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  • Last Modified: Martedì 03 Dicembre 2019, 08:25:53.

Iran - Maryam Rajavi: “Nisman è un martire per la pace, l'umanità e il popolo iraniano”

Maryam Rajavi: “Il procuratore Alberto Nisman è un martire per la pace e l'umanità e non solo un martire del popolo argentino”

In particolare viene considerato un martire del popolo iraniano e della resistenza contro il fascismo religioso e terrorista al potere in Iran

CNRI – Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, parlando del procuratore argentino Alberto Nisman, assassinato alla vigilia di un'audizione al parlamento argentino nella lotta contro il terrorismo sponsorizzato dallo stato  (il fascismo religioso al potere in Iran) e le collaborazioni createsi in quest'ambito, ha detto: “Il Dr. Alberto Nisman non è solo un martire del popolo argentino, ma un martire per la pace e l'umanità nella lotta contro il terrorismo.

In particolare viene considerato un martire del popolo iraniano e della sua resistenza nella lotta contro il fondamentalismo e il terrorismo che scaturisce da questo regime. Ha affrontato coraggiosamente il regime dei mullah, denunciando la politica sporca e gli accordi economici che miravano ad assolvere questo regime dall'enorme crimine dell'attentato all'AMIA ed ha rifiutato di arrendersi alle ripetute e crescenti minacce rivoltegli negli ultimi mesi.

L'obbiettivo di questo assassinio codardo è quello di occultare la verità, lavare le mani del fascismo religioso al potere in Iran dal sangue dell'orribile attentato all'AMIA e di preparare la strada ad accordi con i mullah. Sin dai primissimi giorni che hanno seguito questo gravissimo attentato terrorista, la Resistenza Iraniana aveva denunciato che la decisione dell'attentato era stata presa dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e che i suoi autori erano i leaders del regime, il suo ministero dell'intelligence, la forza Qods e gli hezbollah libanesi. Questi fatti sono stati dettagliatamente posti all'attenzione del giudice investigativo del caso in diversi incontri avvenuti all'ambasciata argentina di Parigi, da Ebrahim Zakeri, rappresentante del PMOI (MEK), allora Presidente della Commissione per la Sicurezza e l'Anti-Terrorismo del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) e dai suoi colleghi.

“Sebbene il disumano regime dei mullah e i suoi complici abbiano sottratto alla comunità internazionale un nobile e coraggioso procuratore, il suo assassinio codardo non fermerà la giustizia e senza alcun dubbio i leaders del regime dei mullah affronteranno la giustizia per le centinaia di atti terroristici commessi, per l'esecuzione di 120.000 prigionieri politici e per il massacro della popolazione di Siria, Iraq, Yemen e Libano”, ha aggiunto Maryam Rajavi.

Alludendo ai provvedimenti politici presi dal regime teocratico per aprire la via all'omicidio del Procuratore Nisman, Maryam Rajavi ha chiesto un'indagine internazionale e indipendente per scoprire gli autori di questo enorme crimine contro la verità e la giustizia. “Un'indagine su questi fatti rientra in quella sull'attentato all'AMIA e farebbe sicuramente più luce sul ruolo del regime iraniano in questo crimine. Ciascuno dei crimini commessi da questo regime come finanziatore del terrorismo di stato, se investigato, condurrà ai più alti esponenti di questo regime. L'esportazione del terrorismo per questo regime è uno strumento per portare avanti le sue politiche e non l'abbandonerà mai. Il compiacimento verso i mullah dimostrato dall'Occidente, li ha incoraggiati a continuare con l'esportazione del terrorismo e del fondamentalismo, cosicché oggi i loro crimini terroristici e fondamentalisti hanno travolto l'intera regione”, ha sottolineato.

Secondo le indagini del Procuratore Nisman, il piano per far saltare in aria il Centro Ebraico di Buenos Aires, era stato discusso durante un incontro del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime iraniano, il 14 Agosto 1993 da Khamenei (leader supremo), Hashemi Rafsanjani (Presidente), Ali Akbar Velayati (Ministro degli Esteri) e Ali Fallahian (Ministro dell'Intelligence). Una volta presa la decisione dell'attentato, Khamenei aveva incaricato il ministero dell'intelligence e la forza Qods delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC-QF) di compiere l'attentato. All'epoca Ahmad Vahidi era il comandante della forza Qods e Mohsen Rezaii era comandante dell'IRGC. L'indagine di Nisman rivela che nell'attuazione di questo piano erano coinvolti il mullah Mohsen Rabbani, che guidava il terrorismo del regime in America Latina e lavorava sotto coprtura come addetto culturale del regime all'ambasciata dei mullah a Buenos Aires insieme ad un altro agente del Ministero dell'Intelligence, Ahmad Reza Asghari, che lavorava come terzo segretario all'ambasciata e Imad Moghnia, comandante militare di hezbollah.

Il 25 Ottobre 2006 il procuratore argentino emise dei mandati d'arresto internazionali per i suddetti individui, tranne che per Khamenei. Nisman lavorò duramente per la condanna di questi individui in contumacia. L'odio smisurato del regime dei mullah nei confronti del Procuratore Nisman risulta evidente dal fatto che almeno cinque delle otto persone colpite dai mandati di arresto internazionali, cioè Rafsanjani, capo del Consiglio per il Discernimento; Velayati, consigliere di Khamenei; Fallahian, membro dell'Assemblea degli Esperti e consigliere di Khamenei; Mohsen Rezaii, Segretario del Consiglio per il Discernimento e Ahmad Vahidi, membro del Consiglio per il Discernimento e membro del Consiglio Strategico per le Relazioni Estere, sono tutti importanti esponenti del regime teocratico ed una loro condanna in contumacia si trasformerebbe in un processo a tutto il regime nel suo complesso, che colpirebbe così anche Khamenei.

Non è una coincidenza che i media del regime dei mullah, in particolare la Fars, l'agenzia di stampa dell'IRGC, abbia disseminato moltissime false notizie nel periodo dal 15 al 18 Gennaio, o nei giorni precedenti all'omicidio del Procuratore Nisman, che distorcevano completamente la realtà ed avevano lo scopo di far credere che l'insistenza di Nisman sulla responsabilità del regime iraniano nell'attentato all'AMIA , “aveva suscitato pesanti proteste da parte di vari settori di questo paese (Argentina)” e perciò “la società argentina è furiosa con Nisman” (agenzia di stampa Fars – 17 Gennaio).

L'agenzia di stampa dell'IRGC ha paradossalmente affermato il 18 Gennaio 2015 che “Nisman è un procuratore americano e israeliano e invece di servire il sistema giudiziario del suo paese, sta svolgendo attività per le organizzazioni di intelligence dei regimi statunitense e sionista”. Ovviamente queste affermazioni assurde stavano aprendo la strada all'assassinio del Dr. Nisman.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

28 Gennaio 2015

 

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