sabato, Giugno 6, 2020
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Rapporto mensile del gruppo per i diritti umani Iran Human Rights Monitor (Iran-HRM): aumento del numero delle esecuzioni in Iran nel mezzo della crisi da Coronavirus

Iran Regime’s Treating Prisoners Alone Debunks Mullahs’ Effort to Depict U.S. Sanctions for Coronavirus Epidemic

Il gruppo per i diritti umani Iran Human Rights Monitor (Iran-HRM) ha pubblicato il suo rapporto mensile sulla situazione dei diritti umani in Iran. Il rapporto afferma: “Le autorità iraniane hanno giustiziato 32 persone, inclusi imputati minorenni al compimento del reato, membri di minoranza etniche e prigionieri accusati di reati correlati alla droga.”

Di seguito un riassunto del rapporto di Iran HRM:

Nel mese di Aprile 2020, mentre l’Iran ed il mondo intero erano alle prese con il Covid-19, il regime ha intrapreso un percorso di intensificazione della repressione.

Il regime ha dato il via ad una nuova ondata di esecuzioni, uccidendo almeno 32 persone in 14 città, inclusi imputati ancora minorenni al momento del compimento del reato e membri di minoranze etniche. Diversi dei giustiziati avevano preso parte alle proteste contro le condizioni delle carceri, in particolare alla luce della pandemia di Covid-19, e contro il loro mancato rilascio da parte del regime, che avrebbe potuto e dovuto, garantendo loro dei permessi temporanei, fermare la diffusione su larga scala del virus nelle prigioni

Da quanto riportato dal principale gruppo per i diritti umani in Iran emerge che l’11 Aprile il regime ha impiccato il prigioniero politico curdo Mostafa Salimi. Salimi (53 anni) era uno dei circa 80 prigionieri evasi dal carcere di Saqqez (Kurdistan iraniano), a seguito della protesta del 27 Marzo. Era stato riarrestato pochi giorni dopo la fuga.

Sempre nello stesso rapporto Iran HRM rivela che il regime ha giustiziato anche un altro dei prigionieri evasi dal carcere di Saqqez a seguito della rivolta del 27 Marzo: Shayan Saeedpour. Shayan Saeedpour era stato arrestato per omicidio colposo dopo che aver ucciso un uomo durante una rissa di strada, ma aveva soli 17 anni quando compì il reato.

Amnesty International ha dichiarato: “La sua esecuzione potrebbe essere stata un atto di ritorsione da parte delle autorità carcerarie locali, determinante a scoraggiare gli altri detenuti dal mettere in atto simili piani di fuga”.

Secondo Iran HRM il 18 Aprile, nel carcere di Arebil, il regime avrebbe giustiziato anche Majid Esmailzadeh; questo nonostante il detenuto fosse stato condannato a morte per un presunto crimine commesso prima del compimento della maggiore età.

Ma non finisce qui l’elenco di detenuti giustiziati sebben ancora minorenni al momento del compimento del reato: il 2 Aprile è stato infatti ucciso Danial Zeinolabedin. Danial è stato ucciso dopo essere stato sottoposto a percosse da parte delle autorità carcerarie di Miandoab. Il fatto è avvenuto a seguito della rivolta del carcere di Mahabad del 28 Aprile.

Il 22 Aprile Michelle Bachelet, l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha condannato l’esecuzione degli imputati minorenni.

Le esecuzioni sono proseguite anche con l’ingresso nel santo mese del Ramadan.

Il 21 Aprile Shahram Bayan è stato impiccato nella Prigione Centrale di Tabriz, senza che la sua famiglia venisse prima avvisata della data dell’esecuzione. Era stato ospedalizzato dopo essere stato brutalmente percosso dalle guardie carcerarie durante una protesta sulle condizioni della struttura avvenuta nel mese di Marzo.

Il 24 Aprile i prigionieri del carcere di Baneh Abdul Vahed Faizi e Ramyar (Payam) Mokhless sono stati trasferiti nella Prigione Centrale di Sanandaj e sono stati qui giustiziati. I due prigionieri curdi sarebbero stati colpevoli di omicidio. Lo stesso giorno, nel carcere di Zahedan. è stato impiccato anche un membro della minoranza etnica dei beluci: si chiamava Abul Baset Dasani.

Alla fine di Aprile sono stati giustiziati Soleman Mirzayi e Vahed Rostamzadeh (30 anni): erano accusati di spaccio. Le esecuzioni hanno avuto luogo, rispettivamente, nelle prigioni di Borujerd e Hamedan.

Nel suo rapporto annuale sulla pena di morte Amnesty International ha riportato che l’Iran è il secondo paese al mondo per il numero totale di esecuzioni e che è da solo responsabile di un terzo di tutte le esecuzioni capitali del mondo. È anche il paese con il più alto numero di esecuzioni minorili.

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