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  • Last Modified: Sabato 20 Luglio 2019, 18:10:58.

Maryam Rajavi: lo sciopero della fame di 3000 prigionieri e le proteste delle loro famiglie contro queste barbare esecuzioni

dimostrano la volontà del popolo di rovesciare un regime che mantiene il suo potere solo attraverso le esecuzioni e i massacri

Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha elogiato i 3000 detenuti della prigione di Ghezel Hessar in sciopero della fame per protestare contro le esecuzioni dei loro compagni ed ha definito la loro perseveranza come un esempio degno di lode del diffondersi dello spirito di resistenza e dissenso contro il disumano regime dei mullah.

 Ha affermato che lo sciopero della fame collettivo dei prigionieri, le proteste delle loro famiglie di fronte alla prigione di Ghezel Hessar e al parlamento del regime, e le proteste contro i massacri e le esecuzioni in varie parti del paese, dal Kurdistan all'Azerbaijan a Karaj e Tehran, dimostrano la volontà del popolo di rovesciare il regime del Velayat-e faqih che mantiene il suo potere solo attraverso le esecuzioni e i massacri e che sa bene che se interrompesse la repressione, la tortura e le esecuzioni anche solo per un giorno, sarebbe la sua fine.

Maryam Rajavi ha salutato le famiglie dei prigionieri giustiziati in particolare le madri, le mogli e i figli sofferenti e in lutto e si è rivolta al tutto il popolo iraniano, soprattutto ai giovani, perché accorranno in loro sostegno.

Ha sottolineato che se questo regime crede di poter nascondere il suo irrisolvibile stato di crisi ed il crescente conflitto interno, che è conseguenza dell'assecondare l'accordo sul nucleare, con queste ondate di esecuzioni, la repressione ed i massacri ad Ashraf e Camp Liberty, si sta sbagliando di grosso.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “Il silenzio e l'immobilismo  degli Stati Uniti e dell'UE, rispetto all'ondata di esecuzioni in Iran, che dopo le elezioni presidenziali-farsa si avvicinano a 400, ha suscitato la rabbia e la repulsione di tutto il popolo iraniano. Ha inoltre avvertito che oscurare i diritti umani e la democrazia con il pretesto dei negoziati sul nucleare, non è solo una palese violazione dei valori universali, ma incoraggerà anche questo regime a continuare a perseguire il suo progetto per l'acquisizione della bomba atomica.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

28 Novembre 2013

 

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