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La rabbia, il rancore e le bugie di Shamkhani nei confronti dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano

La rabbia, il rancore e le bugie di Ali Shamkhani, il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime iraniano, nei confronti dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo (OMPI/MEK) sono dovute, prima di tutto, al processo ad Asadollah Assadi, diplomatico-terrorista del regime accusato di avere partecipato all’organizzazione del fallito attentato del 2018 a Villepinte, Parigi; il processo, attualmente in corso in Belgio, costituisce un caso unico nel suo genere.

Che il regime accusi i Mojahedin dell’uccisione di esperti nucleari non costituisce un novità, e non è che una reazione allo smascheramento delle strutture e del programma nucleari dei mullah ed alla rivelazione dei nominativi di coloro che vi lavorano da parte della Resistenza iraniana.

Nel 1991 l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo rivelò i progetti nucleari del regime; nel 2002 la stessa svelò i siti di Natanz ed Arak, che erano stati tenuti segreti per anni, e fu sempre l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo ad individuare per la prima volta, nel 2004, nella persona di Mohsen Fakhrizadeh, il funzionario incaricato del progetto per la costruzione della bomba.

All’epoca i funzionari degli Stati Uniti e dell’IAEA sottolinearono che era stata l’OMPI ad informare il mondo del pericolo nucleare rappresentato dal regime. Nelle sue memorie Rouhani racconta: “Avremmo dovuto raggiungere le 50.000 centrifughe nel 2003, ma nel 2002 le rivelazioni dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo mandarono tutto all’aria.”

La Resistenza iraniana salvò il mondo ed il popolo iraniano dal pericolo rappresentato dal rapido accesso alla bomba atomica da parte del regime, bloccando l’avanzamento del progetto nucleare, mentre i leader della Repubblica Islamica non fanno che enfatizzare come esso sia la garanzia necessaria al mantenimento al potere della medievale teocrazia.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana,
30 novembre 2020

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