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  • Last Modified: Sabato 16 Novembre 2019, 15:04:09.

Ad un anno dal recesso degli stati Uniti dal JPCOA, la situazione economica del regime iraniano è disastrosa

Di Mahmoud Hakamian

Alla vigilia del primo anniversario del ritiro degli stati Uniti dal Joint Comprehensive Plan of Action (JPCOA), vediamo che le sanzioni e l’isolamento diplomatico stanno spingendo il regime iraniano sull’orlo del baratro, con scarse speranze che l’Europa possa fare qualcosa per salvare i mullah.

A seguito del ritiro degli Stati Uniti, l’Europa ha presentato uno speciale meccanismo finanziario, chiamato INDEX, per permettere all’Iran di commerciare petrolio in cambio di cibo e beni umanitari, condizionandolo però al rispetto, da parte dell’Iran, degli standard di trasparenza del Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), volti a prevenire il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo.

L’Iran però, nonostante si tratti di qualcosa di perfettamente ragionevole e diversamente da praticamente qualsiasi altro paese, non si è ancora allineato con i suddetti standard, e non ha nessuna intenzione di farlo. Nonostante ciò, il ministro degli esteri Mohammad Javad Zarif si è sentito comunque nella posizione di lamentarsi su Twitter dell’ingiusta persecuzione dell’Iran.

Egli ha scritto: “Un anno dopo l’abrogazione illegale da parte degli Stati Uniti del JPCOA, l’Europa non riesce neppure a trovare la volontà politica di sfidare il terrorismo economico gli Stati Uniti nemmeno istituendo canali bancari per gli aiuti umanitari… Gli E3 sono invece impegnati ad accontentare Donald Trump facendo pressione sull’ONU relativamente alle nostre capacità difensive.”

Il ministro ha persino allegato un articolo sulla ricerca da parte di Regno Unito, Francia e Germania di un rapporto completo dell’ONU sull'attività missilistica iraniana, cosa assolutamente ragionevole dal momento che la risoluzione delle Nazioni Unite riguardante l’accordo sul nucleare, di cui l’Iran è ancora parte, chiede al regime di “non intraprendere nessuna attività collegata ai missili balistici progettati per essere in grado di lanciare armi nucleari”.

L’agenzia di stampa statale IRNA e molte personaggi di alto livello in Iran hanno avvertito il paese, sostenendo che tutte le banche avrebbero evitato di lavorare con l’Iran, mentre Seyed Reza Haji Aghamiri, membro della Camera di Commercio, Industrie, Miniere ed Agricoltura di Teheran, ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero “paralizzare” l’economia iraniana.

Mehdi Pazouki, ex funzionario iraniano vicino alla fazione di Hassan Rouhani, ha affermato che se il GAFI non dovesse venire approvato e la situazione economica dovesse peggiorare, allora il Consiglio per il Discernimento, legato al Leader Supremo Ali Khamenei e responsabile della tenuta in stallo dei progetti di legge, dovrebbe essere ritenuto responsabile dell’intera faccenda. Egli ha anche ammesso che il GAFI non è una soluzione magica perché i problemi economici sono “radicati nella nostra amministrazione e nelle nostre visioni”.

Color che fanno parte della fazione di Khamenei, come il sito web Mashregh News, stanno attaccando chiunque sostenga che si debba accettare il GAFI, dimostrando che i mullah preferisco continuare la loro lotta interna invece che risolvere i problemi del paese.

Ovviamente, la Resistenza Iraniana sottolinea che la trasparenza finanziaria è la minima riforma necessaria, ma che il regime non accetterà neanche quella. L’unica soluzione logica è un cambio di regime.

 

 

 

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