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  • Last Modified: Sabato 12 Ottobre 2019, 21:00:22.

Media statali iraniani: Il MEK ha collocato striscioni di Massoud Rajavi e Maryam Rajavi sulle nostre autostrade

Media statali iraniani hanno riconosciuto la presenza di striscioni in varie città iraniane a sostegno del leader della resistenza iraniana Massoud Rajavi e della presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi.

Venerdì 4 ottobre 2019, il sito web statale Khabar Fori (Breaking News) ha pubblicato una fotografia degli striscioni dei leader dell’opposizione iraniana con il titolo:
“Il [MEK] installa striscioni di Massoud e Maryam Rajavi sull’autostrada Hakim.”

Unità di resistenza, sostenitori del principale gruppo di opposizione iraniano Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI, Mujahedin e Khalq o MEK) nelle ultime settimane hanno intensificato audaci attività anti-regime, tra le quali l’installazione di striscioni e poster a sostegno dei leader dell’opposizione Massoud Rajavi e Maryam Rajavi e con esortazioni al cambio di regime da parte del popolo iraniano.

The MEK install banners of Massoud Rajavi and Maryam Rajavi over the Hakim Expressway - Iran's state-run Khabar Fori website, October 4, 2019

Il rapporto di Khabar Fori affermava: “La fotografia sotto è relativa agli striscioni di Massoud e Maryam Rajavi installati dal [MEK] sull’autostrada Hakim”.
Il MEK installa i banner di Massoud Rajavi e Maryam Rajavi sull’autostrada Hakim – sito web statale iraniano Khabar Fori, 4 ottobre 2019

Notizie correlate

Tra il 29 settembre e il 2 ottobre 2019, Giovani Ribelli hanno incendiato simboli del regime dei mullah e poster di Khomeini e Khamenei in diverse città dell’Iran, tra le quali Teheran, Ahvaz, Orumiyeh, Neyshabur, Amol, Sabzevar, Kuhdasht, Bandar-Abbas, Khoy e Mahshahr.
I Giovani Ribelli hanno pubblicato immagini della leadership della Resistenza iraniana insieme a slogan come “Dobbiamo liberarci dall’oppressione e dall’ingiustizia”, “Dobbiamo rovesciare il regime dei mullah” e “Lunga vita a Rajavi, abbasso Khamenei.”
Contesto

Nell’ambito di una grande campagna, i Giovani Ribelli hanno dato alle fiamme immagini di Khomeini e Khamenei e cartelloni promozionali del regime dei mullah in città di tutto l’Iran, dimostrando il disprezzo del popolo iraniano per il regime e un profondo desiderio di cambiamento in Iran.
Tra il 22 e il 27 settembre 2019, nell’anniversario della rivolta del 27 settembre 1981 a Teheran, i Giovani Ribelli hanno dato fuoco a grandi manifesti di Khomeini, Khamenei e ad alcune basi della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) e della milizia Bassij in diverse città dell’Iran. I giovani hanno anche collocato foto della leadership della Resistenza iraniana su muri e cavalcavia di diverse città e cartelli con slogan anti-governativi come “Morte a Khamenei”, “Viva la libertà” e “Democrazia e libertà con Maryam Rajavi”. Queste attività sono state svolte a Teheran, Tabriz, Shahr-e-Rey, Mashhad, Shiraz, Kermanshah, Orumiyeh, Ilam, Zahedan, Khoy, Ramsar, Omidiyeh e Chaboksar.
Il 27 settembre 1981, i giovani sostenitori dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) dimostrarono con lo slogan “Morte a Khomeini” per la prima volta dal 1979 nel centro di Teheran. Membri dell’IRGC aprirono il fuoco sulla folla uccidendo centinaia di persone e arrestando molti altri. I detenuti furono giustiziati nello stesso giorno o nei giorni seguenti. Il MEK ha pubblicato nomi di 1.142 martiri di quel 27 settembre.

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