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  • Last Modified: Martedì 18 Febbraio 2020, 18:56:01.

Rajavi accoglie con favore la 57ma risoluzione delle NU di condanna delle violazioni dei diritti umani in Iran

RajaviHa rivolto un appello alla comunità internazionale perché rifiuti il regime iraniano
 
CNRI - La signora Maryam Rajavi, Presidente-eletta della Resistenza Iraniana, ha accolto con favore l’adozione di una risoluzione da parte del Terzo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite su “gravi e persistenti violazioni dei diritti umani” in Iran e ha detto: “Anche se questa risoluzione non è sufficiente e si riferisce solo a una parte degli orrendi crimini commessi dai mullah contro il popolo iraniano, essa mostra il consenso della comunità internazionale contro il fascismo religioso al potere in Iran”.

 
La Presidente ha aggiunto: “Mentre migliaia di iraniani che lottano per la libertà sono condannati a morire gradualmente in prigioni medievali in Iran, qualsiasi legame e qualsiasi commercio con il regime sono ancora più illegittimi. La continuazione di relazioni con il regime deve essere condizionata alla completa cessazione della repressione e al pieno miglioramento della situazione dei diritti umani in Iran”.
 
La signora Rajavi ha dichiarato: “Il regime clericale non merita di stare nella famiglia delle nazioni e deve essere respinto. Il regime ha minato la sicuezza, la pace e la stabilità mondiali, particolarmente in Medio Oriente e in Iraq. La rivelazione di migliaia di documenti sui crimini del regime in Iraq lo conferma”.

La Presidente-eletta della Resistenza ha detto che il solo modo di trattare con il regime è adottare nei suoi confronti una politica di fermezza e imporre sanzioni politiche, economiche, sul petrolio e tecnologiche coerenti. Ogni ritardo o esitazione in queste aree, volendo o nolendo, metterebbe in pericolo la pace nella regione e in tutto il mondo da una parte e aiuterebbe il regime nel reprimere e sopprimere il popolo iraniano dall’altra.

L’ultima risoluzione del Terzo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’Iran ha espresso “la sua profonda preoccupazione sulla grave e persistente violazione dei diritti umani” da parte del regime clericale. Secondo la risoluzione, questo include uso eccessivo della forza, arresti arbitrari, uso di tortura e trattamenti crudeli, inumani e degradanti, amputazioni di parti del corpo, torture e interrogatori violenti per ottenere confessioni da usare nelle corti del regime, notevole aumento del numero delle condanne a morte e delle esecuzioni in pubblico, presenza di almeno 25 prigionieri condannati all’esecuzione come mohareb (‘nemici di Dio’), ricorso alla lapidazione, esecuzione di minori, presenza di 150 minori nei bracci della morte, condanne contro adolescenti, discriminazione pervasiva, discriminazione di genere istituzionalizzata e violenza contro le donne, negazione dei diritti delle minoranze religiose ed etniche.

Il regime clericale da alcuni mesi a Teheran, a Ginevra, a New York e in altre capitali, direttamente e usando altri regimi che violano i diritti umani come intermediari, ricorrendo all’intimidazione e offrendo incentivi aveva cercato di prevenire l’adozione di questa risoluzione, che è stata la 57ma di organi delle Nazioni Unite di condanna degli abusi del regime.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
18 novembre 2010

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