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Iran: Il ridicolo show dei mullah nella città irachena di Khalis

Mirato a intensificare la repressione dei residenti di Ashraf

ImageCNRI, 17 settembre - Gli agenti del regime iraniano nella provincia irachena di Diyala hanno allestito una mostra fotografica nella città di Khalis, a 20 chilometri da Camp Ashraf, il 16 settembre. La mostra è stata falsamente presentata come organizzata da tribù locali. Era mirata a contrastare l’ampio sostegno ai residenti di Ashraf fra gli abitanti della provincia.

Con falso materiale propagandistico, la mostra doveva dare l’impressione che la gente di Diyala voglia l’allontanamento dei residenti di Ashraf. L’obiettivo dell’evento era preparare il terreno per un attacco contro Ashraf e lanciare un nuovo bagno di sangue. Il regime ha in programma di allestire simili mostre nelle province di Salaheddin e Kirkuk. 
Il Consiglio Nazionale delle Tribù dell’Iraq in una dichiarazione ha affermato: “Questo piano vergognoso non è collegato in alcun modo alle tribù di Diyala. Si tratta semplicemente di un tentativo da parte del regime iraniano di espandere la propria presenza in quella provincia. Il nuovo ambasciatore del regime iraniano in Iraq, Hassan Danaie-Far, è coinvolto direttamente in questo piano e probabilmente sarà presente alla mostra”.
 
Il principale agente responsabile di questo ridicolo show è Jabar Odeh al-Maamouri della forza terroristica Quds, che è un veterano della Nona Brigata Badr. E’ vissuto 27 anni in Iran. Fu reclutato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche del regime iraniano nell’ottobre 1987 e ora è sul libro paga della forza Quds. Il suo numero di matricola nella Quds è 11748.

Gli è stato dato un CD contenente cento immagini da stampare a Baghdad ed esporre. Si tratta di immagini che erano già state esposte in diverse città dell’Iran in una campagna demonizzatrice contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK).
Un altro agente implicato in questo progetto è Ali al-Zahiri, che è il capo del consiglio di sostegno di Khalis, operante sotto il comando di Odeh. Al-Zahiri è stato in Iran in agosto per ricevere istruzioni da parte del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) nella città di Kermanshah e ha ricevuto larghe somme di denaro da distribuire fra gli agenti impegnati nel progetto.
Ahlam Qasem Jasim al-Maliki, un ben noto agente del regime iraniano di base a Baqubah, ha ricevuto cifre significative dal MOIS per diffondere gli inviti per la mostra. E’ il direttore del settimanale “Baladi”, che è finanziato dal MOIS. Per incoraggiare la gente a visitare la mostra, è stata diffusa in città la notizia che ogni visitatore avrebbe ricevuto cento dollari.

Secondo un piano del regime iraniano, i suoi agenti sono pronti a dichiarare falsamente che un milione e cinquecentomila iracheni avrebbero firmato una petizione per l’espulsione dei residenti di Ashraf dall’Iraq. Questa è una vergognosa reazione alla dichiarazione in sostegno dell’OMPI firmata da 480.000 residenti iracheni della provincia di Diyala e annunciata lo scorso giugno.
La Resistenza iraniana richiama l’attenzione dell’UNAMI, del Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Iraq e degli ufficiali e comandanti militari americani in Iraq sui complotti del regime iraniano volti a preparare il terreno per misure repressive e ulteriori pressioni contro i residenti di Ashraf attraverso la diffusione di disinformazione e guerra psicologica.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
17 settembre 2010.