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  • Last Modified: Mercoledì 17 Luglio 2019, 15:36:38.

Ex membro del National Security Council esorta gli U.S.A. a inserire il Ministero dell’Intelligence del regime iraniano nella lista delle organizzazioni terroristiche

Il professor Raymond Tanter, ex membro dello staff del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, ha esortato l’amministrazione Trump ad inserire il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) del regime iraniano nell’elenco delle organizzazioni terroristiche straniere (FTO).

In un articolo per “Newsmax” mercoledì scorso, il professor Tanter ha esortato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a schierarsi dalla parte del popolo iraniano e dell’opposizione organizzata che persegue per l’Iran libertà, democrazia e una repubblica non nucleare.
Il professor Tanter ha scritto: “Ho partecipato a una manifestazione a giugno per intervistare dei sostenitori del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, la cui presidente eletta, la signora Maryam Rajavi è intervenuta tramite video. Ha detto: ‘La dittatura religiosa è una tigre di carta quando si tratta di affrontare la Resistenza iraniana. E il suo destino non è diverso da quello della dittatura dello Shah’”.
Il professor Tanter ha aggiunto: “Il vicepresidente Mike Pence ha riconosciuto la manifestazione e la marcia il 22 giugno quando ha detto nella trasmissione ‘Face the Nation’: ‘Quello che vogliamo fare è stare con il popolo iraniano, del quale migliaia di persone si sono radunate fuori dalla Casa Bianca venerdì e migliaia sono scese in strada l’anno scorso in comunità di tutto l’Iran’”.

Nell’articolo si legge anche: “E il 2 luglio, il presidente Trump ha aumentato la pressione sull’Iran con sanzioni economiche rafforzate e una presenza militare più forte nel Golfo Persico. Ha avvertito il regime il 2 luglio 2019 che sta ‘giocando con il fuoco’”.
Il professor Tanter ha fatto riferimento a una nuova pubblicazione di un ex funzionario del Dipartimento di Stato, l’ambasciatore Lincoln Bloomfield, sul principale gruppo democratico di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI o MEK).

In Ayatollah e il MEK, Lincoln Bloomfield Jr. scrive:
“Il 19 giugno 1981, [Massoud] Rajavi invitò la popolazione iraniana a scendere in piazza in massa per una protesta pacifica contro l’assalto alle sue libertà. Il pubblico rispose il giorno dopo in città di tutto il Paese, con mezzo milione di manifestanti già nella sola Teheran. Di fronte a una tale massiccia dimostrazione di rifiuto pubblico che ricordava gli ultimi giorni dello shah, Khomeini ordinò alle sue forze di sicurezza di aprire il fuoco sulla folla. Decine di persone furono uccise e migliaia arrestate”.

Il professor Tanter ha aggiunto:
“La descrizione citata risuona bene perché è coerente con le mie osservazioni come funzionario del Consiglio di Sicurezza Nazionale, nel periodo 1981-1982.
Leggendo comunicazioni riservate dall’estero, resoconti, e intervistando coloro che erano appena tornati dall’Iran e da Paesi vicini potei avere una visione panoramica dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (PMOI), alias Mujahedin-e Khalq (MEK), e dell’organizzazione ombrello basata a Paris e a Washington, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).

La via da percorrere
Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha avanzato richieste alle quali l’Iran dovrebbe corrispondere, come condizione affinché gli Stati Uniti riducano la pressione economica e negozino un nuovo accordo. È passato poco più di un anno da quando il presidente Trump si è ritirato dall’impegno politico sul nucleare iraniano tra le parti. I membri originali comprendevano Stati Uniti, Iran, UE, Germania, Francia, Regno Unito, Russia e Cina.
L’8 maggio 2018, il presidente Trump annunciò che gli Stati Uniti avrebbero cessato di partecipare all’Iran Deal e avrebbero invece avviato una nuova strategia per porre fine al comportamento destabilizzante dell’Iran e impedirgli di acquisire l’arma nucleare. Il Segretario di Stato Pompeo ha indicato le richieste all’Iran durante un discorso alla Heritage Foundation il 21 maggio.

Eccone alcune:
• Le aspirazioni nucleari dell’Iran non possono essere separate dal quadro complessivo della sicurezza.
• L’Iran deve fornire all’AIEA un resoconto completo delle precedenti dimensioni militari del suo programma nucleare e abbandonare in modo permanente e verificabile tale attività per sempre.
• L’Iran deve fermare l’arricchimento e non perseguire mai il ritrattamento del plutonio.
• L’Iran deve porre fine alla sua proliferazione di missili balistici e astenersi dall’ulteriore lancio o sviluppo di sistemi missilistici dotati di capacità nucleare.
• L’Iran deve porre fine al sostegno a gruppi terroristici del Medio Oriente, tra i quali il libanese Hezbollah, Hamas e la Jihad islamica palestinese.
• L’Iran deve rispettare la sovranità del governo iracheno e consentire il disarmo, la smobilitazione e il reinserimento delle milizie sciite.
• L’Iran deve anche porre fine al sostegno militare alle milizie Houthi e lavorare per una soluzione politica pacifica nello Yemen.
• L’Iran deve ritirare tutte le forze sotto comando iraniano dall’intera Siria.
• L’Iran deve porre fine al sostegno da parte della Forza Qods dell’IRG (Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche) a terroristi e militanti partner in tutto il mondo.

Conclusione
Il presidente Trump dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di esercitare una maggiore pressione sul regime iraniano per costringerlo o a modificare il suo comportamento o a dare spazio alla popolazione scontenta di continuare la sua opposizione organizzata e rovesciare il regime.
L’ufficio della ‘Guida Suprema’ è stato dietro le operazioni terroristiche all’estero, deve quindi essere designato come Organizzazione Terroristica Straniera (FTO), così come il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS).
Pressione economica e minacce credibili per rispondere a un altro attacco su un drone statunitense devono essere rafforzate assistendo il popolo iraniano nei suoi sforzi per cambiare il regime dall’interno.

Il cambio di regime dall’interno serve l’interesse nazionale degli Stati Uniti per l’Iran: Teheran ha una coalizione di dissidenti valida, come evidenziato dal CNRI. E Teheran ha paura di questa opposizione organizzata, visto che il ministro dell’Intelligence del MOIS ha annunciato nell’aprile 2019 l’arresto di oltre 100 Unità di Resistenza responsabili di avere guidato le proteste in Iran.
Presidente Trump: tale attenzione è un indicatore dell’importanza attribuita dal regime. Il fatto che l’Iran abbia arrestato le Unità di Resistenza mostra il peso dell’opposizione organizzata.”

 

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