattura dell'accordo di Parigi, formalmente ha ripreso ad Isfahan UCF il lavoro per il nucleare.
Allo stesso tempo, il nuovo presidente Mahmoud Ahmadinejad ha nominato l’ex comandante delle Guardie rivoluzionarie Ali Larijani come segretario del Consiglio di sicurezza nazionale supremo, incaricandolo del  file “nucleare” come negoziatore principale con l'UE.

Richiamando nella sessione odierna il Gruppo dei regolatori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, la sig.ra Maryam Rajavi, il presidente eletto della resistenza iraniana dato detto che, "Ora, non c’è più nessuna giustificazione per ritardare ed esitare nel riferire del progetto nucleare dei mullahs al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, particolarmente perché uno degli obiettivi principali del Capo supremo Ali Khamenei ponendo il comandante delle Guardie Rivoluzionarie e un terrorista, Ahmadinejad, a capo del ramo esecutivo, e’ stato mettere le risorse amministrative del paese, esecutive ed economiche al servizio dei progetti verso armi nucleari."

"Riprendere il lavoro ad Isfahan e rifiutare le offerte eccessivamente generose dell’ UE sono un affronto gratuito ai paesi europei e riflettono il guasto catastrofico della politica di tenere a bada questa teocrazia medioevale. Questo dimostra che in assenza di una decisione internazionale la politica dei mullah è determinata come mai prima d’ora a perseguire l’obiettivo di acquisizione delle armi nucleari, " ha aggiunto la sig.ra Rajavi.

Ha poi precisato, "nel contesto delle trattative biennali, l'UE non poteva fornire occasione migliore al regime clericale per completare i relativi progetti nucleari, e non ha fatto niente nel frattempo di fronte alle violazioni dei diritti dell'uomo in Iran e, per ordine dei mullah, ha fatto inserire nella lista nera dei terroristi I Mojahedin del popolo, la resistenza iraniana contro il fascismo religioso. Questa politica ha fornito assicurazioni a Khamenei, permettendogli di consolidare il potere nelle mani della fazione più estremista con l’impunita’

" ora, l’ Unione Europea sta affrontando una scelta storica: La scelta fra la democrazia e la dittatura, fra libertà e repressione, fra pace e crisi. L’ Europa deve abbandonare il sostegno a questa dittatura e a questo regime garante di terrorismo nel nostro mondo contemporaneo, immediatamente dovrebbe concludere le trattative con i mullah e fare riferimento del loro programma sul nucleare al Consiglio di sicurezza e rimuove l’appellativo ingiusto di terroristi dall'organizzazione di Mojahedin del Popolo " ha detto la sig.ra Rajavi

 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

9 agosto 2005

 
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