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  • Last Modified: Lunedì 12 Novembre 2018, 21:32:36.

L' Iran e il Partito di Dio, fatti e misfatti

 Da:  Loredana Biffo  

paneAcqcua - L'interdipendenza tra democrazia e secolarizzazione delle civiltà, e le responsabilità delle politiche occidentali nel rapporto geopolitico con i paesi orientali, in bilico tra il desiderio di democrazia e l'imposizione teocratica dei fondamentalismi

L'intreccio degli avvenimenti politici internazionali, i rapporti tra l'occidente e la cultura islamica, la scottante questione della corsa agli armamenti nucleari da parte di Ahmadinejad, la lotta dei Mojahedin, movimento popolare per la democrazia e la secolarizzazione dell'Iran.

Iran- Difendere Campo di Ashraf a tutti costi

ImageDa leggere, settembre 2010 - Le forze repressive del governo iraniano hanno ucciso sette manifestanti, attaccandoli durante una manifestazione di protesta nel sud-ovest dell'Iran. Il Massacro del popolo Iraniano continua sotto il comando di Khamenei e Ahamadinejad. Un massacro che dura da 30 anni sotto gli occhi di tutte le organizzazioni per i diritti umani, dell’Onu e dei governi occidentali che hanno un importante rapporto economico con gli ayatollah.

Iran: Intervista a un alto funzionario dei Mojahedin del popolo iraniano

ImageFocus Iran-Londra, 31 ago – Il sig. Mehdi Baraie è un alto funzionario dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell'Iran (PMOI / MEK) nel Campo di Ashraf in Iraq. Secondo il New York Times, ha firmato un accordo di cessate il fuoco e comprensione reciproca con forze statunitensi il 15 aprile 2003. Il sig. Baraie è stato prigioniero politico sotto il regime dello Scià per sei anni. Focus Iran ha condotto un'intervista con lui via e-mail sugli ultimi sviluppi relativi a Campo Ashraf.

Iran: Onda Verde e Mujaheddin: i due volti della resistenza

VERONICA TROVATO

ImageAvanti, GIOVEDÌ 02 SETTEMBRE - Negli ultimi tempi le notizie che provengono dall’Iran entrano nelle nostre case con frequenza quotidiana. I botta e risposta di Ahmadinejad, oggi con l’opposizione interna domani con i Paesi limitrofi e la comunità internazionale, sono diventati la regola. Nello stesso lasso di tempo l’opposizione al regime dei mullah, specie dopo le ultime elezioni, si è incarnata nell’Onda Verde. Come vuole la tradizione della dissidenza, il movimento accoglie tra le sue braccia giovani, intellettuali e studenti per lo più, e donne, riconoscibili per il colore della loro “divisa”.

Ciccioli a Parigi per protestare contro il regime iraniano

gomarche.i Il quotidiano online delle Marche, Lunedì 05 Luglio 2010
 

ImageGrande successo della manifestazione di questersquo;anno a Parigi della resistenza iraniana, che è un altro passo fondamentale sulla strada del cambiamento del regime a Teheran.

Ha partecipato allersquo;incontro una delegazione del Parlamento italiano guidata dal Presidente del Comitato per lersquo;Iran libero, On. Carlo Ciccioli, insieme allersquo;On. Elisabetta Zamparutti (Radicali endash; PD) e allersquo;On. Alessandro Pagano (PDL). Lo stadio comunale di Taverny, nella cintura di Parigi, era stracolmo di centomila esuli provenienti da tutta Europa e dai paesi mediorientali, alla presenza di delegazioni dei più importanti parlamenti del mondo.

 

 

Iran: Maryam Rajavi, diciamo agli ayatollah : siete giutni a capolinea

Il discorso della presidente Rajavi alla manifestazione degli iraniani a Parigi

Image 

Nel nome di Dio
Nel nome degli iraniani in rivolta
Nel nome dei martiri, le stelle del 20 giugno 1980,  i lampi di Giavivan (allusione ad un'operazione militare ),  i prigionieri trucidati (allusione all'eccidio di 30 mila prigionieri in una settimana) e le saette della rivolta attuale
e Nel nome della rivoluzione democratica del popolo iraniano,  cui,  l'inno di vittoria si ode già fin d'ora.

Maryam Rajavi: I tempi sono maturi per un cambiamento democratico in Iran

Il discorso della presidente Rajavi alla manifestazione degli iraniani a Parigi

 

Nel nome di Dio
Nel nome degli iraniani in rivolta
Nel nome dei martiri, le stelle del 20 giugno 1980,  i lampi di Giavivan (allusione ad un'operazione militare ),  i prigionieri trucidati (allusione all'eccidio di 30 mila prigionieri in una settimana) e le saette della rivolta attuale
e Nel nome della rivoluzione democratica del popolo iraniano,  cui,  l'inno di vittoria si ode già fin d'ora.

 

PER LA PACE NEL MONDO URGE ABBATTERE IL REGIME TEOCRATICO DI AHMADINEJAD

LIBERTÀ PER L’IRAN

On. Alessandro Pagano

ImageIMG ( il foglio elettronico ) - (03/07/2010) - Eravamo in 70.000 in uno stadio della periferia parigina. Esuli e profughi iraniani provenienti da mezzo mondo si sono concentrati a Parigi assieme alle rappresentanze parlamentari di quasi tutto l’Occidente per manifestare contro il regime teocratico di Khamenei e di Ahmadinejad.
Gli iraniani dissidenti, che da trent’anni a questa parte fuggono dall’Iran per non essere uccisi, sono centinaia di migliaia e molti di loro lo scorso 26 giugno, come ogni anno, si sono riuniti al grido “Iran democratico, Iran libero”.

Iran - Libro: Il costo di restare umano

ImageLibro : Le Prix de rester humain   
di Azam Hadj HEYDARI

Azam fugge dalla sua famiglia integralista per combattere i mullah. C'era stata prima la dittatura dello scià, poi quella di Khomeini e dei mullah.
Da 4 decenni, l’Iran soffre. La teocrazia totalitaria ha fatto più di 120 000 vittime.
Azam, ragazza iraniana, cresce nei quartieri poveri del sud di Tehran. Suo padre, fanatico religioso, partigiano duro e puro dei mullah, si oppone alla sua scolarizzazione. Sostenuta da sua madre, donna colta e lungimirante, consegue la licenza liceale. A 13 anni, evita per poco un matrimonio forzato con un mullah. Per rifiutare di unirsi ai suoi fratelli in associazioni di fanatici, per opporsi di continuo a suo padre, Azam è picchiata sempre più spesso.

IL KURDISTAN IRANIANO SI E’FERMATO CONTRO LE IMPICCAGIONI

ImageIl Manifesto, 15 maggio - Le proteste contro l’impiccagione, domenica scorsa nel carcere di Evin, di cinque detenuti politici (quattro kurdi, tra cui una giovane donna, Sirin Elem Hulu) Ferzad Kemanger, Eli Heyderiyan, Ferhad Wekili, Mehdi Eslamian non accennano a diminuire. Giovedì a fermarsi sono state le città del Kurdistan dell’est, in territorio iraniano. Le città di Sine e Mahabad in particolare sono rimaste deserte: i negozi chiusi, le strade vuote, mentre in tutte le università dell’Iran gli studenti hanno boicottato le lezioni. C’è stato uno sciopero generale che ha paralizzato il Kurdistan iraniano.
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