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  • Last Modified: Sabato 19 Ottobre 2019, 13:54:20.

Condizioni orribili per gli infermieri sotto il regime in Iran

Di Mansoureh Galestan

L’Iran si trova ad affrontare una carenza di infermieri, mentre diversi membri della categoria, disoccupati, abbandonano il paese.

In un momento in cui gli ospedali iraniani si trovano di fronte ad una mancanza di personale infermieristico, tanto da portare alla morte di diversi infermieri per l’ingestibile carico di lavoro, secondo la Segreteria Generale dell’Organizzazione Iraniana degli Infermieri, nel paese, sarebbero ben 20.000 gli infermieri disoccupati.

Sharifi Moqadam ha dichiarato all’agenzia di stampa statale Fars che, relativamente al numero di infermieri assunti presso gli istituti ospedalieri, l’Iran risulta essere tra i “paesi arretrati”, sottolineando che “il numero di infermieri che lavorano è persino più basso quello iracheno”.

Questo significa che, in Iran, gli infermieri sono sottoposti ad una pressione maggiore che in qualsiasi altro paese del mondo. Un notevole esempio è che in Iran c’è un infermiere per ogni letto d’ospedale, mentre in Europa ce ne sarebbero dieci per letto.

A pagare il prezzo di questa situazione sono gli infermieri stessi, con la 24enne Saied Alian morta nel mese di Gennaio per l’eccessivo lavoro. L’agenzia di stampa statale ILNA ha riportato che sarebbero altri 20 gli infermieri morti nell’arco di tre anni per l’eccessiva pressione lavorativa.

La scorsa primavera, il viceministro per gli infermieri del Ministero della Salute, aveva dichiarato al sito web statale Eghtesad Online che, secondo gli standard internazionali, all’Iran mancavano tra i 120.000 ed i 150.000 infermieri. La situazione è notevolmente peggiorata dall’eccessivo carico di lavoro di alcuni e dalla disoccupazione degli altri, che spinge molti della categoria ad abbandonare il paese. Nella primavera del 2018 il viceministro Maryam Hazrati dichiarò che erano circa 30.000 gli infermieri iraniani disoccupati e che, solo nell’arco di un mese, 130 di loro erano emigrati in Australia.

(Ovviamente, non è così solo per questa categoria: le statistiche ufficiali riportano che sono tra 150.000 e 180.000 gli iraniani con formazione universitaria che ogni anno lasciano il paese, ovvero 400-500 specialisti al giorno.)

Non solo gli infermieri sono sottoposti ad un eccessivo carico di lavoro, ma sono anche sottopagati. L’agenzia di stampa statale ISNA ha riportato che l’Ospedale Khomeini di Karaj non paga i suoi dipendenti da quasi un anno a causa dei gravi problemi finanziari dovuti alla cattiva amministrazione. L’ospedale, che ha 250 posti letto e che è una delle strutture più attrezzate per l’angiografia di tutto l’Iran, ha un debito di 100 miliardi di toman, e secondo quanto riportato lo strumentario oggi giacerebbe inutilizzato.

Molti infermieri ed altri membri del personale ospedaliero del Khomeini di Karaj e di diversi altri ospedali hanno tenuto dozzine di raduni durante lo scorso anno, per protestare contro i bassi stipendi ed il mancato versamento dei salari. I membri della diaspora iraniana o coloro che supportano gli infermieri possono pubblicizzare le proteste sulla rete o partecipare ad una delle grandi manifestazioni che si terranno in Europa e negli Stati Uniti nei due mesi a venire. La prossima si terrà a Bruxelles il 15 Giugno.

 

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