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  • Last Modified: Sabato 17 Agosto 2019, 07:19:07.

Iran: Il regime rivela di avere commesso crimini dei quali accusava la Resistenza

Di Mahmoud Hakamian
I crimini commessi dal regime iraniano sono stati esposti durante un dibattito tra ex funzionari iraniani di fazioni rivali diffuso da media statali, dove avrebbero dovuto discutere questioni di Stato e la storia del regime iraniano.

Mostafa Tajzadeh, ex viceministro degli Interni durante la presidenza di Mohammad Khatami, che è legato al cosiddetto campo "riformista", ha sfidato l'ex deputato Alierza Zakani, noto per i suoi legami con la fazione "conservatrice", che è vicino al leader supremo del regime iraniano Ali Khamenei, su due questioni che hanno tormentato il regime per anni.
Si tratta degli omicidi seriali, conosciuti come gli omicidi a catena, di dissidenti e intellettuali iraniani negli anni '90, dei quali Khamenei in precedenza aveva accusato "nemici stranieri", e dell’esplosione nel 1994 del santuario di Imam Reza, uno dei discendenti del Profeta Maometto, a Mashhad, che il regime ha attribuito alla resistenza iraniana, pur non avendo prove. Dopo l’esplosione, il regime arrestò alcuni cosiddetti ‘membri della Resistenza’ e trasmise confessioni forzate - probabilmente estratte sotto tortura - di persone che affermavano che era stato loro ordinato di compiere l’attentato da leader della Resistenza. Queste confessioni erano false, come è probabile che siano le confessioni trasmesse di persone sottoposte a tortura.
Tajzadeh ha detto: "Riguardo agli omicidi a catena, signor Zakani, chi deve essere denunciato? Chi si è opposto a mantenere la questione sotto silenzio e a risolverla in un altro modo? Hanno suggerito all'onorevole Khatami di realizzare uno schema come a Mashhad, trovare due cosiddetti [membri della Resistenza] e dire che erano loro i colpevoli. Volevano estorcere confessioni in modi che loro conoscono e che noi avremmo dovuto eseguire".
Ciò dimostra che una tattica ricorrente del regime iraniano è commettere crimini contro il popolo iraniano e incolparne la resistenza organizzata e democratica. È un modo per diffamare la Resistenza a livello nazionale e internazionale, quindi il regime lo ha usato molte volte negli ultimi anni.
Funzionari del regime hanno affermato che la Resistenza avrebbe condotto attacchi missilistici contro le proprie basi in Iraq e in Albania, dove sono stati costretti a fuggire dopo che gli attacchi del regime sono diventati troppo gravi, e avrebbe compiuto attentati contro le proprie conferenze in Europa nel 2018, cosa per la quale un diplomatico iraniano è stato arrestato da autorità europee. Il fondatore del regime ed ex leader supremo Ruhollah Khomeini sostenne persino che la Resistenza avesse incendiato i campi e le coltivazioni di agricoltori iraniani.
Ciò dimostra che il regime sa di dover temere la Resistenza iraniana, che presto costringerà i mullah a lasciare il potere e porterà la democrazia in Iran.

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