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  • Last Modified: Domenica 19 Agosto 2018, 15:24:33.

Il piano del Massacro in Iran dovrebbe essere portato davanti alla Giustizia

Di Mahmoud Hakamian

Nell'agosto 1988, il regime iraniano cominciò l'esecuzione in massa di 30.000 prigionieri politici, principalmente membri e sostenitori dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo dell'Iran (PMOI / MEK), per ordine del capo supremo l'ayatollah Ruhollah Khomeini.

Iran: I nuovi ordini del Consiglio supremo si sicurezza del regime ai ministeri, per effettuare spionaggio contro la Resistenza Iraniana 

Il mullà Rouhani presidente della Repubblica della teocrazia al potere in Iran in un’intervista con la TV del regime, il 6 agosto, urlando le sue frustrazioni contro i Mojahedin del popolo, a proposito della rivolta in atto in Iran iniziata 31 luglio, ha dichiarato che: “le manifestazioni della gente non sono un problema, però non deve essere che qualcuno risponda ad un gruppuscolo”. 

La lotta del regime iraniano per restare aggrappato al potere

Le sanzioni americane contro l’Iran sono state reintrodotte da una settimana. Persino prima che questo nuovo giro di sanzioni entrasse in vigore, la valuta nazionale iraniana, il rial, è crollata. Il malcontento popolare sta diventando assordante e il regime iraniano parla sempre più spesso della minaccia rappresentata dalle proteste, nonché del ruolo dell’opposizione.

Iran: Le dichiarazioni di Khamenei dopo diverse settimane di silenzio, dimostrano che il regime non ha alcuna via d’uscita dal mortale impasse che sta affrontando

Le dichiarazioni di oggi, 13 Agosto 2018, rese dal leader supremo Ali Khamenei dopo settimane di silenzio riguardo alla crescente ondata di proteste popolari e alla caduta libera della valuta iraniana, il rial, dimostrano che egli non ha nessuna soluzione o strategia di fuga dall’impasse mortale che sta attanagliando tutto il regime.

Editoriale – Il regime iraniano terrorizzato dalle proteste in tutto il Paese

Il regime iraniano sta affrontando molte crisi, a livello sia nazionale che internazionale, ma nessuno sta minacciando il governo dei mullah più della rivolta popolare in corso in Iran dalla fine di dicembre. Il popolo iraniano ne ha abbastanza dei decenni di repressione e corruzione del regime, che ha intaccato l'economia e ha quasi distrutto il Paese, così è sceso in piazza in numeri mai visti nella storia del regime dei mullah.

Iran: Il secondo giorno dello sciopero nel bazar dei produttori e venditori di calzature

La rivolta in Iran – n° 205
I negozianti del bazar dei calzolai nei centri commerciali Vahid e kamali in via 15 Khordad hanno continuato il secondo giorno lo sciopero il 12 agosto.
Lo sciopero dei produttori e venditori di calzature era iniziato l’11 agosto contro l’aumento senza precedenti del costo delle materie prime. I commercianti dei bazar Sepahsalar, Mussavi e Manuchehrai hanno aderito allo sciopero. 

Iran: Il regime incolpa il Mojahedin del Popolo Iraninao PMOI (MEK) per le proteste in corso

Di Mahmoud Hakamian
Con il veloce diffondersi delle proteste in corso contro il regime iraniano, molti suoi esponenti stanno puntando il dito contro l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK). Esempio tipico, l’attuale ministro della difesa iraniano, il brigadiere generale Amir Hatami: “Sin dal 1981 i nostri nemici stanno facendo ogni tentativo per creare una frattura tra noi e il popolo per riuscire a mettere fine all’esistenza del nostro governo” (News del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, IRGC – 4 Agosto 2018).

Iran: La vergognosa disperazione dell’UE nel compiacere i mullah

Di Mohammad Sadat Khansari
A Maggio il presidente americano ha annunciato che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) o accordo sul nucleare iraniano del 2015, come è più comunemente noto. Il presidente ha spiegato, o per meglio dire ha dato una lunga lista di motivi, perché non vuole rimanere nell’accordo. 

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