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  • Last Modified: Domenica 16 Giugno 2019, 13:58:32.

Iran: arrestati tre cristiani tra i quali un attore che stava girando un film su Gesù

Foto: una scena del film su Gesù girata da un cristiano arrestato in Iran

CNRI – Gli agenti del Ministero dell'Intelligence e della Sicurezza hanno arrestato la scorsa settimana tre cristiani nella provincia di Esfahan.

 

Shahram Ghaedi, Heshmat Shafiei e Emad Haqi sono stati arrestati il 27 Settembre nella città di Fooladshahr.

Gli agenti del MOIS hanno fatto irruzione della casa di Sharam Ghaedi alle 18:30. L'hanno perquisita ed hanno confiscato i suoi effetti personali prima di arrestarlo.

Shahram Ghaedi è un attore e stava girando un film sulla vita di Gesù Cristo.

Non si hanno informazioni sul luogo in cui vengono trattenuti i tre cristiani arrestati in Iran.

L'anno scorso Hassan Rouhani è divenuto presidente del regime teocratico e da quando ha assunto la sua carica gli oppositori politici, le minoranze etniche, tra cui curdi, arabi e baluci, e quelle religiose, tra cui quella cristiana, hanno subito le violenze del regime.

I cristiani sono stati arrestati e condannati a lunghe pene detentive e all'esilio, spesso senza aver avuto accesso ad un avvocato o ad un giusto processo.

La settimana scorsa la magistratura del regime iraniano ha ufficialmente accusato tre pastori iraniani di “atti contro la sicurezza nazionale” e “associazione allo scopo di rovesciare il sistema” (il regime iraniano).

I pastori Behnam Irani, Matthias Haghnejad e il diacono Silas Rabbani, sono stati incriminati dalla cosiddetta 1° Sezione del “tribunale rivoluzionario” della città di Karaj, martedì.

Il pastore Haghnejad, il pastore Irani e il diacono Rabbani, detenuti in sezioni separate della prigione di Ghezel Hesar, sono stati recentemente accusati di “Mofsed-e-filarz”, cioè “diffusione della corruzione sulla terra”, reato che prevede la pena di morte.

Mervyn Thomas, direttore esecutivo di “Christian Solidarity Worldwide” ha detto: “E' assolutamente inaccettabile che abbiano subito un nuovo processo per accuse arbitrarie e che la loro ingiusta pena detentiva possa essere addirittura prolungata ulteriormente”, ha riferito BosNewsLife.

Thomas ha anche condannato l'esecuzione di Amir Aslani, aggiungendo che la “sua esecuzione è emblematica della natura arbitraria del sistema giudiziario iraniano e del palese disprezzo dello stato di diritto e della giustizia da parte della più alta autorità giudiziaria della nazione”.

“Qualcuno in Occidente sta chiedendo di ristabilire le relazioni con l'Iran per affrontare la minaccia rappresentata in Iraq e Siria dai militanti dello stato islamico (ISIL). Ma vale la pena di precisare che Amir Aslani è stato una delle sei persone giustiziate lo stesso giorno in cui il primo ministro britannico si è incontrato con il presidente Rouhani alle Nazioni Unite”, ha detto Thomas.

“E' altamente discutibile se una nazione che reprime brutalmente le sue stesse minoranze etniche e religiose e che compie una media di due esecuzioni al giorno, possa contribuire significativamente a risolvere un conflitto alimentato anch'stesso dal settarismo religioso e dall'intolleranza verso le comunità indigene minoritarie”.

 

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