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Iran: il numero catastrofico e sbalorditivo delle vittime della corona ha superato i 300.000

Maryam Rajavi: Il regime dei mullà, e in particolare Khamenei e Rouhani, sono responsabili della perdita della maggior parte delle 300.000 vittime della corona in Iran.
L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) ha annunciato nel pomeriggio di venerdi 28 maggio 2021 che le vittime del Coronavirus hanno superato 300.000 in 543 città in tutto l’Iran. Il bilancio delle vittime comprende: in Tehran 70,256, Isfahan 20,010, Khuzestan 18,744, Khorasan Razavi 18,265, East Azerbaijan 12,313, Lorestan 12,080, Mazandaran 12,065, West Azerbaijan 11,278, Gilan 10,091, Fars 9,967, Qom 9,615, Alborz 8,408, Golestan 7,295, Sistan e Baluchestan 6,896, Kerman 6,718, Hamedan 6,648, Regione centrale 6,248, Kermanshah 5,883, Kurdistan 5,147, Semnan 5,125, Yazd 5,057,North Khorasan 4,328, Ardabil 3,750, Hormozgan 3,640, Qazvin 3,444, Zanjan 3,280, Ilam 3,146, Bushehr 3,109, South Khorasan 2,776, Chaharmahal e Bakhtiari 2,460, e Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad 2,339.
Maryam Rajavi ha espresso le sue condoglianze e solidarietà alle famiglie in lutto e ha augurato ai pazienti una pronta guarigione. L’Iran ha di gran lunga il più alto numero di vittime del cavid-19 pro-capite tra tutti i paesi del mondo.
Khamenei con vittime ingenti vuole bloccare la rivolta, impaurito dalle grandi rivolte che attendono il regime e usa la pandemia e il consolidamento del governo per contenere la crisi di rovesciamento, altrimenti avrebbe potuto stanziare parte dei 1 trilione di dollari in beni rubati e nelle fondazioni sotto il suo controllo e dai pasdaran, per limitare le dimensioni della catastrofe.
Khamenei, da un lato, rifiutandosi di pagare operai e stipendiati per diversi mesi, li ha costretti ad andare a lavorare senza il necessario minimo sanitario e igienico, presso l’altare del cavid-19, e dall’altro, ha impedito loro di acquistare i vaccini dal Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Secondo gli esperti, il regime di vaccinazione della popolazione non sarà terminato neanche alla fine di quest’anno e la stragrande maggioranza degli iraniani è estremamente vulnerabile alle prossime ondate.
Le crescenti rivolte e le proteste di lavoratori, pensionati e saccheggiati negli ultimi mesi hanno dimostrato che la storia dell’uso della politica criminale delle vittime su larga scala ha solo raddoppiato la rabbia e il disgusto dell’opinione pubblica nei confronti del regime dei mullà e ha rafforzato la determinazione del popolo a rovesciare esso.
La signora Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, considerando le dimensioni catastrofiche delle prossime ondate della pandemia, soprattutto in concomitanza con le imminenti elezioni presidenziali, ha esortato la popolazione iraniana tutta a protestare e a sollevarsi per ottenere dei diritti umani minimi di ogni iraniano, affrontando saccheggi dei mullà e di pasdaran.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
28 maggio 2021

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