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  • Last Modified: Martedì 03 Dicembre 2019, 08:25:53.

Editoriale: Fondamentalismo islamico e Iran

Il fondamentalismo islamico, che può manifestarsi nelle strade della Francia, dello Yemen o della Siria, e le sue vittime possono essere diverse, ma si tratta di un unico problema che sta sfidando il mondo.

Può sembrare casuale o non pianificato, ma in realtà viene astutamente promosso e sostenuto da un regime che conta su questo fenomeno per la sua stessa sopravvivenza. L'impronta del regime teocratico iraniano è presente in tutto il panorama del fondamentalismo islamico.

Dopo la sua sconfitta subita dopo 8 anni di guerra con l'Iraq, il regime iraniano ha iniziato ad attuare una politica estera aggressiva, conducendo attività in varie parti del Medio Oriente e persino in Africa. Il regime ha anche inasprito la repressione contro il popolo iraniano, esportando il terrorismo per colpire persone residenti in altri paesi.

In confini non frenano l'estremismo, specialmente quando un regime oppressivo lo diffonde in altre parti del mondo. Il regime iraniano è governato dal fascismo religioso che non può coesistere con il resto del mondo e perciò il regime resterà sempre il nemico delle aspirazioni del mondo.

Questo regime non può applicare una perversa interpretazione della religione a danno dei suoi cittadini, con i religiosi aggrappati al potere, e unirsi al mondo come un partner legittimo. Il regime aderisce ad una ideologia espansionistica che vuole diffondere la sua influenza con ogni mezzo necessario. E vi sono diversi esempi che dimostrano l'attuazione pratica della sua filosofia.

Il regime iraniano si è preso la responsabilità di salvare il brutale dittatore siriano Bashar Assad, fornendogli supporto finanziario, politico e militare. Gli hezbollah filo-iraniani sono attivi nel paese come le altre milizie filo-iraniane in Iraq e Yemen.

Nello Yemen i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, stanno provocando gravi problemi. Da quando al regime è stato consentito l'accesso in Iraq con la scusa dell'ISIS, le sue milizie hanno perpetrato violenze contro le comunità sunnite.

E' ingenuo pensare che il regime sia presente in Iraq per aiutare il popolo iracheno e combattere il terrorismo. E' evidente dal suo modus operandi, che sta lavorando ad un programma che non può conciliarsi con ciò a cui aspirano l'Occidente e il popolo iracheno.

Si potrebbe affermare che l'ascesa dei gruppi terroristici sunniti in Medio Oriente e oltre, sia una reazione al terrorismo filo-iraniano. L'Iran è grandemente responsabile del settarismo nella regione dato che appoggia i suoi complici per attuare la sua visione e crearsi spazio.

La minaccia dell'ISIS, drammaticamente diffusasi negli ultimi tempi, non sarebbe cresciuta se non fosse stato per il ruolo che l'Iran ha avuto in Iraq e Siria. Quando uno stato brutale scatena la violenza contro il suo popolo per conservare il potere senza nessuna autorità legale o morale ed un estraneo come il regime iraniano agevola l'oppressore, la reazione non è affatto una sorpresa. La sua dannosa interferenza ha esacerbato la violenza settaria, permettendo ad Assad di conservare il potere e contribuendo a creare la situazione così come si presenta oggi.

Forse la ragione principale per cui il mondo finora non è riuscito a contenere la minaccia del fondamentalismo islamico, è che non è stato in grado di identificare la fonte del problema. Gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali non hanno riconosciuto il ruolo del regime iraniano nella diffusione del terrorismo. Non sono stati neanche in grado di comprendere il valore simbolico e il supporto ideologico che il regime iraniano fornisce all'estremismo religioso, semplicemente essendo un modello a cui aspirare. Cosa vogliono questi gruppi diversi, con nomi diversi, che operano in diverse parti del mondo? Un califfato in cui vogliono applicare la loro versione della Sharia. Il regime iraniano aderisce e mette in pratica lo stesso concetto e si presenta come un esempio vivente di un luogo in cui i religiosi usurpano il potere in nome della religione, soffocano l'autonomia e le libertà, disprezzano i diritti umani ed opprimono la popolazione criminalizzando ogni cosa e infliggendo pene brutali.

L'Occidente dovrà svegliarsi di fronte alla realtà di questa situazione e comprendere il ruolo disastroso del regime iraniano. Dare legittimità a questo regime attraverso il commercio o la diplomazia è controproducente rispetto agli sforzi fatti per combattere il fondamentalismo.

L'accondiscendenza attraverso le concessioni fatte durante i colloqui sul nucleare servirà solo ad incoraggiare il regime che risponderà intensificando il suo operato. La de-escalation ricercata dall'Occidente non arriverà mai. Sarà molto più facile sconfiggere il fondamentalismo islamico una volta che il nemico sarà stato identificato chiaramente. La comunità internazionale dovrà assicurare la cacciata dell'Iran da Iraq e Siria. La sua presenza in questi paesi minerà tutti gli sforzi positivi e porterà ad una crisi peggiore in futuro.

Infine, il regime iraniano deve essere rovesciato per seccare la sorgente che alimenta il pozzo nero del terrorismo. A questo scopo la comunità internazionale dovrà prestare attenzione alla voce del popolo iraniano. Esso non condivide la visione del regime e continua ad aspirare e a resistere nonostante la grave repressione. Il resto del mondo farà bene a riconoscerlo, a sostenerlo e a fare sua la sua lotta, perché nel suo successo sta la soluzione al problema che il mondo sta affrontando.

 

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