• English
  • French
  • Deutch
  • Italian
  • Arab
  • Spanish
  • Albanian
  • Last Modified: Mercoledì 20 Marzo 2019, 18:23:13.

Iran: L’impiccagione sommaria di 12 prigionieri a Kerman

Khamenei, i pasdaran e gli organi di repressione hanno in mano lo spaccio di stupefacenti in Iran e il suo esporto all’estero
Il regime sanguinario dei mullà in un crimine disumano ha impiccato di massa, il 6 dicembre, 12 prigionieri nel carcere di Kerman con “accusa” dello spaccio della droga. Questo mentre il filo dello spaccio di stupefacenti è nelle mani di Khamenei, i pasdaran e gli organi di repressione del regime.

Questi procurano cosi i miliardi spesi per la loro politica guerrafondaia e di esportazione del terrorismo.
Rouhani, il presidente dei mullà, aveva confessato, due settimane fa, che: “Quando c’è la droga c’è anche il denaro; quando c’è il denaro sporco, c’è anche il riciclaggio in Afghanistan, in Iran, in Turchia e in Europa…” (La TV governativa 21 novembre 2018). Il ministro degli Interni del regime, Rahmani Fazli, prima di Rouhani aveva fatto una confessione ancora più scioccante: “il giro del denaro annuo riguardo gli stupefacenti nel Paese s’ammonta alla cifra 120 miliardi di rial, due terzi del budget per ricostruzioni. Il denaro sporco derivato dallo spaccio della droga penetrano in tutti i settori del Paese; settori politici, settori delle elezioni e nei trasferimenti del potere nel Paese”.

I capi del regime da una parte con lo spaccio della droga hanno messi i giovani nell’inferno della tossicodipendenza, dall’altra parte con la pena di morte di questi diffondano e incutano la paura tra la popolazione. Secondo Garmabi, membro del parlamento del regime “L’età della tossicodipendenza è scesa molto nel paese e la droga si può comprare ad ogni baracca e ad ogni via”. (Il sito del parlamento, 27 luglio 2018). Secondo il vice ministro della pubblica Istruzione e dei Giovani del regime “In Iran ci sono 3 milioni su 23 di giovani che hanno a che fare in qualche modo con la droga”. (La TV governativa, il 12 giugno 2015). Il capo del sedicente organo lotta contro la droga del regime ha dichiarato che il 21% della comunità di 13 milioni dei lavoratori è drogato. (l’agenzia Isna, il 15 ottobre 2018). Il vice presidente della Repubblica del regime per gli Affari femminili ha dichiarato che il 10% dei tossicodipendenti sono donne. (Isna, il 16 giugno 2017). Da notare che questi numeri sono del regime teocratico al potere in Iran e la realtà è ben più disastrosa.

Il regime iraniano ha un ruolo molto attivo nello spaccio della droga nei vari paesi. La scoperta del 270 tonnellate di eroina nel porto di Genova in Italia, partito dal porto di Bandar Abbas (Reuters, l’8 novembre 2018); la scoperta di 712 kg di eroina dai camion iraniani transitati dalla Turchia per arrivare in Europa, (Sito Breitbart, 30 settembre 2018); la scoperta di 45 kg di eroina nei tappeti esportati nell’aeroporto di Leipzig in Germania, (stampa tedesca, il 12 maggio 2018); la scoperta di 150 kg di eroina dai due camion iraniani, che secondo la magistratura tedesca venivano dall’Iran attraverso la Turchia in Germania e che dovevano spacciare il materiale in vari paesi europei, (Il Deutsche Welle, 20 gennaio 2017); la scoperta di 200 kg di eroina da un camion iraniano in Bulgaria, (Stampa dell’8 luglio 2016)…

Il capo della polizia della regione Basra in Iraq crede che l’80% della droga in questa regione provenga dall’Iran e ha dichiarato che: “Oggi il Corpo dei pasdaran procura la moneta occorrente attraverso lo spaccio della droga e l’Iraq è diventato un centro per spacciarlo in altri paesi. La popolazione irachena e gli informati sanno che lo spaccio della droga in Iraq è sotto il controllo del regime iraniano e del Corpo dei pasdaran sostenuto dai paramilitari del Hashd al-Shabi” (Sky news, il 19 novembre 2018)

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 dicembre 2018

 

 

Copyright © 2018 CNRI - Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. All Rights Reserved.
;
0
Shares