sabato, Giugno 25, 2022
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5 prigionieri in Iran aspettano di essere accecati e resi sordi con l’acido

CNRI – Almeno cinque prigionieri detenuti nel famigerato carcere iraniano di Gohardasht (Rajai-Shahr) a Karaj, sono in attesa dell’esecuzione della loro condanna che li vedrà accecati o resi sordi con l’acido in base alla legge del taglione (qisas) del regime fondamentalista iraniano.

Secondo alcune notizie giunte dal carcere, che si trova a circa 40 chilometri dalla capitale iraniana Tehran, la magistratura del regime sta spingendo affinché queste sentenze vengano eseguite velocemente. Ma i medici delle prigioni finora si sono rifiutati di eseguire queste procedure draconiane. 

Mojtaba Saheli (Yasaveli), 31 anni, a cui il regime ha già accecato l’occhio sinistro, è stato recentemente informato dalle autorità del carcere che gli verrà accecato anche l’occhio destro con l’acido.

Il 3 Marzo 2015 gli è stato accecato un occhio con l’acido nel carcere di Gohardasht, alla presenza del vice-procuratore del regime a Tehran, Mohammad Shahriari, e delle autorità della prigione dopo che questa condanna draconiana era stata confermata dalla Corte Suprema.

Pare che il 3 Agosto 2009 Saheli abbia accecato con l’acido un autista di Qom, a sud di Tehran. Il tribunale del regime a Qom ha condannato Saheli ad essere accecato in entrambi gli occhi con l’acido, a pagare il prezzo del sangue e a scontare una pena di 10 anni di carcere secondo la disumana legge del taglione del regime.

Saheli si trova attualmente detenuto nella sezione 2 del braccio 4 del carcere di Gohardasht. Gli era stato detto di pagare il prezzo del sangue per evitare l’esecuzione di questa nuova condanna all’accecamento dell’occhio destro.

Secondo una notizia Saheli sarebbe stato contattato dall’ufficio esecuzioni del carcere riguardo alla sua sentenza, il quale lo avrebbero informato che l’ordine di esecuzione era arrivato ma che finora, nessun medico era stato disposto ad infrangere il suo giuramento per eseguire questa sentenza.

Saheli è stato anche informato che la magistratura del regime sta spingendo per l’esecuzione della sentenza e che in qualunque momento un medico potrebbe decidere di ignorare il suo giuramento ed eseguire la condanna all’accecamento.

Cinque prigionieri sono attualmente in attesa che gli venga versato l’acido negli occhi e nelle orecchie.

E sono:

• Mojtaba Saheli (Yasaveli), 31 anni, a cui è già stato accecato l’occhio destro e che sta aspettando l’esecuzione della sentenza di accecamento dell’occhio destro.

• Fatollah Khojasteh, condannato ad essere accecato in un occhio e reso sordo in un orecchio con l’acido. 

• Un prigioniero ignoto, condannato ad essere accecato con l’acido in entrambi gli occhi. 

• Un prigioniero ignoto, condannato ad essere accecato in un occhio e reso sordo in un orecchio con l’acido.

• Un prigioniero ignoto condannato ad essere accecato in un occhio con l’acido.

Il Dr. Sanabargh Zahedi, Presidente del Comitato Giuridico del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), all’inizio di questo mese ha detto: “La disumana legge del taglione (qisas) è stata applicata contro il popolo iraniano negli ultimi 37 anni. Queste pene risalgono all’età medievale e dimostrano la natura reazionaria del regime teocratico. Queste pene disumane costituiscono una chiara violazione di tutti i principi e norme di una magistratura moderna, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e di tutti i patti civili e politici. Tali pene rappresentano senza alcun dubbio una selvaggia forma di tortura e devono essere condannate da ogni persona amante della libertà. La Resistenza Iraniana e i membri del CNRI sin dal 1980 hanno condannato la legge della qisas del regime definendola disumana”.

“Secondo la logica del Corano e dell’Islam moderno e democratico, il primo principio che si applica al codice penale è il dinamismo. Perciò le norme penali islamiche devono essere interpretate all’interno del contesto delle condizioni sociali ed economiche e del progresso scientifico. Il regime teocratico è lontano secoli da questa logica e pertanto è chiaro che non c’è alcuna possibilità di riforme all’interno di questo regime”, ha aggiunto.

Amnesty International in un comunicato del 5 Marzo 2015 aveva condannato il regime iraniano per l’accecamento dell’occhio sinistro di Saheli avvenuto due giorni prima.

“Punire qualcuno accecandolo intenzionalmente è un atto scioccante e indicibilmente crudele”, ha detto Raha Bahreini, ricercatrice di Amnesty International Iran.

“Questa pena denuncia l’enorme brutalità del sistema giudiziario iraniano e sottolinea lo scioccante disprezzo delle autorità iraniane per la più fondamentale umanità. Applicare pene crudeli e disumane per rappresaglia non è giustizia. L’accecamento, come la lapidazione, l’amputazione e la fustigazione, è una forma di pena corporale vietata dalle leggi internazionali. Tali pene non devono essere applicate in nessuna circostanza”.

 

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