• English
  • French
  • Deutch
  • Italian
  • Arab
  • Spanish
  • Albanian
  • Last Modified: Martedì 03 Dicembre 2019, 08:25:53.

EDITORIALE – La designazione di Zarif è l’ultimo chiodo sulla bara del mito del mullah moderato

Giovedì scorso, il governo degli Stati Uniti ha imposto sanzioni al ministro degli Esteri del regime iraniano, Mohammad Javad Zarif.
“Il ministro degli Esteri Zarif e il Ministero degli Esteri da lui gestito ricevono le direttive dal Capo Supremo e dal suo ufficio.

Il Ministro degli Esteri Zarif è un esecutore chiave delle politiche dell’ayatollah Khamenei nella regione e in tutto il mondo” – ha dichiarato il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Per quattro decenni, la Resistenza iraniana ha sottolineato che non vi sono cosiddetti “moderati” o “riformisti” nella dittatura fascista iraniana. Ora, dopo 40 anni di opposizione e perseveranza da parte del popolo iraniano e della Resistenza, e dopo continue e inesorabili rivelazioni da parte di quest’ultima, il mondo ha capito che dietro a queste cortine di fumo non c’è altro che la natura perversa del sistema di Velayat-e Faqih (regola religiosa assoluta).
Dopo aver esaurito tutte le sue opzioni con il regime iraniano e dopo i terribili errori delle precedenti amministrazioni, gli Stati Uniti sono finalmente e inevitabilmente giunti a vedere la vera natura di questo regime.

Zarif era il guanto di velluto sulla mano di ferro del regime criminale, che ha giustiziato 120.000 prigionieri politici, adottato il terrorismo come propria politica estera standard, alimentato incessantemente la fiamma della guerra nella regione e cercato di produrre e acquisire armi di distruzione di massa. In tutti questi anni, il ruolo di Zarif è stato giustificare e facilitare queste politiche criminali. Svolse un ruolo chiave nel convincere l’Unione Europea e gli Stati Uniti a designare illegalmente l’OMPI (MEK) come organizzazione terroristica (una designazione che è stata revocata dalle corti d’appello statunitensi ed europee) e bombardare i campi MEK nella guerra in Iraq del 2003. I “diplomatici” del regime iraniano ebbero direttamente e indirettamente un ruolo chiave anche nell’incoraggiare gli Stati Uniti ad iniziare quella guerra distruttiva, che ha avuto un solo vincitore: il regime dei mullah.

“Javad Zarif sovrintende a un Ministero degli Esteri che si è coordinato con una delle entità statali più nefaste del regime iraniano, la Forza Qods dell’IRGC (IRGC-QF), designata ai sensi della normativa su terrorismo e diritti umani”, ha detto correttamente il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Steven Mnuchin in una dichiarazione.

Zarif, che essenzialmente non è diverso dal comandante della Forza Quds della Guardia Rivoluzionaria (IRGC), Qassem Suleimani, era stato ritratto come un “moderato” e un “diplomatico esperto” dalla precedente amministrazione degli Stati Uniti. Sfortunatamente, questa aveva attribuito a Zarif tali titoli dopo aver chiuso un occhio sui crimini di quel regime medievale con la speranza di ammorbidirlo.

Le sanzioni contro Zarif rappresentano un’enorme battuta d’arresto per il regime iraniano e un colpo fatale alla cortina fumogena che questo regime brutale si era prefissato di utilizzare per compiacere i sostenitori della politica di condiscendenza. Tale cortina di fumo è stata ora distrutta.
Non c’è da stupirsi che il presidente del regime Hassan Rouhani abbia dichiarato: “Stanno parlando di negoziazione e allo stesso tempo sanzionano il ministro degli Esteri [...] Se vogliono negoziare, c’è qualche canale diverso dal Ministero degli Esteri?”.
A questo punto, due fatti importanti meritano attenzione.
In primo luogo, è tempo che l’Europa riconosca le realtà comprovate e si ponga al fianco del popolo iraniano, dei popoli della regione e delle coscienze risvegliate del mondo contro questo regime, che è la piaga dell’umanità contemporanea. L’UE deve mettere da parte l’assurdo miraggio che esista una fazione moderata all’interno del regime iraniano.

In secondo luogo, negli ultimi quattro decenni la politica di condiscendenza ha provocato enormi danni al popolo iraniano e alla pace e tranquillità nella regione. Gli effetti di questa politica di lunga data devono essere identificati, rettificati e compensati.
Come è stato più volte evidenziato dalla signora Maryam Rajavi, presidente-eletta della Resistenza iraniana, il modo per fermare e correggere questa politica è riconoscere il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), la principale vittima della politica di condiscendenza, come alternativa democratica al regime.

Copyright © 2018 CNRI - Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. All Rights Reserved.
;
0
Shares