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Iran: Intensificazione della tortura psicologica e dell'inumano assedio di Ashraf

Intensificazione della tortura psicologica e dell’inumano assedio di Ashraf, ostacoli del Comitato iracheno all’accesso dei residenti di Ashraf ai servizi medici

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CNRI, 24 settembre - L’assedio inumano di Ashraf agli ordini del Comitato istituito presso l’ufficio del primo ministro con l’incarico di reprimere i residenti di Ashraf, iniziato nel 2009, continua. Mercoledì 22 settembre le forze irachene hanno impedito l’ingresso di due container che trasportavano generi necessari come utensili da cucina, gas Freon e pezzi di ricambio per refrigeratori per conservare alimenti, tubature per rifornire di acqua diverse parti di Ashraf, cavi elettrici, lampadine, fusibili, sedie per pazienti e cartoleria.

Un altro aspetto crudele di questo assedio sono gli ostacoli posti dal Comitato all’accesso dei residenti di Ashraf ai servizi medici e al ricovero in ospedali specialistici dei pazienti, cosa che ha condotto all’aggravamento delle condizioni di molti di loro – tanto che alcuni non sono più curabili.

Parallelamente a questo assedio brutale, da ormai nove mesi numerosi agenti del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) del regime iraniano sono accampati all’ingresso principale di Ashraf dicendosi familiari dei residenti ed attuando una forma di tortura psicologica, particolarmente nei confronti dei pazienti del vicino ospedale. Con il pieno sostegno delle forze irachene, usano potenti altoparlanti per diffondere suoni assordanti finalizzati a provocare i residenti e preparare il terreno per il loro massacro.

Dal 18 settembre, gli agenti del MOIS con l’aiuto delle forze irachene hanno aumentato di dieci il numero degli altoparlanti, portandolo a quaranta, per esercitare l’azione di disturbo su più residenti. Nello stesso tempo il MOIS ha dispiegato più agenti in Iraq e ha dato il cambio a quelli precedentemente dislocati ad Ashraf.

Giuristi internazionali di primo piano considerano questi atti, specialmente in quanto commessi contro persone protette ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, crimini contro l’umanità secondo l’Articolo 1 della Convenzione Contro la Tortura, il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, e coloro che ordinano ed attuano tali crimini sono perseguibili da tribunali internazionali.

Questa campagna è condotta mentre il governo dell’Iraq non rilascia i visti a centinaia di famiglie di residenti di Ashraf, in Europa e negli Stati Uniti, perché possano visitarli. Inoltre impedisce di entrare ad Ashraf a coloro che sono riusciti, anche correndo molti rischi, a giungere in Iraq. Nello stesso tempo, in Iran molte famiglie che sono state ad Ashraf fra il 2003 e il 2008 per incontrare i loro cari sono state arrestate dalle forze repressive del regime dei mullah, e alcuni sono stati condannati a morte.

La Resistenza Iraniana richiama l’attenzione del Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale dell’ONU, dell’UNAMI, dell’Ambasciata degli Stati Uniti e delle forze statunitensi in Iraq, che sono strettamente responsabili della protezione dei residenti di Ashraf, affinché prendano misure urgenti per porre fine alla sporca campagna di tortura psicologica contro i residenti di Ashraf e rimuovere il crudele assedio del campo. Invita inoltre il gruppo di monitoraggio dell’UNAMI e le forze americane a stazionarsi all’interno di Ashraf per garantire la protezione dei residenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

24 settembre 2010