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  • Last Modified: Sabato 18 Gennaio 2020, 07:55:22.

IRAN: il nuovo cyber-scandalo del regime dei mullah

Un falso Segretario Generale della Presidenza francese su Twitter

Smentita dell’Eliseo: Questo non è l’account Twitter di Alexis Kohler, lui non ne ha

Il regime clericale in Iran, vacillante per le sanzioni internazionali e per le rivolte contro la sua presenza maligna in Iraq e in Libano, e incapace di contrastare le crescenti attività della Resistenza iraniana dentro e fuori dall’Iran, ha nuovamente fatto ricorso a falsi account sui social media per diffondere notizie fallaci e aumentare il morale delle sue forze sfiduciate.

Il 4 novembre sera e il 5, siti appartenenti al Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) del regime e a suoi agenti, citando un falso account Twitter con il nome di Alexis Kohler, hanno scritto: “Il Segretario Generale della Presidenza francese ha annunciato che i Mojahedin [Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran, OMPI / MEK] saranno presto espulsi dalla Francia!”.
La mattina del 5 novembre, tuttavia, il Palazzo dell’Eliseo ha smentito il rapporto, aggiungendo che l’account Twitter citato non apparteneva ad Alexis Kohler e che questo funzionario francese non ha un account Twitter.

L’Agenzia France Presse (AFP) ha scritto che i tweet di @Alexis_Kohler sono stati presentati come se riflettessero la posizione dell’Eliseo attraverso il suo Segretario Generale. Alla domanda dell’AFP, l’Eliseo lo ha negato e ha precisato: “Questo non è il suo account Twitter. Inoltre, egli non ha alcun account Twitter”.
In una dichiarazione del 4 novembre, la Commissione per la Sicurezza e l’Antiterrorismo del CNRI ha affermato che queste menzogne sono la riproposizione di trucchi senza scrupoli del regime iraniano, che ha pubblicato sei falsi tweet sotto il nome di Alexis Kohler, Segretario Generale della Presidenza francese. Quell’account Twitter non verificato era stato creato nel febbraio 2014 ed era rimasto inattivo senza pubblicare alcun tweet fino a tre mesi fa. Da allora sono stati pubblicati solo 46 tweet da tale account, 40 dei quali costituiti da materiale pubblico copiato e incollato. Gli unici tweet originali sono i sei tweet pubblicati il 30 ottobre contro l’OMPI / MEK.

È da notare che tutti e sei i tweet sono stati pubblicati contemporaneamente alle 4:06, ora di Parigi, il che mostra chiaramente che la fonte non era la Presidenza francese, ma l’esercito cibernetico del regime iraniano. Nessuno dei sei falsi tweet del MOIS appare su siti Web o altri media ufficiali del governo francese.
In una tattica spesso ripetuta, l’esercito cibernetico del regime crea account falsi e li mantiene inattivi fino al momento in cui decide di apportare le modifiche necessarie e di usarli. Poiché i media e le altre piattaforme di social media hanno riconosciuto che questo account era falso e lo hanno ignorato, i siti Web MOIS hanno tentato di rigurgitare i tweet dopo sei giorni.

In precedenza, il 23 luglio 2019, l’IRGC aveva pubblicato un falso rapporto, sostenendo che in una serie di tweet Pierre Cochard, “un diplomatico francese residente in Israele”, aveva segnalato una visita in Israele da parte della signora Maryam Rajavi “finalizzata a incontrare il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il capo del Mossad”. Successivamente, il Ministero degli Esteri francese ha dichiarato: “Il console generale di Francia a Gerusalemme, sig. Pierre Cochard, è stato sottoposto a un furto di identità su Twitter”.

Il 25 luglio 2019, il quotidiano francese “Le Monde” ha citato esperti di social media scrivendo: “Da due anni, l’Iran ha fatto un investimento importante sul furto cyber e sulla diffusione di informazioni fuorvianti [...]. Una delle tattiche include la creazione di account falsi di funzionari stranieri per pubblicare notizie e informazioni favorevoli all’Iran [...]. Il profilo del console generale francese potrebbe essere collegato a una rete più ampia che comprende centinaia di account falsi. […] account falsi collegati all’Iran [...] cercano di indurre in errore persone negli ambienti politici e i media, e in generale perseguono una strategia più mirata per espandere la sua influenza”.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
Commissione per la Sicurezza e l’Antiterrorismo
5 novembre 2019

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