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  • Last Modified: Domenica 03 Novembre 2019, 09:34:16.

Il regime iraniano condanna giornalista a due anni di carcere

Di Mahmoud Hakamian

Il sistema giudiziario del regime iraniano domenica ha condannato un giornalista a due anni di carcere per "aver diffuso false informazioni" e "insultato" il leader spirituale supremo dei mullah e le autorità, ha detto il suo avvocato ai media statali.

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La guardia rivoluzionaria Hassan Abbasi, in un’intervista con la televisione di Stato, ha riconosciuto che durante la rivolta del 2018 circa 4.600 giovani furono arrestati dalle forze repressive.

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Il 19 maggio 2019 il tribunale di Teheran capeggiato dal boia Mohammad Mogheissei ha condannato alla pena di morte un prigioniero politico, Abdollah Ghassempuor con l’accusa “baghi, ribelle contro il governo islamico”, “riunione e complotto contro il sistema” e “appartenenza e propaganda e collaborazione con i Mojahedin del popolo”. 

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Il regime dittatoriale dei mullà, incapace di affrontare i giovani rivoltosi e le cellule della ribellione e i consigli della resistenza popolare in Iran, spaventato dalla situazione esplosiva della società, preoccupato dalle conseguenze dell’inserimento nella lista dei terroristi il Corpo dei pasdaran e le nuove sanzioni, ha nuovamente intensificato l’oppressione e gli arbitrai arresti.

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Il 19 Aprile 2019, dopo l’inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche, Mahmoud Alavi, il Ministro dell’Informazione del regime clericale, ha tentato di sollevare il morale delle depresse forze del regime, rilasciando ridicole dichiarazioni, come quella secondo cui negli ultimi anni la Gestapo dei mullah, seguendo le linee guida di Khamenei, avrebbe fatto compiere ai servizi segreti “svolte epiche”.

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L’ex Ministro degli Esteri ha chiamato in causa l’Occidente per non aver riconosciuto l’eclatante violazione dei diritti umani sotto la presidenza di Hassan Rouhani, in particolare nei riguardi dei membri del gruppo di resistenza iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), tanto più evidente nella recente nomina di Ebrahim Raisi a Capo della magistratura Iraniana.

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