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  • Last Modified: Giovedì 22 Agosto 2019, 14:39:27.

Il potenziale futuro capo dell’AIEA afferma che il regime iraniano deve essere fermato

Di Mahmoud Hakamian

Rafael Grossi, un diplomatico argentino e candidato alla carica di capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), è entrato nel dibattito con un duro attacco all’accumulo di uranio del regime iraniano.

Il diplomatico ha affermato che l’ente di controllo sul nucleare delle Nazioni Unite deve essere irremovibile nel denunciare qualsiasi inadempienza rispetto all’accordo nucleare del 2015 e deve farlo in quanto è nel suo ruolo verificare il rispetto dei termini dell’accordo.

Ha aggiunto che l’aumento dell’arricchimento dell’uranio da parte del regime iraniano è una questione seria, che deve essere gestita con prudenza per garantire il ripristino della stabilità.
Teheran ha annunciato a maggio che avrebbe intensificato le attività di arricchimento nucleare in violazione dell’accordo del 2015. Questo è accaduto dopo che il presidente Donald Trump, l’anno scorso, ha ritirato dall’accordo gli Stati Uniti, prima di imporre una serie di severe sanzioni al regime.
L’accordo era stato concluso per impedire al regime iraniano di generare tecnologia sufficiente a fabbricare un’arma nucleare, potendo raggiungerne la capacità – secondo alcune analisi – in poco più di un anno.

Parlando al “Financial Times”, Grossi ha affermato che non è chiaro se l’aumento dell’arricchimento dell’uranio sia stato una mossa di protesta contro le sanzioni statunitensi o uno sforzo accelerato deliberato che potrebbe evolversi in una situazione più problematica.
Grossi ha aggiunto: “Queste situazioni si evolvono e cambiano. Non entreremo sicuramente in un abisso o nel nirvana. La vita internazionale è un po’ più complessa. Ma dobbiamo assicurarci di avere tutti gli elementi affinché la diplomazia, in ogni caso, possa evitare una crisi terminale”.
I suoi commenti arrivano sulla scia di una situazione di tensione tra Washington e Teheran.
In altri recenti sviluppi, le Guardie Rivoluzionarie del regime iraniano hanno sequestrato una nave irachena con l’accusa di contrabbando di carburante, arrestando sette marinai, come ha scritto il giornale britannico Express.
Agenzie di stampa locali hanno riferito che l’operazione è stata effettuata mercoledì scorso vicino a Farsi e che la nave cisterna sarebbe stata portata in un porto nell’Iran sud-occidentale.

Il ministro del Petrolio iracheno ha dichiarato di non avere alcun legame con la nave, e funzionari del porto hanno riferito all’agenzia Reuters che la nave potrebbe appartenere a una compagnia di navigazione privata di proprietà di un commerciante iracheno.
Il mese scorso nello Stretto di Hormuz anche la petroliera britannica “Stena Impero” era stata sequestrata dal regime iraniano, dopo essere stata circondata da navi ed elicotteri dell’IRGC. Tale azione era stata condannata dal governo britannico e l’allora segretario agli Esteri Jeremy Hunt aveva aggiunto che ci sarebbero state serie conseguenze se il regime iraniano non avesse rilasciato la nave – cosa che tuttora non è avvenuta.
Il regime iraniano ha anche abbattuto un drone di sorveglianza degli Stati Uniti su acque internazionali, mentre le tensioni raggiungono il punto di ebollizione.

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