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  • Last Modified: Sabato 12 Ottobre 2019, 21:00:22.

In migliaia dicono ‘No a Rouhani’ e sostengono il cambio di regime in Iran - Resoconto dalla manifestazione dei sostenitori dell’OMPI presso le Nazioni Unite a New York

Di Mansoureh Galestan

Migliaia di americani iraniani si sono radunati fuori dalle Nazioni Unite a New York martedì 24 settembre, per protestare contro la presenza del presidente del regime iraniano all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e per fare eco alla voce di milioni di persone in Iran che chiedono un cambio di regime.

I sostenitori del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI, Mujahedin-e Khalq o MEK), hanno invitato le Nazioni Unite e gli Stati membri a riconoscere il diritto del movimento di resistenza democratica del popolo iraniano a rovesciare la dittatura teocratica e raggiungere la libertà.
I manifestanti hanno gridato “Abbasso Rouhani” e “Abbasso Khamenei”, riferendosi al presidente del regime Hassan Rouhani e al “leader supremo” Ali Khamenei.
Relatori di spicco americani tra i quali l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani e gli ex senatori degli Stati Uniti Joe Lieberman e Bob Torricelli sono stati fra i partecipanti alla manifestazione “Iran libero”, indetta dall’Organizzazione delle Comunità Iraniano-Americane (OIAC).

La leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi ha dichiarato in un messaggio alla manifestazione: “Il vostro raduno a New York è un clamoroso ‘No!’ alla politica di condiscendenza, alla politica di acquisto di possibilità per un regime moribondo e alla politica di inazione verso un regime che preserva il proprio potere attraverso la belligeranza, il terrorismo e la repressione”.

“Il vostro raduno dice ‘No’ alla continuazione del dominio di un gruppo di usurpatori e criminali in Iran. E dice ‘Sì’ al rovesciamento di quel regime da parte del popolo iraniano e della Resistenza iraniana”, ha aggiunto Maryam Rajavi, presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).
La signora Rajavi ha inoltre dichiarato: “A seguito del recente attacco del regime clericale dall’interno dell’Iran contro le strutture petrolifere saudite, la vera questione di fronte al mondo non è più chi ha condotto l’attacco, ma il fatto che occorre attuare una politica di risolutezza e fermezza contro quel regime”.
La politica di condiscendenza nei confronti del regime iraniano ha favorito catastrofi, e c’è solo un modo per riparare il danno: stare dalla parte del popolo iraniano che si è sollevato per sradicare il banchiere centrale del terrorismo – ha detto.

“Il regime in Iran non è in grado di riformarsi né può cambiare il proprio comportamento; non abbandonerà mai le armi di distruzione di massa, le violazioni dei diritti umani e la promozione del fondamentalismo e del terrorismo; viene incoraggiato dalla condiscendenza e comprende solo fermezza e forza” – ha aggiunto la signora Rajavi. “Il regime dei mullah è debole e in un vicolo cieco. Il suo avventurismo e i suoi atti malvagi nella regione si espandono solo perché nessun attore internazionale vi ha resistito. Nello stesso tempo, il popolo iraniano è la principale vittima del regime”.
Maryam Rajavi ha riassunto così le richieste del popolo iraniano alla comunità internazionale:

· “Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve dichiarare il regime clericale una minaccia alla pace e alla sicurezza globali. E il dossier delle violazioni dei diritti umani del regime, in particolare il massacro di 30.000 prigionieri politici nel 1988, deve essere deferito a un tribunale internazionale”.
· “Eliminare il regime clericale dal resto della regione ed espellere l’IRGC e le milizie che agiscono per conto del regime da Iraq, Siria, Yemen, Libano e Afghanistan è un imperativo urgente”.
· “Esortiamo tutti gli Stati a unirsi al fronte internazionale contro il fascismo religioso”.
· “La comunità internazionale deve riconoscere il diritto della Resistenza del popolo iraniano a rovesciare il fascismo religioso e raggiungere la libertà”.

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