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  • Last Modified: Sabato 16 Novembre 2019, 15:04:09.

Maryam Rajavi esprime la sua solidarietà all'appello alla protesta e al cordoglio popolare in Kurdistan, in Iran

CNRI -  Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha accolto con favore sabato gli appelli alla protesta e al cordoglio popolare delle organizzazioni, gruppi e comitati in difesa dei diritti umani e dei prigionieri politici in Kurdistan.

 

Maryam Rajavi ha anche reso omaggio ai tre prigionieri politici giustiziati, Habibollah Golparipour, Reza Esmaeili e Shirkou Ma’arefi, agli eroici figli del Kurdistan, nonché al popolo delle città di Saqez, Baneh, Marivan, Paveh e Nosoud, ed in particolare alle coraggiose figlie del Kurdistan, per essersi sollevati a protestare contro questa ondata di esecuzioni di prigionieri politici per mano del regime dei mullah.

Oltre ai compatrioti curdi, Maryam Rajavi ha esortato quelli baluci ed arabi del Sistan-Balucistan e del Khuzestan, ad unirsi a questo appello e al giusto movimento di protesta contro l'ondata di esecuzioni di quei figli coraggiosi dell'Iran che, innocenti, vengono incessantemente martirizzati in queste regioni.

In particolare Maryam Rajavi ha ricordato che giovedi 14 Novembre è il giorno dell'Ashura ed è giusto che tutti i compatrioti facciano riecheggiare il grido di libertà del grande profeta nel mese di Moharam, che facciano cordoglio in tutto l'Iran e combattano la tirannia dei mullah.Il Presidente eletto della Resistenza Iraniana ha ricordato che le proteste popolari, gli appelli delle organizzazioni politiche, le manifestazioni, gli scioperi le proteste e gli scontri con i mercenari dei nemici del popolo iraniano al potere “in ogni occasione, in ogni momento ed in ogni luogo” sono un segnale della vitalità e della perseveranza in Kurdistan ed in tutto l'Iran.

Maryam Rajavi ha definito la concomitanza delle esecuzioni in Kurdistan e quelle di 16 prigionieri politici in Balucistan, dopo l'esecuzione di massa di 52 membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) ad Ashraf, un chiaro segnale di paura del regime dei mullah che deve affrontare le proteste del popolo iraniano contro la tirannia, mentre cerca di sorridere ai paesi occidentali durante i negoziati sul nucleare, per ottenere il per condono delle sue atrocità contro l'umanità ed evitare la presentazione del suo dossier sulla violazione dei diritti umani al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Novembre 2013

 

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