sabato, Agosto 8, 2020
Home Notizie Resistenza Iraniana FIDU scrive al Primo Ministro Giuseppe Conte sulle proteste dell'Iran

FIDU scrive al Primo Ministro Giuseppe Conte sulle proteste dell’Iran

Oggetto: Appello per la vita e la libertà dei cittadini iraniani

Onorevole Presidente del Consiglio,

la FIDU – Federazione Italiana Diritti Umani segue con attenzione quanto sta accadendo in Iran, dove dal 15 novembre sono in corso in decine di città di tutto il Paese estese manifestazioni di protesta, scatenate dalla decisione di quel governo di triplicare improvvisamente il prezzo dei carburanti.

Tale decisione, come Ella sa, non è che uno dei molti segni di una situazione di grave crisi politica, oltre che economica e sociale, che da anni il regime degli ayatollah tenta di controllare con la sola repressione. Nei primi cinque giorni di protesta, sono ormai oltre 200 i dimostranti uccisi dalla milizia Bassiji e dalle altre forze repressive in città quali Teheran, Shiraz, Isfahan e Khorramshahr, mentre si segnalano anche migliaia di feriti e di arrestati.

Le “Guardie della Rivoluzione Islamica” hanno aperto il fuoco contro manifestanti pacifici, che comprensibilmente chiedevano con coraggio la fine di un regime autoritario responsabile non solo del crollo economico di un Paese che è fra i maggiori produttori di petrolio al mondo, ma anche di violazioni sistematiche dei diritti umani, di gravissima corruzione e di violente discriminazioni delle donne e delle minoranze etniche, religiose e linguistiche.

Dopo che molti governi democratici, fra i quali la Francia e gli Stati Uniti, hanno espresso ferma condanna per la sanguinosa repressione delle manifestazioni da parte del regime iraniano, riteniamo che la gravità della situazione richieda un’analoga, decisa presa di posizione da parte dell’Italia, che ha nei diritti umani e civili un pilastro della propria Costituzione così come del proprio impegno nella comunità internazionale.

Chiediamo, Signor Presidente, che il governo italiano condanni nettamente la sanguinosa repressione dei manifestanti in atto in Iran e le palesi violazioni da parte di quel regime delle libertà civili sancite dal Diritto internazionale. Confidando che Ella voglia accogliere il nostro appello, Le porgiamo distinti saluti.

Il presidente Prof. Antonio Stango

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