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Diritti umani violati in Iran, se n’è parlato a Chivasso in biblioteca

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Le esecuzioni sommarie e repressioni raccontate da Lesani Yoosef, esponenente dell’Associazione Iran Libero di Torino

Torinoggi.it, 11 Aprile – Ieri sera, lunedì 10, nella biblioteca civica Movimente di Chivasso si tenuta una serata su “Diritti umani in Iran – un’occasione per la situazione di un paese chiave della geopolitica mediorientale” con l’Associazione Iran Libero e Democratico rappresentata Lesani Yoosef e con la giornalista e sociologa Loredana Biffo. La serata è stata organizzata da Amnesty International con il patrocinio della Città di Chivasso.

Yoosef, arrivato una trentina d’anni fa in Italia per motivi di studio, è uno dei tantissimi esiliati che vivono nell’occidente: “Esiste un silenzio accodiscendente verso il fondamentalismo islamico che regna seminando il terrore nel nostro paese – ha detto -. Tutto ha avuto inizio 39 anni fa. Era il 1978 quando, grazie a un complotto internazionale, l’Ayatollah Khomeini sali alla guida della nuova Repubblica Islamica. In meno di due mesi ci furono oltre 30 mila impiccagioni, tanti minorenni e donne incinte. La scintilla fu una grande manifestazione nella capitale Teheran, con mezzo milione di persone in piazza. Khomeini ordinò di sparare sulla folla, tantissimi furono i morti. Attraverso la semplice frase “o con noi o al cimitero” a migliaia furono fatti prigionieri e mano a mano giustiziati dopo processi sommari dal cosiddetto Tribunale della Morte. La dittatura religiosa – ha aggiunto Lesani Yoosef – è la peggiore che si possa immaginare, anche Hitler aveva dei limiti, loro no. L’uccisione dei prigionieri politici veniva eseguita “per ordine divino”, furono giustiziati anche coloro che avevano finito il loro periodo di detenzione. Oggi, uno dei responsabili del Tribunale della Morte, riveste la carica di ministro della Giustizia. Hassan Rouhani è presidente di quella che viene definita una repubblica moderata islamica. In realtà, le esecuzioni con lui sono aumentate del 60 per cento. Ben 3700 in quattro anni. C’è nelle carceri mezzo milione di prigionieri politici, sono aumentate le lapidazioni, le amputazioni, 34 donne sono state sfigurate con l’acido perché mal velate, 160 minorenni aspettano l’esecuzione. Molte le donne incinte uccise perché “se loro la pensano così anche i loro figli saranno nemici dello stato. Si viene frustati da 70 a 99 volte, nella pubblica piazza, anche se semplicemente si ascolta musica occidentale. Siamo uno tra i paesi più ricchi al mondo, grazie al petrolio, eppure il 75% della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà. Mille miliardi è stato il guadagno netto negli ultimi 10 anni, solo dal petrolio, ma 19 milioni di persone vivono nelle baraccopoli, 4,5 milioni sono i laureati senza lavoro, 5 milioni i tossicodipendenti, l’età della prostituzione inizia a 11 anni. Sono ben 180 mila gli studiosi e scienzati che sono scappati dal paese”.

Un quadro inquietante quello presentato da Lesani Yoosef, quasi rassegnato a vivere nel nostro Paese, quell’Italia che oggi è il principale partner commerciale dell’Iran.

“Questi popoli – ha detto il sindaco di Chivasso Libero Ciuffreda nel suo intervento – sono le vittime sacrificali del modo di agire dell’Occidente, nei prossimi mesi gli scenari internazionali potrebbero essere completamente diversi e saranno ancora i popoli a pagare le conseguenze di un puro colonialismo. Il Medioriente è un’area travagliata per tanti motivi, una terra dove è nata la Civiltà, un’area dove l’oro nero rappresenta il vero terreno di scontro”.

L’assessore alle Politiche Sociali, Annalisa De Col, ha invece letto un ordine del giorno sollecitato da Amnesty International e approvato il 31 gennaio scorso dal Consiglio regionale del Piemonte, in cui si chiede che le organizzazioni internazionali, Onu in testa, si adoperino perché venga fatta finalmente giustizia sui crimini di guerra perpetrati nel 1978 in Iran, per i quali esiste un’accusa ma non esiste un solo colpevole. “Mi auguro – ha commentato Annalisa De Col – che il prossimo Consiglio comunale possa recepire questo ordine del giorno, al fine di far conoscere anche nella nostra città la drammatica realtà che sta vivendo il popolo iraniano”.