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  • Last Modified: Giovedì 17 Gennaio 2019, 21:53:22.

Parigi – Conferenza Internazionale: Migliaia di attiviste per l’uguaglianza delle donne sostengono le donne nelle proteste del mondo arabo e le donne della Resistenza Iraniana a Campo Ashdraf e Camp Liberty

Conferenza Internazionale a Parigi in occasione della Festa della Donna con migliaia di attiviste per i Diritti Uma

• Migliaia di attiviste per l’uguaglianza delle donne sostengono le donne nelle proteste del mondo arabo e le donne della Resistenza Iraniana a Campo Ashraf e Camp Liberty
CNRI – In una conferenza senza precedenti tenutasi a Parigi, donne arrivate da diversi continenti hanno invocato il sostegno alle donne che si sono sollevate nel mondo arabo per lottare contro la tirannia e il fondamentalismo e anche per le donne della Resistenza Iraniana a Campo Ashraf e Camp Liberty in Iraq che stanno affrontando gravi minacce. Questa conferenza è stata organizzata nel momento in cui un secondo gruppo di residenti di Ashraf si è trasferito a Camp Liberty in Iraq.Sig.ra Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana e relatore chiave della conferenza, nel lodare l’eroica rivolta del popolo siriano, ha detto: “Le donne, gli uomini e i bambini in Siria hanno lottato con le unghie e con i denti contro l’alleanza tra il male e le tenebre. L’asse di questa sinistra unione è la dittatura religiosa che governa l’Iran, che è terrorizzata dal diffondersi delle rivoluzioni, in particolare dal popolo della Siria che sta lottando per raggiungere la sua libertà. Questo perché la caduta di Assad distruggerebbe l’alleanza dei mullah in quella regione. Sconvolgerebbe anche gli equilibri di potere all’interno del regime iraniano a discapito di Khamenei.
Questa conferenza è stata organizzata su iniziativa della Federazione Internazionale delle Donne contro il Fondamentalismo e per l’Uguaglianza (WAFE) e con il sostegno di decine di associazioni ed organizzazioni che difendono i diritti delle donne in tutto il mondo. Decine di personalità politiche e difensori dei diritti delle donne, come Bariza Khiari, Vice Presidente del Senato francese; Rita Süssmuth, ex-Presidente del Bundestag tedesco; Tasha de Vasconcelos, Ambasciatore Umanitario dell’Unione Europea; Linda Chavez, ex-Direttore delle Relazioni Pubbliche della Casa Bianca; Ingrid Betancourt, ex-candidata alla presidenza della Colombia; Anne-Marie Lizin, ex-Presidente del Senato belga; e politici di diversi paesi come: Nariman al-Roussan (Giordania), Elisabetta Zamparutti (Italia), Martine Pinville (Francia), Baronessa Ilora Finlay (Inghilterra), Els Demol (Belgio), Dr. Najat Bubakr, membro del Parlamento, (Palestina); Naima Rabbaa, Membro del Parlamento (Marocco); Amal Basha (Yemen, Candidata al Premio Nobel); Edit Bauer, membro del Parlamento Europeo; Sarah Chandler, Capo del Comitato per i Diritti Umani della Law Society di Inghilterra e Galles; Anissa Boumedienne, esperta di Islam ed ex-First Lady algerina durante la Presidenza di Houari Boumedienne; Anne Ferreira, Vice Presidente del Consiglio  Regionale di Pecardy, (Francia); Ruth Wedgewood, giurista americna; Aude de Thuin, Fondatrice e Presidente del Forum delle donne per l’Economia e la  Società in Francia; Cynthia Fleury, filosofa francese contemporanea; Raymonde Folco, ex-membro del Parlamento canadese; Sara Phillips, attivista americana, sono stati i relatori di questa conferenza.
Decine di delegazioni in rappresentanza dei difensori dei diritti delle donne dall’Egitto, Tunisia, Afghanistan, Palestina, Iraq, Libia, Yemen, Giordania, Marocco, Algeria e Siria hanno condiviso le loro esperienze e testimoniato l’importanza del ruolo delle donne nella Primavera Araba, e nella marcia delle nazioni asiatiche e nord-africane verso la democrazia e la libertà.
Mrs. Rajavi, evidenziando gli sforzi del regime iraniano per far fallire le rivoluzioni i questa regione  ha detto: “I mullah che governano l’Iran si trovano all’impasse all’interno dell’Iran e per mantenere il loro potere hanno bisogno di impossessarsi anche del destino della Primavera Araba.
A tutt’oggi molti si chiedono preoccupati se il risultato finale di queste rivoluzioni sia un governo dei fondamentalisti simile a quello della rivoluzione iraniana di 33 anni fa. E se le donne, che hanno partecipato così attivamente ed emozionalmente in queste proteste, finiranno per essere le maggiori perdenti. Ma, no. Non sarà mai così. Poiché c’è una soluzione a portata di mano che guiderà le società verso il vero progresso e il vero sviluppo. La risposta sta proprio nella partecipazione attiva delle donne, nel loro farsi carico delle responsabiltà e nella leadership delle donne”.
In un’altra parte del suo discorso Mrs. Rajavi ha detto: “Per dare un’altra possibilità ad una pacifica soluzione e neutralizzare le cospirazioni del regime iraniano, il secondo gruppo di residenti di Ashraf ha dimostrato la massima flessibilità e senso di responsabilità e si è trasferito a Liberty.
E’ tempo ora che il Governo degli Stati Uniti e le Nazioni Unite garantiscano l’attuazione delle assicurazioni minime e facciano in modo che il residenti godano di tutti i loro diritti a Liberty. Altrimenti, la mancata firma di un accordo o la mancata attuazione di queste garanzie da parte del governo iracheno, impedirà l’ulteriore trasferimento di residenti da Ashraf a Liberty”.
 

Ha aggiunto: “La determinazione dei Mojahedin di Ashraf e della Resistenza Iraniana, riflette il desiderio incontenibile della società iraniana di raggiungere la libertà e rovesciare la teocrazia al governo.
Si sono sollevati per costruire una società democratica, una repubblica fondata sulla separazione tra Stato e Chiesa, sul rispetto dei diritti umani, l’abolizione della pena di morte, l’annullamento delle leggi della Sharia dei mullah, l’uguaglianza tra i sessi, la attiva e uguale partecipazione delle donne alla leadership politica, la salvaguardia di tutte le libertà individuali e sociali come: il diritto a scegliere come vestirsi e chi sposare, così come di divorziare e avere la custodia dei figli e la lotta alla violenza e lo sfruttamento.
Le donne iraniane, con i loro 150 anni di lotta per la libertà e l’uguaglianza, costruiranno una società libera e domocratica sulle rovine del regime misogino dei mullah.
Nell’esprimere il suo sostegno alle donne di Ashraf e Liberty, Tasha de Vasconcelos, l’Ambasciatore Umanitario dell’Unione Europea, ha condannato la violazione dei diritti fondamentali dei residenti di Liberty e ha affermato che i militari armati devono stare fuori da Camp Liberty. Ha dichiarato la sua disponibilità a visitare il campo e ha detto: “Io sosterrò totalmente Mrs. Rajavi nella sua lotta”.
Ingrid Betancourt, l’ex-candidata alla presidenza colombiana, ha porto i suoi omaggi alle donne di Ashraf e ha detto: “Campo Ashraf è stato il precursore della Primavera Araba. Le donne di Ashraf rappresentano la speranza per noi e per tutte le donne dei paesi arabi”. Ha poi affrontato la questione della campagna di disinformazione contro Ashraf e ha sottolineato la necessità di far cessare le bugie e lottare contro le calunnie, poiché  “ .. è un modo per sviare l’attenzione e dal concentrarsi sulle vite di 3400 esseri umani”.
Riguardo agli attuali sviluppi a Camp Liberty, Rita Sussmuth, ex-Presidente del Bundestag tedesco e membro del Consiglio dei Ministri ha dichiarato: “I negoziati per far partire i secondi 400 residenti di Ashraf per Liberty, sono giunti alla fine. E ancora una volta gli abitanti di Ashraf e Madame Rajavi hanno dimostrato la più grande flessibilità e tutti noi speriamo che le condizioni per il prossimi 400 residenti saranno migliori”.
 Linda Chavez, ex-Direttore per le Relazioni Pubbliche della Casa Bianca, ha definito disperata la situazione delle donne in Iran. Ha parlato anche della responsabilità degli Stati Uniti per la sicurezza dei residenti di Ashraf e ha criticato l’amministrazione americana per la loro designazione terroristica dichiarando: “Se gli Stati Uniti volessero mandare un segnale, non  dovrebbero designare Maryam Rajavi, ma dovrebbero puntare il dito contro i veri terroristi in Iran”.
Bariza Khiari, portavoce del Senato francese, ha sottolineato: “Io sostengo l’avanguardia delle donne di Ashraf e Liberty e sollecito le Nazioni Unite, e in modo particolare gli Stati Uniti che hanno la responsabilità della protezione di queste persone, a far fronte ai loro impegni. Sollecito anche il Governo francese a fare in modo che i diritti di queste donne e questi uomini vengano rispettati poiché non hanno fatto nulla di male. Vogliono solo un Iran democratico e laico”.
Nariman al-Rossan, membro del Parlamento Giordano, ha dichiarato: “Ciò che hanno compiuto le donne di Ashraf è un enorme conquista per tutte le donne e per questo ci dobbiamo complimentare con Maryam Rajavi, per essere stata la creatrice di questa generazione di donne. Le donne di Ashraf sono state formate nella scuola di pensiero di Maryam Rajavi, che vuol dire credere profondamente nell’eguaglianza, nella democrazia e credere fermamente nel motto: “Tu puoi e tu devi”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
10 March, 2012

 

 

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