giovedì, Agosto 11, 2022
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Iran-Rajavi: Inviate il dossier del Nucleare Iraniano al Consiglio di sicurezza dell’ONU

ImageCNRI, Bruxelles, 7 NOV – In occasione della gran manifestazione  di migliaia d’iraniani a Bruxelles dinanzi alla sede dell’Ue dove si è riunito il Consiglio dei Ministri dell’Ue, Maryam Rajavi, il presidente della repubblica eletta dal CNRI è intervenuto in diretta via satellite.
"È un messaggio semplice e chiaro rivolto all’attenzione dei ministri degli esteri dell’UE.”. La soluzione, è di inviare il dossier del regime dei mullah al Consiglio di sicurezza dell’ONU, imporre sanzioni generali e ritirare l’etichetta di terrorista del movimento della resistenza.
Discorso di Maryam Rajavi presidente della repubblica eletta dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana indirizzato via satellite alla manifestazione del 7 novembre 2005 a Bruxelles

Cari Compatrioti,
Signore e signori,
Onorati oratori,

 Permettetemi di salutare, Voi che avete fatto questa splendida manifestazione per la  difesa della libertà e della democrazia in Iran. Permettetemi anche di salutare i parlamentari Europei, le personalità politiche, i difensori della pace e dei diritti dell’uomo, ed i militanti del movimento dell’uguaglianza, che hanno aderito a questa manifestazione in sostegno agli iraniani in cerca di libertà. La vostra voce è la voce della nazione iraniana.
E’ la voce della nazione iraniana che di fronte al bellicismo della teocrazia al potere in Iran, ha tenuto alta la  bandiera della libertà e della democrazia. La voce di una nazione e di una resistenza che detiene la chiave della pace, dell’amicizia, della stabilità e della sicurezza nella regione e che si realizzerà con la caduta della dittatura terroristica e belliciste dei mullah. I miei cari compatrioti, amici della resistenza, Ci troviamo in un periodo eccezionale della storia.
Due settimane fa, il presidente dei mullah Mahmoud Ahmadinejad ha fatto risuonare i tamburi di guerra con i suoi slogan demagogici e le sue minacce di mettere al fuoco i paesi musulmani, per coprire la situazione catastrofica di un regime che volge alla sua fine. Il suo discorso che sembrava un appello alle crociate, ha provato, come previsto dalla resistenza iraniana quattro mesi fa, ha dovuto ad una crisi profonda ed una debolezza fondamentale del loro potere. I mullah hanno preferito la fuga in avanti ed hanno dichiarato la guerra al popolo iraniano ed alla Comunità internazionale. In Iran negli ultimi mesi, è aumentato fortemente la repressione politica, arrestando migliaia di giovani. Hanno vivamente accentuato la loro ricerca dell’arma atomica.
Ed in Iraq, la loro ingerenza per divorare l’Iraq ha preso proporzioni senza precedenti. In questa situazione critica, questa manifestazione sotto la parole d’ordine di libertà e di democrazia, mostra a tutti la via e la politica corretta da seguire. È un messaggio semplice e chiaro. La soluzione, è di inviare il dossier nucleare del regime dei mullah al Consiglio di sicurezza dell’ONU, imporre sanzioni generali e ritirare l’etichetta di terrorista dal movimento della resistenza. In questo modo, il popolo iraniano e la sua resistenza potranno spazzare via questa teocrazia dall’Iran. Il popolo iraniano respinge il compromesso e la politica d’accondiscendenza con i mullah, come un intervento militare straniero, ricercando la libertà e la democrazia.

La vostra manifestazione di oggi e centinaia d’altre proteste all’estero in questi ultimi mesi, esprimono questa realtà. La rivolta popolare della provincia del Khouzistan in aprile scorso con 62 persone uccise riflette anche questa realtà. La protesta dei nostri concittadini kurdi con tanti morti e feriti in luglio e delle centinaia di manifestazioni e di movimenti di protesta in tutto il paese, dimostrano anche questa realtà. La tenacia dei combattenti dell’esercito di liberazione nazionale iraniana nella città d’Ashraf esprime  questa realtà. Salutiamo tutti quelli che si sono opposti e che hanno resistito ad Ahwaz (sud-ovest), a Sanandaj (Kurdistan), di Mahabad (Kurdistan) a Teheran e fino alla città d’Ashraf in Iraq.

Il vostro messaggio, e quello di tutti quelli che aspirano alla libertà, è molto chiaro. Questo messaggio all’Unione europea e agli Stati Uniti è: rimuovete tutte le restrizioni imposte al movimento della resistenza! Togliete  l’imbarazzante etichetta di terrorista! E vedrete come il popolo iraniano spazzerà via i mullah dall’Iran. Nelle ultime due settimane, i paesi occidentali hanno condannato le odiose dichiarazioni  del presidente dei mullah. Hanno reagito con sorpresa ed indignazione a quest’urla ripugnante ed hanno rilevato il pericolo che ciò rappresenta. Ma queste prese di posizioni, arrivate con troppo ritardo, sono rimaste soltanto semplici parole. Oggi a questo regime è necessario reagire e sbarrare la strada. Più importante ancora è che i dirigenti dei paesi occidentali non si tacciano sul fatto fondamentale che è la loro politica d’accondiscendenza che ha direttamente causato il bellicismo d’Ahmadinejad, nascondendo le conseguenze distruttive della loro politica in Iran.

Perché il movimento della resistenza è stato calunniato e perché hanno cercato  di offrire delle concessioni al regime? Perché il posto del boia e della vittima è stato cambiato e perché varie volte  l’occidente ha cercato di soddisfare i mullah, imponendo restrizioni al movimento della resistenza? Perché coloro che hanno cercato di soddisfare questa dittatura religiosa  hanno inizialmente pugnalato la resistenza nella schiena come prima rata del loro accordo con il regime. Allora perché ora sì tacce sulla loro politica errata nei confronti dei diritti delle vittime e sull’oppressione di cui hanno sofferto?
E’ chiaro che oggi gli stessi autori della politica dell’ accondiscendenza  confessino il loro fallimento. È sicuro che domani numerosi segreti saranno rivelati. E verranno alla luce  molte mercanzie, numerosi dossier  e complotti per schiacciare questa resistenza. Permettetemi di dire ai nostri compatrioti a Bruxelles che in nessuna circostanza lasceremo il dossier dei diritti dell’uomo in Iran caduto nell’oblio a favore degli accordi con i mullah. Seguiremo tutte le fasi di questo gran dossier ed ogni goccia di sangue ingiustamente versato fino al giorno della vittoria.

Il sangue di 120.000 martiri della libertà non sarà dimenticato.
Il massacro di 30.000 innocenti, 30.000 prigionieri politici nel 1988, non può cancellarsi dalla memoria. Il dossier dei sacerdoti mutilati, degli omicidi in serie, dell’assassinio di Zahra Kazemi e il dossier di migliaia d’altri crimini resterà aperte fino al  giorno in cui i dirigenti di questo regime dovranno rispondere per ciascun crimine commesso contro il popolo iraniano.
 Cari compatrioti, tre anni fa, i grandi eventi senza precedenti avvenuti in Iran, in Iraq ed in tutta la regione hanno dimostrato verità importanti.
– E’ stato provato che  la politica d’accondiscendenza non può moderare la dittatura religiosa, ma soltanto ha portato al potere la fazione più estremista della teocrazia vigente.
– E’ stato provato che i negoziati con i paesi occidentali non hanno scoraggiato i mullah dalla ricerca dell’arma atomica, ma hanno dato loro una copertura politica per completare il loro progetto nucleare.
 – E’ stato  provato che la politica d’accondiscendenza non ha evitato il pericolo della guerra. Al contrario, come dimostrano le dichiarazioni belliciste del presidente dei mullah, hanno fatto risuonare i tamburi di guerra.
– E’ stato provato che calunniare i Mujahedin del popolo non allevia i mullah. Al contrario, ciò ha preparato il terreno a nuova repressione del popolo iraniano e d’esportazione dell’integralismo e del terrorismo.
 – E’ stato provato che i bombardamenti ed il disarmo del Mujahedin del popolo in Iraq hanno rovesciato l’equilibrio tra il regime dei mullah e tutta la regione.
– E’ stato provato che le esplosioni e gli attentati terroristici in Iraq si fanno o direttamente con il regime dei mullah o con il suo sostegno. L’esercito americano, l’esercito britannico e la polizia in Germania hanno riconosciuto questa verità, anche se questi governi proseguono principalmente una politica di compromesso e di tolleranza con i mullah.
– E’ stato provato che finché la dittatura dei mullah sarà al potere in Iran, sarà ostile alla pace in Medio Oriente ed è il principale ostacolo alla democrazia in Iraq.  Infatti, la sovranità  dell’Iraq con i mullah e l’influenza che impongono, soffocherà  la democrazia nascente in Iraq.
– E’ stato provato che l’avversario e l’antitesi del regime dei mullah è la resistenza iraniana. Questa resistenza è la miglior soluzione in Medio Oriente nella culla del terrorismo, dell’integralismo in cui cuore batte a Qom ed a Teheran. È questa resistenza che ha fatto conoscere al mondo la minaccia dell’integralismo. È questa resistenza che ha rivelato le località atomiche segrete dei mullah ed è questa resistenza che ha rivelato l’ingerenza del regime in Iraq.

Il messaggio che portate oggi dinanzi alla sede dell’Unione europea è quello che l’esperienza di tre anni scorsi ha rivelato appena: È cento volte più che mai è necessario eliminare l’etichetta di terrorismo dal movimento della resistenza iraniana. Oggi i dirigenti americani rilevano nelle loro prese di posizioni ed i loro discorsi che non c’è nessuna differenza tra gli autori di crimini terroristici ed il regime che li sostiene. Mettono in guardia contro il fascismo islamico ed il regime di Teheran. Confermano la visione della resistenza iraniana basata sulla necessità di dare prova di fermezza con questo regime.

Tuttavia dobbiamo rilevare che la lotta contro il terrorismo può essere efficace soltanto quando si sbarra la strada al padrino del terrorismo internazionale, in altre parole questo regime dei mullah in Iran. Porre fine all’insicurezza ed al bagno di sangue in Iraq sarà possibile soltanto con la fine del regime integralista in Iran. E ripeto che senza la soppressione del nome del principale movimento della resistenza iraniana dall’elenco del terrorismo, la politica d’accondiscendenza continuerà. Oggi, i dirigenti dei paesi occidentali hanno una politica confusa riguardo all’Iran. Questa confusione è il frutto di decisioni sbagliate che sono state prese per soddisfare i mullah in passato. Ma una politica corretta è a portata di mano:

Privare il regime dei mullah delle sue opportunità in Iraq, impedire ai mullah di ottenere l’arma atomica, ritirare l’etichetta ingiusta di terrorismo ai Mojahedin del popolo.
– Il popolo iraniano chiede che il dossier atomico del regime dei mullah sia deferito senza indugio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
– Il fascismo religioso al potere in Iran deve essere oggetto di sanzioni.
– I dirigenti di questo regime devono rendere conto per i loro crimini commessi contro l’umanità, in particolare il massacro di migliaia di prigionieri politici nel 1988, dinanzi ad un tribunale internazionale.
– Questo regime non dovrebbe essere autorizzato a rappresentare l’Iran alle Nazioni Unite.

 Cari compatrioti, ecco è arrivato il momento in cui si gioca il destino dell’Iran!
 Se la repressione, l’islam reazionaria ed il bellicismo potranno mantenere la loro influenza sulla vita del popolo iraniano?
 Oppure la vostra volontà e la virtù  della nazione iraniana potranno instaurare la libertà ed la democrazia?
 Ho fede nella lotta e nella tenacia del popolo iraniano e dei suoi ragazzi coraggiosi che porteranno la liberazione e la prosperità alla nostra nazione.
 I cuori distrutti e provati dei miei compatrioti nelle città e nelle campagne iraniane troveranno serenità e amore.
Finiranno queste orribili scene d’impiccagioni delle ragazze e dei ragazzi di 16-17 anni.   Finiranno anche l’insicurezza, aggressioni, crimini e la discriminazione contro le donne. La prosperità e la felicità rimpiazzeranno la fame e la povertà di milioni d’Iraniani.

Ho fede nella vostra vittoria e nella libertà e nella conquista del nostro paese.
Ma ricordate che la resistenza iraniana ha superato gli ostacoli e i complotti e la repressione diretta contro di essa soltanto con i sacrifici e la sofferenza immensa dei suoi membri e con il sostegno del popolo iraniano.
Il modello e il simbolo della tenacia per la nostra nazione, è la città d’Ashraf, in cui da tre anni i più coraggiosi figli del popolo iraniano affrontano i più feroci attacchi e complotti mantenendo alto l’onore di questa roccaforte della libertà dell’Iran, portando alla conoscenza del mondo l’occupazione nascosta dell’Iraq da parte della dittatura religiosa iraniana
La resistenza iraniana Ha aperto una vittorioso fronte contro l’integralismo a cui hanno aderito milioni d’iracheni e numerosi partiti, sindacati e forze democratiche e progressisti irakeni.
  Negli ultimi due anni, la valanga di complotti impartiti dal regime dei mullah, le pressioni di nove stati, una sede ed un gran numero di restrizioni avevano creato un periodo difficile per la città d’Ashraf durante il quale ogni e per i suoi principi politici, morali ed umani. Fortunatamente, i  Mojahedin del popolo ad Ashraf, sono usciti a testa alta da questa grande prova.

Rendo a loro nuovamente omaggio come alla loro eroica comandante  Mojgan Parsaï che ha brillantemente condotto con  tenacia facendo fallire il regime dei mullah.

Massoud Rajavi ha detto una volta: se questa resistenza e la sua colonna vertebrale ,in altre parole la città d’Ashraf, dovesse rimanere in piedi, solo allora il mondo resisterà contro i mullah. L’esperienza di questi tre anni ha provato quanto aveva ragione. Ciò significa che il destino dell’Iran sarà deciso dal popolo iraniano e dalla sua resistenza, da voi! Sarà nuovamente il nostro principio conduttore per avanzare verso la vittoria. Tutto è nelle vostre mani. E’ tutto  nella vostra forza di  volontà. Accentuate i vostri sforzi e ed aumentatela  in tutti i campi per difendere la libertà del popolo iraniano.
 Viva la libertà!
 Viva il popolo iraniano

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