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  • Last Modified: Sabato 17 Novembre 2018, 09:19:41.

Iran: Un tentativo fallito di coprire il regime terrorista di Teheran

In una lettera a The Guardian del 9 Novembre Struan Stevenson, coordinatore di Campaign for Iran Change, ha descritto l’articolo di Reza Marat su questo giornale “privo di imparzialità giornalistica e a sostegno di un regime colmo di repressione verso il popolo iraniano e di terrorismo nella regione e nel mondo”.
Citandone alcuni brani, Stevenson aveva scritto una lettera all’editore del Guardian dicendo: 

Seconda Lettera al ‘Guardian’: Messa in guardia contro i piani del regime iraniano per sfruttare il giornale e preparare il terreno per atti di terrorismo contro l’opposizione

Signora Katharine Viner
Direttrice “The Guardian”

Cara signora Viner,
scrivo questa lettera per attirare la Sua attenzione sull’azione sospetta del signor Aaron Reza Merat, che si presenta come giornalista del ‘Guardian’. Le chiedo di non lasciare che il ‘Guardian’ si allontani dall’obiettività giornalistica diventando una piattaforma di ostilità verso il popolo iraniano e la sua resistenza o preparando il terreno per atti terroristici contro di loro.

Monito della Resistenza Iraniana al Guardian: il regime iraniano è intenzionato a sfruttare la testata per preparare il terreno ad atti terroristici contro l’opposizione

Vi prego di notare le due lettere sotto riportate, inviate entrambe dal portavoce dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) all’Editore del Guardian; queste due missive avvertono circa il tentativo da parte del regime iraniano di trasformare il Guardian, servendosi di persone sotto le spoglie di giornalisti, in una tribuna per la demonizzazione dei Mojahedin e della Resistenza Iraniana, ponendo così le basi per atti terroristici contro l’opposizione.

La Resistenza iraniana continua la campagna per il cambio di regime

La principale opposizione al regime iraniano, l’Organizzazione del Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI / MEK) e altri gruppi associati stanno espandendo le loro attività in tutto l’Iran. Le loro richieste di cambio di regime stanno diventando sempre più forti nonostante il grave pericolo cui si stanno esponendo. I dissidenti e gli oppositori politici in Iran affrontano le pene più severe. Non solo essi rischiano l’arresto, la tortura, la reclusione e persino l’esecuzione, ma anche le vite delle loro famiglie sono a rischio.

L'influenza dei Mojahedin del Popolo ( PMOI / MEK ) sui giovani studiosi iraniani è seria!

In un articolo pubblicato dal sito web statale di nome Baharestaneh (2 settembre 2018), l'analista socio-politico del regime Alireza Davoudi, ammette la grande influenza che il PMOI / MEK ha sulla nazione iraniana: "l'impatto dei nostri nemici è stato evidente a tutti. Ma le cose diventano particolarmente complicate poichè anche i nostri giovani studiosi sono stati coinvolti ".

Messa in guardia contro gli affari spregevoli del regime iraniano e la preparazione di atti terroristici contro i rifugiati dell’OMPI in Albania

Sforzi di demonizzazione, attraverso Channel 4 News, contro l’opposizione iraniana in concomitanza con la visita di Alistair Burt in Iran
Il Comitato per la Sicurezza e l’Antiterrorismo del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran mette in guardia contro gli affari spregevoli del Ministero dell’Intelligence e della sicurezza (MOIS) del regime clericale e contro la preparazione del terreno per atti terroristici contro i rifugiati iraniani in Albania, membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI), attraverso il programma televisivo britannico Channel 4 News.

Patrick Kennedy: “Il MEK ha difeso la libertà sia durante la lotta contro l’oppressione dello Scià che del regime dei mullah in Iran”

Gli iraniani hanno commemorato i 30.000 prigionieri politici massacrati nel 1988 in Iran durante una conferenza online che si è tenuta in contemporanea in 20 importanti città e capitali d’Europa e Nord America. I partecipanti hanno espresso il loro appoggio alle proteste del popolo iraniano che vuole rovesciare il regime e al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana quale alternativa democratica al regime.

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