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  • Last Modified: Sabato 19 Ottobre 2019, 13:54:20.

Per sconfiggere l'ISIS colpite il padrino del terrorismo: il regime iraniano

di Alireza Jafarzadeh

Pubbicato da FOXNEWS.COM

L'attacco terroristico di Novembre a Parigi ha ucciso 130 persone innocenti e ne ha ferite molte di più. Mentre le forze dell'ordine continuano la loro caccia alla rete dei responsabili, la Francia ha intensificato i suoi attacchi contro l'ISIS in Siria ed ogni sforzo viene fatto per sventare i potenziali futuri attacchi mortali progettati dagli estremisti islamici.

La Siria è stata il fulcro della crescita dell'ISIS, che ha beneficiato della violenza settaria in Iraq per estendere il suo terreno fertile. Ma da un punto di vista geopolitico, il ruolo principale, nel mantenere al potere il presidente siriano Bashar al-Assad, inasprendo così la crisi in Siria e alimentando la violenza settaria in Iraq, lo ha senza alcun dubbio la teocrazia al potere in Iran.

Almeno 5000 guardie rivoluzionarie iraniane sono attualmente attive in Siria. Altre migliaia, di Hezbollah, delle milizie irachene, dei mercenari afghani e pakistani si sono uniti a loro.

L'IRGC sta combattendo principalmente contro l'Esercito Libero Siriano, Jaish al-Fatah e le forze loro alleate, non è neanche presente nelle regioni in cui potrebbe venire in contatto con l'ISIS.

Il famigerato comandante della forza Quds, il generale Qassem Soleimani, ha inviato i suoi migliori luogotenenti in Siria, compreso il suo vice, il brigadiere generale Esmail Qa'ani, che recentemente ha comandato le forze dell'IRGC nella battaglia di Aleppo. Ha sostituito il generale Hossein Hamedani ucciso ad Ottobre. Vi sono inoltre altri alti comandanti in Siria, come il brigadiere generale Qassem Rostami, ex-comandante della base Khatam dell'IRGC, Ministro del Petrolio con Mahmoud Ahmadinejad e ora comandante della logistica nella guerra in Siria; il Brig. General Ahmad Madani, comandante dell'IRGC sul fronte nord in Siria ed attualmente di stanza nella regione di Aleppo. Un totale di 16 brigadieri generali dell'IRGC sono stati uccisi finora in Siria.

Perciò la soluzione all'ISIS non sta solo nell'aumentare le misure di sicurezza, nell'accrescere le truppe, le risorse e in una migliore attività di intelligence, ma richiede piuttosto un cambiamento nella politica essenziale che miri a prosciugare le risorse dei fondamentalisti islamici e le loro possibilità di reclutamento.

Ricordiamoci che questa nuova forma di estremismo, che ha unito idee arretrate con il terrorismo, è emersa quando i mullah hanno usurpato il potere in Iran nel 1979. Da quel momento in poi, i religiosi iraniani hanno istituzionalizzato questo sinistro fenomeno, che si è trasformato in uno dei pilastri del loro potere. I primi rapimenti di massa, le operazioni suicide e gli attentati nelle strade occidentali in nome dell'Islam, sono avvenuti dopo l'ascesa al potere degli ayatollah. Utilizzando il potere di uno stato, i religiosi iraniani hanno fornito al fondamentalismo islamico una diffusione senza precedenti, legittimando la  loro vergognosa condotta con la bandiera dell'Islam mentre si facevano mentori ed ispiratori di altri estremisti simili.

In poche parole, il regime al potere in Iran è la versione sciita di questa minaccia e l'ISIS ne è la versione sunnita. Tehran è il padrino, con dei trascorsi molto più lunghi e, essendo uno stato, con tasche più profonde sia in termini di risorse che di influenza politica. 

Come ha sottolineato Maryam Rajavi, la Presidente eletta dell'opposizione iraniana, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, dopo l'attacco di Parigi: “Il fondamentalismo in nome dell'Islam, sia nella versione sciita e del velayat e-faqih o in quella sunnita e dell'ISIS, non ha nulla a che fare con l'Islam. Questo diabolico fenomeno, ovunque si trovi, è nemico della pace e dell'umanità”.

Prima degli attacchi di Parigi il presidente francese, François Holland, durante una visita ad Atene il 23 Ottobre 2015, aveva detto: “Bashar al-Assad non è la soluzione, è il problema”. Dopo 300.000 uccisioni e la fuga di milioni di persone, Assad se ne deve andare. La fine di Assad diminuirà in maniera significativa, anche la capacità di Tehran di sostenere Hezbollah in Libano e sarà un grosso colpo per l'influenza del regime iraniano nella regione.

Alireza Jafarzadeh, vice-direttore dell'ufficio di Washington del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, è noto per aver rivelato l'esistenza dei siti nucleari iraniani di Natanz e Arak nel 2002, che hanno dato l'avvio alle ispezioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. E' anche autore di “The Iran Threat", la Minaccia Iraniana (Palgrave MacMillan: 2008). La sua email è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Fonte: http://www.foxnews.com/opinion/2015/12/01/to-defeat-isis-must-target-godfather-terror-iran.html

 

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