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  • Last Modified: Martedì 18 Febbraio 2020, 18:56:01.

Iran - Rajavi: L’85% del popolo iraniano ha boicottato le elezioni dei Mullah

Il grande `NO della popolazione iraniana al regime clericale, come possibilità  sociale e politica  per una soluzione democratica
La rinomina di Ahmadinejad provoca l'aumento improvviso della repressione.

 

ImageCNRI, 13 giugno - Il quartier generale dell'organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (PMOI) all'interno del paese, ha annunciato che secondo i rapporti provenienti dai  25.000 seggi elettorali visitati dai testimoni oculari, la partecipazione elettorale riportava l’affluenza di 7.5 milioni, cioè più dell’ 85% dei 51.2 milioni aventi diritto di voto ha boicottato le finte elezioni dei mullah. La dittatura teocratica, che non ha mai permesso che gli osservatori internazionali controllassero le elezioni in Iran, riporta solitamente la partecipazione elettorale fino a 4 - 5 volte la realtà

La Resistenza iraniana ha denunciato questi brogli anche nelle  precedenti elezioni. Giovedi scorso la Resistenza iraniana citando le fonti attendibili presenti all’interno dell’ufficio elettorale del ministero degli interni,  ha smascherato un ordine  confidenziale del capo supremo Ali Khamenei  per annunciare la partecipazione elettorale pari a  35 milioni di persone  e per dichiarare Ahmadinejad vincitore al primo turno.
 La sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletta della resistenza iraniana, ha commentato il boicottaggio dell’ 85% degli iraniani come `un grande NO della popolazione contro il regime e tutte le relative fazioni screditate e un'indicazione della prontezza sociale e politica del paese per una soluzione democratica. Le proteste popolari nelle strade, particolarmente dei  giovani erano più di qualunque altra cosa, un espressione dell'opposizione ad un regime di cui i capi ammettono che i segreti rivelati nei dibattiti televisivi-elettorali da parte dei candidati erano le stesse cose  che  la Resistenza aveva rivelato nei tre decenni passati.
 La sig.ra Rajavi ha valutato che il reincarico di Ahmadinejad come presidente dei mullah avrebbe provocato un aumento improvviso della repressione degli avversari, di una vasta resa dei conti interni, d’intensificazione degli sforzi per costruire  le armi nucleari, dell'aumento dell'esportazione di terrorismo e del fondamentalismo, di ulteriore interferenza nell'Iraq e d’incentivo del conflitto nella regione. L'agenzia governativa Fars, affiliata al corpo di guardiani della Rivoluzione del regime (IRGC – Passdaran ), ha descritto il risultato di elezione e il reincarico di Ahmadinejad come la terza rivoluzione e “l'inizio di una rande chirurgia'”.
 Khomeini aveva nominato l’occupazione dell’ambasciata americana e la presa degli ostaggi  come “una seconda rivoluzione”.
 La presidente eletta della Resistenza iraniana ha aggiunto che la politica di accondiscendenza dell’occidente nei confronti del fascismo religioso ha prodotto esattamente risultati contrapposti a quelli pubblicizzati, per la cui continuazione è condannata da parte della popolazione iraniana e produrrà danni alla pace e alla stabilità nella regione e nel mondo.
 D’altra parte le rivelazioni degli scandali e l'escalation della lotta iinterna,  sono un colpo decisivo  nella sua totalità di cui le conseguenze avanzerebbero il regime verso le crisi ed il crollo . La sig.ra Rajavi ha concluso che questo è l'inizio della conclusione del regime Velayate Faghih che è una dittatura religiosa isolata e monopolarizzata.


 Segretariata del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
 13 giugno 2009

 

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