martedì, Settembre 29, 2020
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Primo Ministro albanese dichiara: il nostro paese non cambierà approccio nei confronti del gruppo di opposizione iraniano dei Mojahedin del Popolo

Il Primo Ministro albanese Edi Rama e Jens Stoltenberg, il Segretario Generale della NATO, a Bruxelles il 29 Gennaio

Di Mahmoud Hakamian

Mercoledì il Primo Ministro albanese Edi Rama ha reiterato che il suo paese non cambierà il proprio approccio nei confronti del gruppo di opposizione iraniano dei Mojahedin del Popolo Iraniano.

Il Primo Ministro Rama ha fatto l’annuncio ad una conferenza stampa congiunta con Jens Stoltenberg, Segretario Generale della NATO, a Bruxelles, il 29 Gennaio.

Il Primo Ministro Rama ha anche fatto riferimento alla recente espulsione dei due cosiddetti “diplomatici” del regime, di fatto terroristi , per “attività incompatibile con il loro status di diplomatici”, frase usata in precedenza nei casi di spionaggio. I terroristi in questione sono stati identificati come Mohammad Ali Arz Peimanemati e Seyed Ahmad Hosseini Alast. L’Albania aveva precedentemente espulso, nel Dicemebre 2018, anche l’ambasciatore del regime Gholamhossein Mohammad Nia e Mostafa Roudaki, membro del Ministero dell’Informazione del regime.

Il Primo Ministro Rama ha dichiarato: “L’Albania ha accettato di dare rifugio a diverse migliaia di persone le cui vite erano state minacciate dal regime di Teheran. È parte di ciò che siamo, della nostra tradizione. È stata per noi anche un’operazione umanitaria. Non modificheremo né le nostre tradizioni né il nostro approccio nei confronti di queste persone. Per quanto concerne le attività criminali in Albania, abbiamo espulso i diplomatici e le altre persone che svolgevano attività che non rientravano in quelle normalmente svolte dai diplomatici”.

L’Albania ha accettato di ospitare circa 3.000 membri dei Mojahedin del Popolo. Precedentemente al loro trasferimento in Albania, i membri dei Mojahedin del Popolo si trovavano a Camp Liberty, in Iraq, dove erano vittime di continui attacchi dal regime iraniano e di un inumano assedio, in cui veniva loro negato l’accesso alle strutture sanitarie ed ai farmaci. Prima di venire trasferiti a Camp Liberty, i membri dei Mojahedin del Popolo risiedevano in quella che era da trent’anni la loro casa: Camp Ashraf. Tuttavia, nel 2009, quando gli Stati Uniti ritirarono le proprie forze dall’Iraq, affidarono la sicurezza dei Mojahedin al governo iracheno, guidato dal Primo Ministro Nouri al-Maliki, un agente del regime iraniano. Maliki impose da subito un embargo medico a Camp Ashraf e portò avanti diversi attacchi ai danni dei membri dei Mojahedin del Popolo, nonostante essi godessero dello status di “persone protette” secondo la IV Convenzione di Ginevra. Maliki costrinse i Mojahedin a trasferirsi a Camp Liberty, un campo molto più piccolo, dove sarebbero potuti essere facilmente colpiti dai missili. Il piano del regime era quello di massacrare tutti i membri dei Mojahedin in Iraq o dincostringerli alla resa nei confronti della teocrazia al potere in Iran, imponendo loro condizioni di vita durissime. Tuttavia questo piano fallì grazie alla risolutezza dei membri dei Mojahedin, alla campagna internazionale guidata dalla Sig.ra Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, all’aiuto di personalità illustri, e ovviamente, al ruolo guida dell’Albania, che accettò di ospitare i membri dei Mojahedin del Popolo.

 

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