martedì, Settembre 29, 2020
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Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) tiene una conferenza di tre giorni all’inizio del 40° anniversario della sua fondazione

Meeting virtuale in collegamento con 44 città di 11 nazioni

Maryam Rajavi: “Negli ultimi 40 anni il CNRI è stata la forza più efficace contro la teocrazia al potere. Ora sta avanzando con tutta la sua potenza per rovesciare il regime dei mullah, ristabilire la democrazia e la sovranità del popolo”
Le dichiarazioni di 50 presidenti del Comitato del CNRI, rappresentanti degli organismi membri e di illustri personalità. 82 osservatori hanno partecipato alla conferenza
La tre giorni di sessione online del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), iniziata giovedì 23 Luglio, ha avuto in collegamento 44 città di 11 nazioni, tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia, Norvegia, Austria, Paesi Bassi, Belgio, Italia e Albania, concludendosi alle prime ore del mattino di domenica 26 Luglio 2020.
Maryam Rajavi, Presidente eletta del CNRI, ha parlato durante l’ultimo giorno della conferenza, che è coinciso con l’inizio del 40° anniversario della fondazione del CNRI.
Cinquanta membri, presidenti dei comitati, rappresentanti in diversi paesi e organismi membri del CNRI, campioni sportivi della nazionale ed illustri artisti iraniani, hanno discusso delle attività del CNRI, dell’intricata situazione della crisi del regime iraniano, delle prospettive per il suo rovesciamento, dei quarant’anni di storia del CNRI, della sua fermezza e della sua distinzione politica in una delle epoche più critiche della storia iraniana.
Oltre ai membri del CNRI, circa 82 osservatori e alleati hanno preso parte a questa sessione e molti hanno espresso le loro opinioni.
Maryam Rajavi ha sottolineato che il CNRI rappresenta l’opposizione più efficace e di più alto livello alla dittatura religiosa dei mullah. Ha fatto enormi sacrifici ed ha sofferto più di tutti mentre combatteva la sua incessante battaglia. “Il CNRI ora sta avanzando con tutta la sua potenza verso il rovesciamento del regime, il ristabilimento della democrazia e la sovranità di una repubblica popolare”, ha aggiunto.
Nel ripercorrere la storia del CNRI, Maryam Rajavi ha detto che la traiettoria degli sviluppi degli ultimi 40 anni conferma la veridicità dei principi e delle opinioni fondamentali del CNRI. Il CNRI ha dichiarato sin dal principio che questa teocrazia al potere è incapace di moderarsi da sé, di portare avanti delle riforme o persino di negoziare. È inoltre incompatibile con la pace. Questo regime non diventerà mai “moderato”, né mai sarà in grado di “ricostruire” il paese o di abbandonare l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo.
La Presidente eletta del CNRI ha detto: “Trent’anni fa, quando praticamente nessuno aveva nessuna informazione sui progetti nucleari del regime, il CNRI diede il via ai suoi massicci tentativi di denunciare quei progetti, promuovendo un Iran non-nuclearizzato. In ogni frangente ha denunciato la vergognosa politica di accondiscendenza verso il fascismo religioso al potere, ha protestato contro i tentativi dei mullah di mettere all’asta il paese firmando accordi fraudolenti ed ha difeso gli interessi nazionali del popolo iraniano ovunque”.
Maryam Rajavi ha aggiunto: “Il CNRI si è impegnato a non perseguire il potere ma a trasferire il potere al popolo dell’Iran. In base ai piani adottati dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, il governo provvisorio creato dopo la caduta dei mullah deve tenere libere elezioni per formare la Costituente Nazionale e l’Assemblea Legislativa entro un periodo massimo di sei mesi. Per quanto riguarda il Governo Provvisorio, il suo mandato per il trasferimento del potere al popolo cesserà non appena si saranno formate la Costituente Nazionale e l’Assemblea Legislativa”.
Maryam Rajavi ha fatto riferimento al Piano del CNRI sulle Relazioni del Governo Provvisorio con la Religione, adottato a Novembre 1985, sottolineando il fatto che questo piano condanna tutte le costrizioni religiose o l’obbligo per le persone di praticare la religione. Rifiuta inoltre ogni forma di “discriminazione così come qualunque privilegio politico e sociale e la coercizione in relazione all’Islam”. Il piano stabilisce che “in nessuna circostanza si riconosce a qualunque religione o denominazione il diritto a godere di speciali privilegi o diritti” mentre, allo stesso tempo “rispetta la libertà di fede e religione”.
La Presidente eletta del CNRI ha sottolineato che il CNRI si è astenuto dall’adottare una visione ristretta o dall’insistere esclusivamente sulle sue posizioni, piattaforme o piani adottati e che ha invece ripetutamente chiesto la formazione di un Fronte di Solidarietà Nazionale per rovesciare la dittatura religiosa dei mullah. “Il CNRI”, ha aggiunto Maryam Rajavi “ha dichiarato che è pronto a collaborare con tutte le forze che cercano di ristabilire una repubblica ed un sistema politico democratico e indipendente basato sulla separazione tra religione e stato, fermo restando il suo impegno a rifiutare la dittatura religiosa dei mullah in toto, con tutte le sue fazioni interne.
Durante la sessione, i membri del CNRI hanno discusso degli sviluppi intervenuti in vari ambiti in Iran, in particolare dopo le proteste del Novembre 2019.
Hanno anche parlato del Free Iran Global Summit del 17-20 Luglio, che ha connesso 30.000 città di oltre 100 nazioni e che ha visto la partecipazione di oltre 1000 personalità politiche di tutto il mondo. Nei loro dibattiti i membri del CNRI hanno valutato le conseguenze di questo summit, nonché il suo impatto in Iran e sullo scenario internazionale.
Riguardo alla crisi del coronavirus in Iran, la Resistenza Iraniana ha giustamente dichiarato che Ali Khamenei (leader supremo dei mullah) e Hassan Rouhani (presidente del regime) hanno adottato una politica che provoca perdite umane di massa per difendersi dalle proteste popolari e dalla minaccia di essere rovesciati. Hanno considerato la diffusione del coronavirus un dono e un’opportunità, nonché un “alleato” che agisce contro il nostro popolo e come salvatore del regime.
A causa delle restrizioni internazionali dovute alla pandemia, i tre giorni del Free Iran Global Summit si sono svolti in maniera virtuale e nel corso delle loro discussioni i membri del CNRI lo hanno definito “un’impresa significativa” nel campo delle comunicazioni nel mezzo dei protocolli del COVID-19. Questo summit riflette le straordinarie capacità della Resistenza Iraniana, in quanto si oppone fermamente alla strategia di Khamenei che vuole approfittare della “opportunità” fornita dal coronavirus.
Il CNRI fornisce costantemente dati e cifre credibili sulle dimensioni catastrofiche della diffusione del coronavirus in Iran, compresi dati contenuti in documenti e comunicazioni interne al regime, impedendo così ai mullah di opprimere totalmente la società iraniana attraverso la strategia delle perdite umane di massa.
La conferenza del CNRI ha anche affrontato gli sviluppi pertinenti a livello internazionale e regionale, in particolare le sconfitte subite dal regime nell’ambito della sua strategia di ingerenza in Siria, Iraq e Libano. È stato sottolineato che l’eliminazione del comandante della forza terroristica Qods del regime, Qassem Soleimani, ha inferto un colpo irreparabile alla repressione e all’esportazione del terrorismo dei mullah, cosa che, a sua volta, ha drasticamente demoralizzato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC).

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)
29 Luglio 2020

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