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Maryam Rajavi: “Il trasferimento dei residenti di Camp Liberty: un impedimento strategico per il regime teocratico Iraniano”

Appello per una nuova era di cambiamento e di progresso

Un’enorme folla di iraniani ha celebrato la felice conclusione del trasferimento dei residenti di Camp Liberty, dall’Iraq in Europa, nell’ufficio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ad Auvers-sur-Oise sabato 10 Settembre 2016, con una cerimonia che si è tenuta alla presenza di personalità francesi, europee ed arabe. 

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, ha definito questo trasferimento “un impedimento strategico per il regime teocratico”, aggiungendo che le campane suonano e chiedono un cambiamento verso un’era di progresso e sviluppo.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “In questi 14 anni, grazie alla resistenza del PMOI e dei suoi membri ad Ashraf e a Camp Liberty, e alla incessante campagna politica ed internazionale, i piani del regime teocratico per distruggere e annientare la Resistenza Iraniana sono stati sventati. Perciò il movimento del popolo iraniano per la libertà ha fatto un essenziale passo avanti contro il regime teocratico. I piani del regime per garantirsi la sua stessa sopravvivenza grazie all’eliminazione fisica del PMOI/MEK sono stati sventati.

Molte personalità politiche, vecchi amici della Resistenza Iraniana e fedeli difensori di Ashraf, hanno partecipato alla cerimonia. Tra questi Sid Ahmad Ghozali, ex-Primo Ministro d’Algeria, Alejo Vidal Quadras, Presidente del Comitato Internazionale In Search of Justice (ISJ) ed ex- Vice Presidente del Parlamento Europeo, Ingrid Betancourt, ex-candidata alle presidenziali della Colombia, Madame Annisa Boumediene, esperta di Islam ed ex-first Lady d’Algeria, Tahar Boumedra, ex-Capo dell’Ufficio Diritti Umani dell’ONU  della Missione di Assistenza in Iraq ed incaricato del caso di Ashraf, il vescovo Jacque Gaillot e Jean-Pierre Muller, sindaco di  Magny-en-Vexin e presidene del Comitato dei Sindaci contro il Fondamentalismo e per i Diritti Umani, Pierre Bercis, Presidente della New Human Rights Foundation e lo Sceicco Dahou Meskine, Segretario generale del Comitato Congiunto dei Musulmani contro il Fondamentalismo e in favore dei Diritti Umani.

Tutti si sono congratulati con Maryam Rajavi e con la Resistenza Iraniana, definendo i 14 anni di resistenza del PMOI ad Ashraf e Liberty “un esempio storico”.

In un altro momento del suo discorso Maryam Rajavi ha detto: “Il regime apparentemente voleva espelle i Mojahedin dell’Iraq per allontanarli dal confine iraniano. Ma la vera intenzione dei mullah era il loro annientamento o la loro resa al potere dei mullah. I falsi mandati di arresto emessi dalla magistratura irachena, i piani per l’estradizione e le “red notices” trasmesse all’Interpol, volevano contribuire allo stesso scopo.

Ma il PMOI ha resistito di fronte ad un crudele assedio. Ha mantenuto vive le fiamme della lotta per la libertà e ha tenuto alta la bandiera del movimento per il rovesciamento del regime del velayat-e faqih. Ha preservato il morale, l’attivismo e il patrimonio strategico della nazione iraniana tra le più orrende crisi in Medio Oriente”.

Maryam Rajavi si è detta ammirata dalla potente catena di solidarietà e di sostegno creata per i residenti di Ashraf e Camp Liberty in tutti i cinque continenti ed ha aggiunto: “E’ stato il grande potere della coscienza che ha fatto correre in aiuto della resistenza gente di tutto il mondo e che ha impedito un disastro ancora maggiore”.

Riferendosi al movimento per ottenere giustizia per le vittime del massacro del 1988 in Iran, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha asserito: “Un nuovo capitolo si è aperto ora, caratterizzato da un progresso maturo per il rovesciamento del velayat-e faqih”.

Ed ha aggiunto: “Non è senza motivo che proprio ieri il mullah Ahmad Jannati, capo dell’Assemblea degli Esperti e del Consiglio dei Guardiani del regime, ha messo da parte tutte le considerazione e ha detto: ‘Se al PMOI fossero state date altre opportunità e i suoi membri non fossero stati massacrati, avrebbe sradicato il regime’. Quindi la questione non era l’Islam o il Corano, ma la difesa del regime e del suo potere con ogni mezzo. Ma lasciatemi essere chiara con Khamenei e con il suo regime: ‘La Resistenza Iraniana ora è preparata, è centinaia di volte più forte ed è più esperta per continuare la sua lotta”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Settembre 2016

 

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