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  • Last Modified: Sabato 12 Ottobre 2019, 21:00:22.

Lo sciopero della fame dei due prigionieri politici nel carcere di Orumieh per protestare contro le leggi medioevali del sistema giudiziario iraniano

Ebrahim Khalil Sadighi Hamedani 60enne e suo figlio Salar 22enne stanno in sciopero della fame dal 25 settembre in protesta ai selvaggi trattamenti subiti in carcere e contro le leggi medioevali del regime dei mullà.

Il sistema giudiziaria del regime a cui capo risiede il boia Ebrahim Raisi li ha arrestati e condannati a 16 anni di carcere con l’accusa di essere “membri dei Mojahedin del popolo” e effettuare “propaganda contro il regime”. I due dopo nove giorni di sciopero chiedono di essere trasferiti a Teheran.

Il 19 aprile 2019 il mullà Mahmud Alavi ministro delle Informazione dei mullà ha dichiarato che: “durante l’anno passato abbiamo affrontato 116 cellule dei Mojahedin”. I Mojahedin del popolo aveva annunciato, il 23 aprile 2019, l’arresto di Ebrahim Khalil Sadighi Hamedani e del suo figlio tra gli arrestati del 2018 che si trovavano ancora in carcere.

La Resistenza Iraniana chiede l’intervento tempestivo del Segretario generale dell’ONU, dell’Alto commissariato per i Diritti Umani e del relatore competente e di tutte le organizzazioni della difesa dei prigionieri politici per la liberazione di questi due prigionieri politici in sciopero della fame. Si afferma l’appello della signora Maryam Rajavi presidente eletta del Consiglio nazionale della Resistenza Iraniana per l’istituzione una delegazione internazionale per visitare le carceri iraniane e parlare con i prigionieri politici.

Segretariato del Consiglio nazionale della Resistenza Iraniana

3 ottobre 2019

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