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  • Last Modified: Sabato 20 Luglio 2019, 18:10:58.

Le donne partecipano pesantemente alle proteste in Iran

Le donne iraniane hanno partecipato ampiamente alle proteste in tutto il paese lunedì, martedì e mercoledì, secondo le notizie. Ciò non sorprende perché le donne sono state a lungo la forza trainante del cambiamento politico in Iran, come si è visto durante la Rivoluzione per deporre lo scià, che è stata dirottata dai mullah e la rivolta iniziata nel dicembre 2017. Infatti, la Resistenza Iraniana è anche guidata da una donna, Maryam Rajavi, e le donne godono di innumerevoli posizioni di potere all'interno della Resistenza, rispetto a poche e lontane opportunità nel regime.

Gli insegnanti continuano a scioperare in Iran

Le proteste anti-regime sono all'ordine del giorno in Iran dallo scorso anno, ma sono gli scioperi e le manifestazioni degli insegnanti iraniani che sono particolarmente notevoli, dato il loro impegno a migliorare la vita delle generazioni future attraverso il cambio di regime e l'istruzione.

Campagna di dirottamento informatico: si sospetta che sia collegata al regime iraniano

Venerdì scorso, il Quartier Generale del Governo per le Comunicazioni (GCHQ), l’organizzazione di intelligence e sicurezza responsabile di fornire garanzia di sicurezza delle informazioni al governo ed alle forze armate del Regno Unito, ha avvertito di stare investigando su “una campagna di dirottamento su larga scala che interesserebbe governi ed organizzazioni commerciali in tutto il mondo.”

Iran: La confessione di Salehi di avere mentito e nascosto dati nei colloqui con i P5+1 su ordine di Khamenei

È necessario che la comunità internazionale sia ferma di fronte ai 30 anni di violazione del diritto internazionale e di inganni del regime iraniano
Ali Akbar Salehi, capo dell’Agenzia Atomica del regime dei mullah, ha affermato in una confessione senza precedenti che i mullah hanno mentito nei negoziati nucleari con i Paesi P5 + 1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania) sul sito nucleare di Arak e di fatto hanno nascosto una parte delle apparecchiature vietate.

La Conferenza in Polonia un’opportunità per affrontare la minaccia del regime iraniano

Di Mahmoud Hakamian
Dal suo insediamento, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha adottato una dura retorica e politiche ferme contro l’Iran. È uscito dall’accordo nucleare sbagliato del 2015, formalmente conosciuto come il Piano d’Azione Complessivo Globale (JCPoA), e ha reimposto le pesanti sanzioni economiche che erano state revocate al momento della firma dell’accordo.

Rouhani ammette che non esiste una stampa libera in Iran

Il presidente del regime iraniano, Hassan Rouhani, ha riconosciuto che non esiste una stampa libera in Iran, durante un incontro con i vertici del ministero dell'informazione e delle telecomunicazioni, lunedì, in cui dice che sembra che tutti i media del paese siano gestiti dallo stato .

È lo Spiegelgate il peggiore scandalo della stampa occidentale?

Comunicato stampa – 7 gennaio 2019

Cosa dire della campagna di disinformazione dell’Iran?
Le rivelazioni sull’inganno del giornalista Claas Relotius, un redattore della prestigiosa rivista tedesca “Der Spiegel”, hanno scioccato i sostenitori della stampa libera. Ora è diventato evidente che la maggior parte dei 60 servizi di Relotius per le quali aveva vinto numerosi premi giornalistici erano basate su bugie.

Editoriale: il cambiamento è all’orizzonte

Nel 2018 l’Iran è stato teatro di numerose proteste, iniziate nel mese di Dicembre 2017 e continuate per tutto l’anno seguente, periodo durante il quale il popolo iraniano si è assicurato che venisse mantenuto lo slancio iniziale, gridando a gran voce la sua insoddisfazione nei confronti del regime clericale: non è certo un segreto che il popolo speri in un cambio di regime.

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