domenica, Ottobre 25, 2020
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Lord Alton: “La Resistenza Iraniana garantirà libertà ai cristiani nel futuro Iran

CNRI – Il parlamentare britannico Lord Alton of Liverpool ha scritto un articolo d’opinione venerdì per Independent Catholic News, sottolineando perché ritiene che sostenere la Resistenza Iraniana garantirà che in un futuro Iran libero, la comunità cristiana, insieme alle altre minoranze etniche e religiose, potrà prosperare in Iran.

Nel suo articolo del 29 Luglio 2016, Lord Alton ha scritto: Nel suo ultimo rapporto aggiornato sull’Iran, Human Rights Priority Country, pubblicato il 21 Luglio, il Foreign and Commonwealth Office ha precisato ancora una volta che “nonostante la costituzione iraniana riconosca ufficialmente 3 religioni oltre l’Islam, cristianesimo, giudaismo e zoroastrismo, le minoranze religiose e persino i musulmani non-sciiti subiscono molestie e persecuzioni in Iran. 

Da molti anni la terribile situazione delle minoranze religiose in Iran, in particolare quella della comunità cristiana, è una questione prioritaria per me e per molti miei colleghi al Parlamento. Abbiano anche messo in evidenza la terribile situazione dei baha’i, che vengono uccisi, giustiziati, torturati o arrestati e delle decine di migliaia che hanno perso il lavoro, l’accesso all’istruzione ed altri diritti, unicamente a causa del loro credo religioso.

Ai cristiani in Iran è vietato praticare apertamente la loro fede o promuovere la loro religione.

Qualunque tentativo a questo scopo viene interpretato dal regime teocratico come un atto “illegale”, teso a minacciare la sicurezza “della Repubblica Islamica” e a “diffondere propaganda contro il sistema”. Ciò fa sì che la comunità cristiana venga sistematicamente tormentata e intimidita dagli organi repressivi di sicurezza, come il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie.

E allora l’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948? L’art. 18 ribadisce la libertà di credo e di religione, il diritto a credere, a non credere o a cambiare il proprio credo, ma viene onorato in Iran solo con la sua violazione.

Questa realtà fa dell’Iran uno dei 10 luoghi del mondo più inospitali per i cristiani e negli ultimi anni, molti sacerdoti, pastori e credenti cristiani hanno subito l’arresto e lunghe condanne detentive per falsi reati dai nomi altisonanti.

Due giorni dopo che il Foreign and Commonwealth Office ha reso nota la sua valutazione sui diritti umani, sono apparse notizie sulla terribile situazione di una prigioniera cristiana, Maryam Naghash Zargaran, a cui è stato negato il rilascio senza condizioni da un tribunale iraniano, su richiesta del Ministero dell’Intelligence iraniano (MOIS).

Il caso di Maryam, e del suo collega Saeed Abedini, illustra ciò che sta avvenendo ai cristiani in Iran, mentre il mondo sceglie di guardare da un’altra parte.

Maryam è detenuta nel carcere di Evin a Teheran e sta scontando una pena a quattro anni di reclusione per “atti contro la sicurezza nazionale”.

Maryam era già stata arrestata a Gennaio 2013 per motivi legati al suo lavoro in un orfanotrofio, insieme al pastore cristiano Saeed Abedini, liberato da un carcere iraniano a Gennaio nell’ambito di uno scambio di prigionieri irano-americani.

All’inizio di Luglio Maryam ha iniziato uno sciopero della fame e, tranne per una breve sospensione dovuta a cure mediche urgenti, ora è al suo ventesimo giorno di sciopero della fame e le sue condizioni stanno suscitando grande preoccupazioni ad amici e familiari.

Lo staff della prigione ha confermato che la pressione sanguigna di Maryam è molto bassa, che ha dolori e insensibilità ai piedi, possibili primi sintomi di sclerosi multipla, che che sta soffrendo psicologicamente per le conseguenze della sua detenzione.

Maryam lavorava con Saeed Abedini, un pastore cristiano irano-americano, arrestato mentre stava costruendo un orfanotrofio in Iran (suo paese di origine) nel 2012 era con l’accusa di aver creato chiese domestiche.

A Giugno, dopo il suo rilascio, Abedini si è unito a decine di migliaia di iraniani che hanno partecipato alla manifestazione annuale del movimento di opposizione democratica iraniano, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) a sostegno di un Iran libero e democratico.

Nel suo discorso Abedini ha raccontato le torture e l’orrore che lui e molti altri prigionieri di coscienza hanno dovuto sopportare nelle carceri iraniane.

Ha ricordato quando le guardie carcerarie gli hanno detto che non sarebbe mai uscito vivo di prigione e di come sia stato lasciato in isolamento per essersi rifiutato di rendere confessioni false. Nel raccontare questo orrore, ha parlato di quando ha visto altri prigionieri portati via per essere impiccati.

Tuttavia Abedini ha anche ribadito che proprio la sua presenta alla manifestazione quel giorno, dimostrava che ogni atto di resistenza sarà una vittoria per la libertà.

Ha ringraziato la Presidente eletta del CNRI Maryam Rajavi per il suo costante sostegno dei diritti democratici degli iraniani e delle minoranze religiose, compresa la comunità cristiana.

Poco prima della manifestazione di Parigi, circa 80 leaders della chiesa del Regno Unito e degli Stati Uniti, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta esprimendo la loro “grave preoccupazione” per come i governanti iraniani stanno perseguitando i cristiani.

“La repressione dei cristiani non solo continua, ma è stata intensificata durante la presidenza di Hassan Rouhani”, dice la dichiarazione, aggiungendo che “In tali circostanze, noi chiediamo a tutti i paesi occidentali di considerare la deplorevole situazione dei diritti umani in Iran ed in particolare della dolorosa situazione dei cristiani, con l’intensificarsi della loro repressione, nell’intraprendere le loro relazioni con l’Iran”.

L’ex-vescovo di Oxford, il Rev. John Pritchard, anch’egli sostenitore della dichiarazione, era tra gli illustri personaggi politici e i parlamentari che hanno partecipato alla più grande manifestazione degli iraniani  per un Iran libero e democratico.

Nel suo discorso il Vescovo Pritchard ha detto: “Sono lusingato di far parte di un evento tanto straordinario… La persecuzione delle minoranze religiose e ciò per cui questo regime è conosciuto. In chiara opposizione al regime iraniano, noi abbiamo Maryam Rajavi, che simboleggia l’armonia interreligiosa tra cristiani e musulmani. Io sono assolutamente con voi e vi auguro ogni successo”.

Nei loro discorsi alla manifestazione, oratori religiosi e laici hanno evidenziato la piattaforma democratica in 10 punti di Maryam Rajavi per il futuro Iran che, non solo promuove i diritti umani, la parità tra i sessi e la libertà per tutti i cittadini iraniani, ma prevede anche la fine della discriminazione delle minoranze etniche e religiose del paese.

È davvero unico per una donna musulmana guidare un’opposizione organizzata contro un regime teocratico e presentare una piattaforma tanto progressista.

Io non ho alcun dubbio che sia nel migliore interesse di chiunque abbia a cuore il diritto di avere un credo religioso, me che riconosce anche i diritti di quelli che non ce l’hanno, di appoggiare la coraggiosa Maryam Rajavi e la sua piattaforma democratica in 10 punti per l’Iran.

La grandezza di una nazione può essere misurata dal modo in cui tratta le sue minoranze, da come riconosce la diversità e da come protegge la pluralità. Al posto di una tossica ideologia teocratica, che diffonde l’odio e che uccide, arresta, tortura e reprime coloro che dissentono, un Iran libero e democratico può essere un faro per il resto del mondo.

Come ha detto Maryam Rajavi nel suo recente messaggio ai leaders cristiani del mondo: “La Sacra Bibbia ci insegna a sostenere ed a soccorrere gli oppressi… Impariamo a farlo bene! Ricercate la giustizia, soccorrette gli oppressi (Isaia 1:17)”.

Il Professor Lord Alton of Liverpool è membro indipendente della Camera dei Lords e membro del British Parliamentary Committee for Iran Freedom, www.iran-freedom.org. Scrive inoltre i suoi articoli su https://davidalton.net/

 

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