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  • Last Modified: Sabato 18 Gennaio 2020, 07:55:22.

Legislatori europei chiedono all’UE di contrastare le violazioni dei diritti umani del regime iraniano

Strasburgo 23 ottobre, La leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi e membri del Parlamento Europeo stanno intervenendo in una conferenza al Parlamento Europeo a Strasburgo: “La politica europea nei confronti della repressione e del bellicismo del regime iraniano, il massacro di prigionieri politici nel 1988” – 23 ottobre 2019.

Maryam Rajavi European Parliament_2_1

Maryam Rajavi European Parliament

17:40: Rama Yade, ex ministro per i Diritti Umani della Francia, dice alla conferenza:
“Il dolore delle madri del massacro iraniano del 1988 è ancora vivo. Abbiamo bisogno dell’istituzione di un’indagine indipendente sul massacro del 1988 per far luce su questo crimine contro l’umanità. Ci deve essere giustizia”.
“La condiscendenza non ridurrà le capacità balistiche del regime iraniano e il suo terrorismo. L’importante qui è ritirare a questo assegno in bianco e adottare una chiara condanna dei crimini del regime”.
“Le donne hanno pagato un prezzo particolarmente pesante negli ultimi due anni. Dobbiamo fare di più. Lo dobbiamo a questa grande nazione, a questo grande popolo. Dobbiamo sostenere il desiderio del popolo iraniano di un cambio di regime e l’istituzione di un governo laico basato sulla separazione tra religione e Stato e sull’uguaglianza di genere”.
“Siamo qui nel cuore del Parlamento Europeo, i cui membri sono appena stati rinnovati. Avete la possibilità di riscrivere la storia come i vostri predecessori non potevano. L’attenzione globale sulle tensioni di oggi è sull’Iran”.
“Non è facile. La Resistenza iraniana ha sofferto per tanti anni. Tanti cittadini iraniani hanno perso la vita negli ultimi anni.”

17:30: Alejo Vidal-Quadras, ex vicepresidente del Parlamento Europeo, dice alla conferenza:
“Negli anni precedenti, la politica di accondiscendenza era la tendenza dominante. Il regime iraniano ne ha beneficiato molto e il popolo iraniano ne ha sofferto. L’OMPI (Organizzazione dei Mojahedin del Popolo, Mujahedin-e Khalq o MEK) era stata ingiustamente inclusa nelle liste nere europee e americane. L’opposizione era assediata a Camp Ashraf e Camp Liberty in Iraq, e molti di loro sono stati uccisi”.
“L’opposizione iraniana sotto la guida di Maryam Rajavi è riuscita a vincere sul proprio caso in tribunale e a far rimuovere entrambe le designazioni. Successivamente, la Resistenza iraniana ha iniziato a ricostruire la propria rete in Iran. Secondo funzionari del regime, le Unità della Resistenza iraniane del MEK hanno avuto un ruolo di primo piano nelle rivolte nel 2018.”
“Oggi la situazione è diversa. Sempre più persone hanno iniziato a vedere la natura crudele di quella teocrazia. Maryam Rajavi ha parlato nel suo discorso del rapporto del governo albanese sul piano terroristico del regime iraniano contro i membri dell’opposizione a Tirana. Un altro complotto è stato sventato dalle autorità europee contro il raduno ‘Iran Libero’ del 2018”.
“I governi europei devono comprendere che l’unica politica efficace contro il regime iraniano è affrontarlo per quello che è: un nemico mortale che non possiamo neutralizzare. Cosa stiamo aspettando per designare l’IRGC e il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) del regime come organizzazioni terroristiche? Cosa stiamo aspettando per espellere i suoi funzionari e chiudere le sue ambasciate? Spero che il nostro nuovo capo della politica estera risponderà a queste

domande”.

17:27: Assita Kanko, eurodeputata belga, dice alla conferenza:
“Seguiamo attentamente la situazione in Iran e continueremo a mantenere alta l’attenzione. Sono molto legata a questa nozione di libertà. Dobbiamo sollecitare un’azione. La situazione delle persone con doppia cittadinanza in Iran è preoccupante”.

17:23: Petras Auštrevičius, deputato lituano, dice nel corso dell’evento:
“Dovremmo concordare tra di noi che dobbiamo investire in questa azione fin quando sarà necessario per giungere ad un Iran libero. Siamo qui perché non siamo d’accordo con gli ayatollah in Iran”.
“Facciamo dichiarazioni e teniamo raduni e riunioni. È la cosa giusta da fare. Ma dovremmo anche impegnarci a continuare fino a quando non vedremo un Iran democratico. Dovremmo mantenere le nostre speranze per gli iraniani. Non devono essere lasciati soli”.
“Quando vedi anche un piccolo segno di speranza, che ti porta ad avere fiducia e credere nel futuro, tutti questi ostacoli diventano nulla. I muri a volte vengono distrutti dalla volontà della gente. Siamo con voi per un futuro diverso per l’Iran”.

17:19: Gianna Gancia, eurodeputata italiana, dice alla conferenza:
“Il numero di esecuzioni in Iran è molto alto, ed è molto difficile per noi da immaginare. Durante la presidenza di Rouhani, 4.000 persone sono state impiccate. Nessun Paese uccide i propri cittadini in tali numeri. Le donne vengono colpite ancora più duramente. Non hanno libertà”.
“Vediamo le brutalità in Iran, ma i nostri rappresentanti in Europa sono interessati solo agli scambi commerciali con l’Iran. Il nostro Parlamento ha il dovere di parlare e chiedere alla Commissione Europea di interrompere le relazioni con l’Iran e imporre sanzioni a questo regime per le sue violazioni dei diritti umani. Vogliamo il cambiamento democratico in Iran”.

17:15: Alessandra Moretti, eurodeputata italiana, dice alla conferenza:
“L’Iran è un Paese in cui vengono calpestati i diritti umani fondamentali perché il regime non riconosce alcun diritto al popolo. Ho sentito molto parlare del forte ruolo delle donne nelle proteste iraniane e dei loro talenti nella società. Capisco il prezzo elevato che è stato pagato per la libertà. Dobbiamo insistere affinché sia posta fine alla pena di morte, alla tortura e alla detenzione degli attivisti in Iran”.
“Siamo qui per sollecitare l’Unione Europea a basare qualsiasi accordo con il regime sulle condizioni di rispetto dei diritti umani e di fine delle esecuzioni, secondo gli standard e i valori di giustizia internazionali”.

17:12: Franc Bogovič, eurodeputato sloveno, dice alla conferenza:
“Sostengo il vostro movimento. Siete coraggiosi nell’agire per il vostro popolo. Il nostro dovere è sostenere il popolo iraniano. Abbiamo una nuova composizione del Parlamento Europeo. Abbiamo bisogno di più amici per il movimento democratico del popolo iraniano. Dobbiamo guardare questo libro [il libro appena pubblicato che elenca 5.000 membri del MEK giustiziati dal regime iraniano] e vedere i volti delle persone del vostro movimento”.
“Oggi sta succedendo in Iran, ma può succedere anche in Europa. Dobbiamo prenderci cura delle nostre società e aiutare la popolazione in Iran. Dobbiamo imporre sanzioni contro il regime che ruba denaro al popolo iraniano, lo intasca e lo spende per il terrorismo. Questo è qualcosa che possiamo fare”.

17:05: Ingrid Betancourt, ex senatrice e candidata alla presidenza della Colombia, dice alla conferenza:
“Rappresentate la voce del popolo europeo, ma siete anche la voce di 30.000 vittime del massacro del 1988 in Iran, che state riportando in vita”.
“Ho parlato con i sopravvissuti al massacro e con le famiglie delle vittime: ‘Come vittime, vogliamo dimenticare, ma non possiamo farlo al prezzo di evitare la giustizia. Abbiamo bisogno della giustizia per assicurarci che ciò che è successo a noi non si ripeterà’. Quello che è successo nel 1988 è oggi la situazione in Iran”.
“Il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, era uno dei responsabili di quel massacro. L’attuale ministro della Giustizia iraniano era una delle persone responsabili delle decisioni di uccidere le vittime. Fu un genocidio, un’industria di uccisioni”.
“Perché è importante per noi oggi rivisitare ciò che è accaduto nel 1988? Due anni fa, dopo uno sforzo enorme per portare i membri del MEK in un posto sicuro – quando vivevano in Iraq, in situazioni pericolose, e il governo dell’Albania li ha accettati –, due persone presentatesi come giornalisti sono venute in Albania nell’ambito di un piano per preparare contro di loro un attacco terroristico”.
“Nel 2018, eravamo a una grande conferenza a Parigi per sostenere la Resistenza iraniana ed esprimere la nostra opposizione alla mancanza di giustizia e alla corruzione del regime iraniano. Il regime iraniano voleva ucciderci tutti. Quel giorno, due persone furono state arrestate con una bomba che volevano installare nei locali che ospitavano il nostro raduno per ucciderci. Un diplomatico iraniano fu arrestato dalle autorità tedesche perché era a capo di questo complotto terroristico. Era un rappresentante ufficiale iraniano, parte del governo iraniano, con l’ordine di ucciderci”.
“Questo è il motivo per cui non possiamo sottometterci alle bugie e al ricatto del regime iraniano. Ci riguarda tutti. Quest’anno, una cittadina francese è andata a trovare la sua famiglia in Iran. Non è mai tornata. È stata arrestata e incarcerata con l’accusa di spionaggio. Lo stesso è successo a una donna britannica”.
“L’Iran usa queste persone come ostaggi, ostaggi illegali, rapiti dal regime per avere una leva per costringere i nostri governi a soddisfare le loro richieste. È tempo di dire che li vogliamo fuori. Non vogliamo più questa condiscendenza con quel regime”.
“Abbiamo bisogno di persone in cui possiamo avere fiducia, che rappresentino i nostri valori, libertà ed uguaglianza. Senza l’uguaglianza per le donne in Iran, non c’è libertà per nessuno. Dobbiamo usare la nostra voce per far sentire il loro appello in tutto il mondo.”

17:00: Anthea McIntyre, eurodeputata del Regno Unito, dice alla conferenza:
“Noi deputati del Parlamento Europeo parliamo come rappresentanti del popolo d’Europa. Il popolo d’Europa ha una grande empatia con il popolo dell’Iran. Il massacro di prigionieri in Iran del 1988 è un crimine orribile, ma non è un evento isolato. La soppressione dei diritti delle donne, l’arbitrarietà degli arresti, la totale mancanza di libertà civili, sono i tratti distintivi dell’Iran oggi”.
“Gli iraniani sono scesi nelle strade in diverse occasioni. Nell’ultima rivolta, l’ostilità nei confronti del regime è stata molto chiara e la gente ha invitato la ‘Guida Suprema’ del regime iraniano Ali Khamenei ad andarsene. Il popolo non vuole questo regime. La politica dell’UE deve basarsi su questa realtà”.
“Il popolo iraniano sta osservando sconfortato i campioni dei valori occidentali chiudere gli occhi sui suoi diritti”.
“Esiste un’alternativa democratica a questo regime. È guidata da Maryam Rajavi e dal suo piano in dieci punti. Molti membri di questo Parlamento la sostengono. Attendo con impazienza il giorno in cui saremo tutti in grado di andare in un Iran libero, con Maryam Rajavi come presidente democratica eletta”.

16:55: Patrizia Toia, eurodeputata italiana, dice alla conferenza:
“Abbiamo adottato una ferma risoluzione contro le violazioni dei diritti delle donne in Iran. Il regime sta ricattando l’UE. Cittadini britannici e francesi sono tenuti in ostaggio in Iran. Dobbiamo affrontare questo regime in un modo molto più forte”.
“Dobbiamo adottare una ferma politica di lotta per la libertà, la democrazia e l’istituzione di un regime legittimo in Iran. Abbiamo sentito parlare del numero di donne e minori giustiziati in Iran. Dobbiamo essere uniti contro questo”.
“Maryam Rajavi, lei ha il nostro pieno sostegno nella sua lotta per ottenere la libertà e la democrazia per il suo popolo.”

16:50: Ruza Tomasic, eurodeputata croata, dice alla conferenza:
“Più di 40 anni di torture e di esecuzioni e l’esportazione del terrorismo da parte del regime iraniano non lasciano dubbi sulla natura del problema. Troviamo una soluzione”.
“Un approccio consiste nel cercare di andare d’accordo con questo regime: si è dimostrato non essere affatto una soluzione. Questo è giocare nelle mani del regime. Questo sta accadendo ora, nel 21° secolo. La politica dell’UE ha seriamente danneggiato la sua reputazione in Iran. L’unica soluzione è sostenere l’opposizione seria che il regime teme, cioè il CNRI e Maryam Rajavi”.

16:43: Struan Stevenson, ex legislatore europeo e coordinatore della Campagna per il Cambiamento in Iran (CIC), dice all’evento:
“Abbiamo bisogno di una nuova politica sull’Iran e della fine della solita condiscendenza. Questo è un regime che si vanta dei propri missili e che sta correndo per costruire armi nucleari”.
“Questo regime ha massacrato 120.000 persone dal 1979, fra le quali 30.000 persone nella sola estate del 1988. Quelle esecuzioni avvennero sulla base di una fatwa del fondatore del regime Ruhollah Khomeini. Uno dei protagonisti fu l’attuale ministro della Giustizia del regime iraniano Alireza Avaei. È stato nominato dal presidente del regime Hassan Rouhani, che l’Occidente considera un presidente “moderato”.
“Negli ultimi 12 mesi, 270 persone sono state impiccate in Iran. Otto di loro erano minori. Le condizioni continuano ad essere medievali nelle carceri dell’Iran.”
“Questo è un regime la cui politica si basa sulla strategia dell’espansionismo. Sostengono Bashar al-Assad in Siria, gli Houthi in Yemen e le brutali milizie sciite in Iraq. Stanno attaccando navi nelle acque del Golfo Persico. Stanno usando le loro ambasciate per coordinare attacchi terroristici qui in Europa.”
“L’Iran sarebbe anche uno dei Paesi più pro-occidentali nella regione. Ma è governato da mullah corrotti che vogliono solo migliorare ulteriormente il proprio stile di vita sontuoso. Il loro popolo è stanco di un regime che ha fatto fallire il Paese”.
“L’Europa deve dimostrare di sostenere il popolo iraniano, il MEK e il CNRI. Dobbiamo mostrare sostegno per Maryam Rajavi e il suo piano in dieci punti.”

16:40: Stanislav Polčák, deputato europeo della Repubblica Ceca, dice alla conferenza:
“Chiunque abbia partecipato ai vostri raduni sa quanto sia forte il vostro movimento, con decine di migliaia di sostenitori che partecipano a ciascun evento.”
Stiamo finalmente vedendo il mondo svegliarsi di fronte alle minacce del regime iraniano non solo per i propri cittadini, ma anche per i popoli della regione e del mondo. È tempo che anche l’UE si svegli.”

16:37: Radka Maxová, deputata europea della Repubblica Ceca, dice alla conferenza:
“Credo che noi deputati al Parlamento Europeo non dovremmo più tacere sugli abusi in atto in Iran. Dovremmo alzare la voce e parlare per coloro che soffrono in Iran. Non esitate a bussare alla mia porta. Sarò qui per aiutarvi. “

16:33: Jan Zahradil, deputato europeo della Repubblica Ceca, dice alla conferenza:
“Quello che vediamo oggi è un cambiamento di equilibrio. Vediamo l’Iran e il suo regime fondamentalista che hanno l’appetito di diventare una potenza egemone regionale e occupare altri Paesi come Siria, Iraq, Libano e Yemen”.
“L’UE non è disposta a riconoscere la vera minaccia derivante dal regime iraniano. Se permettiamo al regime di diventare un egemone regionale, sarà una vera minaccia alla sicurezza. L’ex capo della politica estera dell’UE stava promuovendo la politica di condiscendenza e cercando accordi economici con Teheran. Non ha funzionato. Dovremmo perseguire una posizione ferma e di principio”.
Il vostro movimento – il CNRI e il MEK – è la migliore opposizione organizzata. Il vostro piano in dieci punti include l’abolizione della pena di morte e la parità di diritti tra uomini e donne. L’UE deve sostenere i vostri obiettivi. Per il nostro stesso interesse e la nostra stessa sicurezza, noi in questa sala dobbiamo essere in grado di inviare questo messaggio a tutti coloro che ancora non sono in grado di ascoltarlo.”

16:28: Juan Fernando Lopez Aguilar, eurodeputato spagnolo, racconta alla conferenza:
“Il caso del suicidio di una donna iraniana che era entrata in uno stadio di calcio travestita da uomo è una triste tragedia, ma è solo un esempio di ciò che accade in Iran. Il Parlamento Europeo dovrebbe difendere i diritti delle donne e in generale i diritti umani in Iran. È tempo di chiedere alla diplomazia dell’UE di dare un senso ai suoi valori fondanti e opporsi alla pena di morte ovunque”.
“Abbiamo un dovere nei confronti del popolo iraniano. Non rinunceremo alla nostra responsabilità morale di sostenere cambiamenti per i diritti umani altrove, in particolare in Iran”.

16:23: Ryszard Czarnecki, eurodeputato polacco, dice alla conferenza:
“La resistenza iraniana, sotto la guida di Maryam Rajavi, ha attraversato molte difficoltà. Nel massacro del 1988, oltre 30.000 membri del MEK furono giustiziati in Iran. Molti dei perpetratori continuano a mantenere posizioni di vertice”.
“Molti membri del MEK sono ora in Albania. Li ho visitati e spero di rivederli presto. Sono simboli per il popolo iraniano. Dovremmo chiedere ai governi europei di riconoscere la Resistenza iraniana come la vera alternativa”.
“Mandiamo un messaggio forte al popolo iraniano: Siamo con voi fino a quando non avremo un Iran libero”.

16:18: Milan Zver, deputato sloveno, dice alla conferenza:
“Il regime iraniano è la fonte dell’instabilità – l’instabilità è la dottrina per la sua sopravvivenza. Le Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e i terroristi che agiscono per sua delega combattono in vari Paesi del Medio Oriente. I mullah hanno stretto strette alleanze con la Russia, la Corea del Nord e la dittatura di Bashar al -Assad in Siria.”
“La maggior parte delle persone in Iran vivono in povertà. Vengono costruite ancora altre prigioni, che si riempiono di dissidenti. L’Europa è in gran parte responsabile di questa triste situazione a causa della politica di condiscendenza. Questa situazione deve cambiare per il bene della popolazione della regione. Dobbiamo sollecitare l’Unione Europea ad adottare una ferma politica nei confronti di questo regime”.

16:08: Maryam Rajavi, Presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), relatrice principale dell’evento, si rivolge ai partecipanti:
“Oggi vorrei presentare un documento straordinario ai rappresentanti del popolo d’Europa. Un libro che contiene i nomi di oltre 5.000 prigionieri massacrati dai mullah in Iran. Il libro è la storia di una nazione che è stata soppressa in Iran e all’estero; i suoi diritti umani, le sue libertà e la sua resistenza sono stati ignorati”.
“I governi occidentali e le Nazioni Unite hanno chiuso gli occhi su questo crimine. Godendo dell’impunità per un crimine così orribile, il regime ha propagato la sua guerra in Medio Oriente, cosa che è ancora in corso.”
“L’unica risposta a un regime che ha deliberatamente fatto fallire le iniziative dell’Europa, in particolare della Francia, è una politica ferma che obblighi l’Europa a sostenere la resistenza del popolo iraniano per stabilire democrazia e sovranità popolare”.

Maryam Rajavi announces book of 5,000 victims of 1988 massacre in Iran

16:04: Petri Sarvamaa, eurodeputato finlandese del gruppo PPE, vice coordinatore della Commissione per il Controllo del Bilancio, membro della commissione AGRI: “Ogni visita della signora Maryam Rajavi qui è importante poiché è importante per il popolo iraniano e per la libertà. Il mio messaggio è che dobbiamo cambiare il ruolo dell’UE, che per anni ha ignorato il terrorismo dei mullah in nome del proseguimento degli scambi commerciali con l’Iran. È un privilegio avere Maryam Rajavi con noi qui.”

16:00: L’eurodeputata polacca Anna Fotyga accoglie relatori e ospiti e afferma che è importante che l’Unione Europea si concentri sui diritti umani nelle sue relazioni con l’Iran.

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