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  • Last Modified: Domenica 15 Settembre 2019, 09:07:22.

La Resistenza Iraniana chiede ancora una volta una indagine indipendente dell'ONU sul massacro e i rapimenti ad Ashraf

Massacro ed esecuzione di massa ad Ashraf – No. 92

Ritardare ancora questa indagine equivale ad aiutare gli autori di questo massacro, in particolare Maliki ed il suo padrone a Tehran, ad eludere la giustizia

Il 13 Novembre Brett McGurk, vice-assistente segretario al Dipartimento di Stato americano, parlando ad una udienza del Congresso ha sottolineato: “Dopo l'attacco del 1° Settembre.... abbiamo chiesto una indagine e che le Nazioni Unite fossero coinvolte in questo processo.”

Similmente in precedenza, il Dipartimento di Stato americano e l'ambasciata americana a Baghdad, insieme all'Assistente Segretario di Stato per gli Affari del Vicino Oriente, avevano ribadito la necessità di una indagine approfondita ed imparziale sull'attacco a Campo Ashraf.

Durante la stessa udienza, i parlamentari hanno pesantemente criticato il ritardo nel condurre l'indagine sull'attacco ad Ashraf dicendo: “Sono passati 74 giorni e nulla è stato fatto, men che meno una indagine independente.... Cinque attacchi ad Ashraf e Liberty. Cinque in pochi anni. Non un criminale è stato assicurato alla giustizia. Non uno.. Non sono sicuro di ciò che stiamo facendo. A nessuno dei testimoni è stato chiesto di parlare dell'ultimo attacco.”

In una visita a Camp Liberty il 16 Settembre, McGurk, accompagnato dal vice-Rappresentante Speciale del Segretario Generale e dai rappresentanti dell'UNHCR e dei residenti di Liberty, aveva chiesto una indagine indipendente ed esaustiva sul massacro da parte di una commissione investigativa internazionale e che i responsabili venissero assicurati alla giustizia. Avevano sottolineato che questo è un dovere, se si vuole evitare che una tale catastrofe si ripeta.

In precedenza, il 2 Settembre, Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana,  si era soffermata sulla necessità di una indagine imparziale e approfondita da parte di una commissione investigativa internazionale, della presentazione del caso al Consiglio di Sicurezza e del processo e condanna dei responsabili.

Il 30 Settembre, il rappresentante dei residenti ha richiesto al Segretario Generale di assumersi la responsabilità dell'indagine e di non permettere che questo massacro venga dimenticato come i quattro precedenti e la tortura psicologica subita dai membri del PMOI. Né che i colpevoli la facciano franca preparando così la via ad altri peggiori massacri. Questo ritardo delle Nazioni Unite giunge proprio nel momento in cui il governo iracheno, mediante la sua indagine guidata e controllata, progetta di giustificare i suoi precedenti crimini e preparare il terreno al prossimo massacro.

Il comunicato no. 86 del Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza, il 1° Novembre ha rivelato le conclusioni di questa cosiddetta “indagine della Commissione Investigativa” di Maliki, piene di falsità in stile Goebbels, che dipingevano i sette ostaggi e i 42 membri del PMOI sopravvissuti come gli autori del massacro.

Il 25 Settembre, una delegazione di tre persone era stata inviata a Camp Liberty per interrogare alcuni dei 42 sopravvissuti al massacro di Ashraf, dal Maggiore Shemeri, comandante della polizia di Diyala e comandante del massacro del 1° Settembre.

Due componenti di questa delegazione erano il Colonnello Abdulamir Shemeri e il Brigadiere Khalis al-Tamimi, entrambi vice di Shemeri e comandanti dell'attacco ad Ashraf. Nonostante i legali dei residenti avessero rifiutato questa indagine illegale, uno dei testimoni descrisse le sue osservazioni sulla scena del massacro per 4 ore e mezzo. Alla fine però, la delegazione si rifiutò persino di consegnare al testimone una copia della sua testimonianza. I rappresentanti dei residenti precisarono alla delegazione che tutti e 42 i sopravvissuti erano pronti a testimoniare se un rappresentante delle Nazioni Unite o dell'ambasciata americana fosse stato presente e se una copia della loro testimonianza fosse stata data ai testimoni. Questa questione era stata concordata con l'UNAMI e con l'ambasciata americana diverse volte. Ciononostante le Nazioni Unite si sono astenute dall'intervenire.

Nonostante una unanime richiesta della comunità internazionale di una inchiesta imparziale, le Nazioni Unite si rifiutano di agire cosa che, indubbiamente, incoraggerà il governo iracheno e il regime iraniano a continuare e reiterare le loro atrocità. 

La Resistenza Iraniana chiede ancora una volta una immediata inchiesta indipendente sul massacro e i rapimenti del 1° Settembre e sottolinea che il ritardo ad affrontare questa questione non farà altro che aiutare gli autori del massacro, in particolare Maliki e i suoi padroni in Iran, ad eludere la giustizia.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

15 Novembre 2013

 

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