sabato, Settembre 19, 2020
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Il rial iraniano crolla via via che le sanzioni occidentali hanno effetto

La valuta ha perso oltre un quarto del suo valore nel corso della settimana passata, aumentando il timore di una dilagante inflazione.

Al Jazeera, 2 ottobre 2012 – La valuta dell’Iran ha perso oltre un quarto del suo valore rispetto al dollaro nel corso della settimana passata, segno che le sanzioni occidentali stanno avendo un serio impatto sull’economia del paese. Le perdite ammontano a un 17% di caduta in un giorno: il cambio al mercato nero è crollato a circa 34.500 per dollaro, giù da quello di domenica di circa 29.600 secondo i rilevamenti della valuta dei siti web. (Il tasso ufficiale è stato fissato a 12.260 rial per dollaro per diversi anni.)

Il declino sopraggiunge dopo una settimana di colloqui duri alle Nazioni Unite, dove il presidente statunitense Barack Obama ha detto che il suo paese avrebbe “fatto quello che dobbiamo” per arrestare l’acquisizione di armi nucleari da parte dell’Iran, e il primo ministro israeliano Binyamin Netanyahu ha accennato a un attacco militare nell’anno prossimo.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno imposto sanzioni economiche sempre più dure per costringere l’Iran a sospendere il suo programma nucleare. L’Iran continua a sostenere che il programma è pacifico.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica nel suo ultimo rapporto ha detto che l’Iran ha bloccato l’accesso a un sito sospettato di svolgere ricerche connesse alle armi nucleari.

Timore di inflazione

Il collasso del rial segue anche l’apertura da parte dell’Iran di un nuovo “centro di cambio” della valuta a Teheran per rifornire di dollari gli importatori a un tasso speciale. Lo scopo avrebbe voluto essere quello di placare i loro timori sulla disponibilità di dollari, ma può aver avuto l’effetto opposto, aumentando la richiesta di valuta estera.

Alcuni funzionari iraniani hanno insistito sul fatto che il deprezzamento della moneta sarebbe stato temporaneo.

Il centro di cambio è all’opera e quando sarà attuata la successiva fase del piano, il prezzo della valuta scenderà” ha detto Gholamreza Mesbahi-Moghaddam, capo del comitato parlamentare per la progettazione e il bilancio, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Mehr.

L’inflazione, che già corre a più del 25%, subirà quasi certamente un picco con l’indebolimento del rial.

I costi crescenti potrebbero peggiorare la perdita di posti di lavoro, che a quanto dicono gli Iraniani sta colpendo il settore industriale del paese.

Alla fine dello scorso anno, l’Iran disponeva di 160 miliardi di dollari di riserve ufficiali estere, abbastanza da coprire circa 13 mesi di importazione di beni e servizi in tempi normali, secondo il Fondo Monetario Internazionale.

Ma Nader Habibi, economista del Crown Center for Middle East Studies alla Brandeis University negli Stati Uniti, lo scorso mese stimava che al governo restasse una disponibilità compresa tra i 50 e i 70 miliardi di dollari. L’Iran non dà informazioni tempestive sulle proprie riserve.

Victoria Nuland, la portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati uniti, ha detto che il deprezzamento è legato alle sanzioni occidentali.

“Ciò rende l’idea dell’inesorabile e sempre più efficace pressione internazionale che tutti noi stiamo facendo sull’economia iraniana” ha affermato.

Nuland ha proseguito riconoscendo che “ogni deprezzamento della valuta si ripercuote sempre sulle persone che la usano”, ma non ha detto se gli Stati Uniti fossero preoccupati dell’impatto del collasso della valuta sui civili.

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