• English
  • French
  • Deutch
  • Italian
  • Arab
  • Spanish
  • Albanian
  • Last Modified: Domenica 21 Luglio 2019, 20:14:09.

Iran: I disperati tentativi del ministro delle Informazioni per sostenere moralmente le sue forze dopo l’inserimento nella black list

L’appello di Maryam Rajavi per la liberazione dei prigionieri e per l’spedizione di una delegazione internazionale per visitarli

Il mullà Mahmud Alawi ministro delle Informazioni della dittatura al potere in Iran è apparso, il 19 aprile, nella preghiera di venerdì a Teheran, in bocca pomposi vocaboli tipo “grandiosi valutazioni di sicurezza sotto linee guide” di Khamenei, e ha tentato di sostenere il morale delle forze frustrate del regime dopo l’inserimento del Corpo dei pasdaran nella lista dei gruppi stranieri terroristici degli USA.

Alawi in questo ritardato mostrarsi i muscoli ha dichiarato che: “durante l’anno scorso abbiamo affrontato 116 unita' legate ai Mojahedin”. Il ministero della Gestapo dei mullà, in maniera ridicola, ha menzionato “l’epopea dell’intelligence” che era stata effettuata “nei binari” suggeriti da Khamenei i cui “dettagli” si metteranno a conoscenza della popolazione attraverso le “reti nazionali”. Evidentemente per le reti nazionali questi intendeva la radiotelevisione dei mullà che in ogni manifestazione in Iran viene denominato come “vergogna nazionale” dai manifestanti.

Il numero degli arrestati dell’anno scorso (dal 21 marzo 2018 al 20 marzo 2019) è molto più alto di quanto dichiara i capo della macchina del terrore e dell’assassinio del regime. Questi volutamente non parla degli arresti effettuati da altri organi di repressione quali l’Intelligence dei pasdaran, l’ente di Sorveglianza dei pasdaran, le varie forze d’ordine e la procura.

La signora Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, affermando che gli arrestati sono sottoposti alle disumane torture e impiccagioni, ha chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite, all’Alto commissariato dell’ONU per di Diritti umani e al Consiglio dei Diritti umani e alle organizzazioni internazionali della difesa dei Diritti umani di intervenire tempestivamente per la liberazioni dei prigionieri e per la formazioni delle delegazioni per visitare le carceri iraniane e visitare i prigionieri.
La dittatura iraniana deve pubblicare i nomi di tutti gli arrestati e osservare tutti i loro diritti secondo le convezioni che ha sottoscritto. Nelle carceri del regime dei mullà i maltrattamenti e le torture è una routine e nel corso della rivolta del dicembre 2017 sono stati ucciso almeno 14 prigionieri sotto la tortura.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
19 aprile 2019


Copyright © 2018 CNRI - Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. All Rights Reserved.
;
0
Shares