martedì, Settembre 29, 2020
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Iran: il bilancio delle vittime del Coronavirus in 334 città supera 60.000

Iran: Coronavirus Death Toll in 334 Cities Exceeds 60,000

Il tragico numero delle vittime, solo negli ospedali della regione di Teheran, supera 16 mila persone. 9050 il numero dei deceduti dalla metà marzo fino 20 giugno in 34 su 138 ospedali dove si cura il covid-19

Maryam Rajavi: “Il numero crescente e incredibile delle vittime in tutto il Paese, in particolare a Teheran, è una diretta conseguenza della politica criminosa di Khamenei e Rouhani che in viso alle raccomandazioni dei ministeri di competenza e degli esperti dello stesso regime, anziché assistere la popolazione e sospendere le attività lavorative spinge i lavoratori ai luoghi di lavoro. Questi poi arrogantemente dichiarano che la popolazione osserva meno del 9% del protocollo sanitario. Come si può recarsi al lavoro in una città come Teheran e osservare la distanza sociale?”.

Zali il capo del comitato coronavirus: “A Teheran circa il 20% della popolazione è contagiato”.

I Mojahedin del popolo ha annunciato, il 22 giugno, che il numero delle vittime solo negli ospedali della regione di Teheran con 14 milioni di abitanti, supera 16 mila persone. 9050 il numero dei deceduti dalla metà marzo fino 20 giugno in 34 su 138 ospedali dove si cura il covid-19. Solo nell’ospedale Beghiatollah dei pasdaran il numero delle vittime supera 1250 persone. A questo numero bisogna aggiungere i deceduti nelle case e case di cure private. Con questa conta il numero delle vittime del coronavirus in Iran in 334 città supera sicuramente 60 mila. I deceduti in Azerbaijan occidentale sono 1570, in Ilam 470, Khorasan Razavi 3390, in Kerman 735, in Golestan 1440 e in Lorestan 2060 persone.

A Teheran, l’agenzia dei pasdaran riporta, il 22 giugno, la dichiarazione di Zali che definisce, “il comandante dell’operazione per affrontare il coronavirus a metropoli di Teheran”: “A Teheran circa il 20% della popolazione è contagiato”. Questo significa che nella capitale iraniana ci sono 2,8 milioni di contagiati. Zali aggiunge: “Nella regione di Teheran anziché il coronavirus siamo di fronte il corona-plus… Questo virus oltre ad avere complesse dimensioni biologiche, sociali, culturali e economiche che cambierà tutte le strutture nella regione… visto la ripresa della malattia bisogna che gli ospedali che avevano smesso di curare covid-19 ritornino in azione… la media del rispetto al protocollo sanitario e mantenere la distanza sociale, all’inizio era il 62% e dopo due settimane è diminuito al 28% e poi all’11%”. (l’agenzia Aria, 22 giugno). Nello stesso tempo anche il governatore di Eslam-shahr nella regione di Teheran ha parlato di una notevole crescita dei contagiati e dei ricoverati, negli ultimi 10 giorni, nell’ospedale di Emamreza. (Hamshahri, il 22 giugno)
Khuzestan: Il governatore di Mahshahr ha dichiarato la situazione di emergenza, visto l’aumento dell’ultimo mese e ha dichiarato: “Da un mese siamo di fronte ad una situazione di emergenza rossa a Mahshahr con aumento giornaliero dei contagi”. (Hamshahri, il 22 giugno)
Esfahan: Il rettore dell’università delle Scienza mediche Kashan ha ammonito il ritorno dell’ondata del coronavirus ad ha annunciato: “Il numero dei contagiati rispetto agli scorsi giorni a Kashan è aumentato 10 volte”. (L’agenzia governativa Mehr, 21 giugno)
Khorasan Razavi: Il vice rettore dell’università delle Scienza mediche di Mashhad ha detto: “Il risultato dei test nei nostri centri è positivi del 40%. Nelle ultime settimane abbiamo trovato molti contagiati”. (L’agenzia del Seda e Sima, 22 giugno)
Khorasan del sud: “Nessuna dei 11 città della regione è in situazione verde o bianco, e tre città Birjand, Qaien e Sarbisheh sono in rosso… negli ultimi 15 giorni il risultato positivi dei test e l’aumento dell’asma e il numero dei ricoverati sono molto preoccupanti”. (Isna, 22 giugno)
Golestan: Il rettore dell’università delle Scienza mediche ha dichiarato: “il contagio al coronavirus è aumentato tra i bambini in Golestan e finora abbiamo avuto 6 decessi… sette città della regione hanno una situazione di emergenza rossa”. (L’agenzia governativa Mehr 21 giugno)
Kohkiloieh e Boir-ahmad: Il direttore dell’università delle Scienza mediche, ha dichiarato: “Il numero dei positivi al test, negli ultimi giorni, ha avuto una forte crescita”. (L’agenzia dei pasdaran 21 giugno)
Qazvin: Il rettore dell’università delle Scienza mediche: Dalla prima metà del mese di giugno fino a oggi abbiamo avuto una crescita del 25% dei contagiati”. (Mehr 21 giugno)
Bushehr: “Il governatore Ghenaveh ha proposto al governatore di chiudere la città per una settimana. Uno dei problemi più urgenti in questa città è l’aumento esponenziale dei ricoverati e riempimento degli ospedali. Dai 377 contagiati delle città, 94 sono impiegati dello Stato e il 25% del quadro sanitario che naturalmente escono dal ciclo. Se continua cosi, l’offerta sanitaria sarà difficile”. (Irna, 22 giugno)
Sistan e Baluchestan: Il rettore dell’università delle Scienza mediche di Zahedan ha dichiarato: “Siamo di fronte alla crescita del coronavirus in questa regione e purtroppo vediamo che il virus sta circolando in tutte le città della regione. La notte scorsa abbiamo avuto 85 pazienti con difficoltà respiratoria e contagiati a coronavirus nell’ospedale Buali a Zahedan e i nostri colleghi hanno annunciato che erano al completo”. (L’agenzia Qods 22 giugno)

Ilam: Il rettore dell’università delle Scienza mediche ha dichiarato: “Negli ultimi 48 ore abbiamo avuto la situazione peggiore dall’inizio della pandemia, sia per il numero dei contagiati che dei ricoverati”. (Hamshahri 22 giugno)
Azerbaijan occidentale: Il rettore dell’università delle Scienza mediche ha dichiarato: Giornalmente siamo di fronte alla crescita notevole della malattia nella città di Mah-abad”. (L’Agenzia di Seda e Sima 22 giugno)
Fars: Il sindaco di Shiraz ha dichiarato: “La crescita dei contagiati ha avuto un notevole aumento”. (L’Agenzia di Seda e Sima 22 giugno)
Maryam Rajavi: “Il numero crescente e incredibile delle vittime in tutto il Paese, in particolare a Teheran, è una diretta conseguenza della politica criminosa di Khamenei e Rouhani che in viso alle raccomandazioni dei ministeri di competenza e degli esperti dello stesso regime, anziché assistere la popolazione e sospendere le attività lavorative spinge i lavoratori ai luoghi di lavoro. Questi poi arrogantemente dichiarano che la popolazione osserva meno del 9% del protocollo sanitario. Come si può recarsi al lavoro in una città come Teheran e osservare la distanza sociale?”.
La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha aggiunto: “Mentre si acuisce sempre di più la crisi economica e il costo del dollaro supera 20 mila tuman, tutto lo sforzo del regime dei mullà è speso nell’oppressione della rivolta in arrivo. La seduta con le porte chiuse del majlès, in presenza del pasdar Bagheri capo dello stato maggiore dell’esercito del regime il 16 giugno, era per discutere di questo”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
22 giugno 2020

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